Non è raro che un "progetto di sviluppo" serva a promuovere gli
interessi commerciali di un'azienda. Ma quello promosso nel
nord-est della Thailandia con la sigla
Inpact
("Partnership innovativa per i cambiamenti tecnologici
nell'agricoltura") è davvero sfacciato. Partners del progetto
sono Monsanto, Irri e Pda: la prima è una multinazionale leader
nel settore dell'agrochimica; il secondo è un istituto di ricerca
basato nelle Filippine e finanziato dalla Banca mondiale
attraverso il suo "Gruppo consultivo per la riocerca agricola
internazionale". L'ultima è un'organizzazione non governativa
thailandese, "Population and Community Development Association".
Il progetto Inpact afferma di voler "migliorare il tenore di vita
delle comunità rurali della Thailandia nord-orientali". La realtà
è che userà un programma di micro-credito per incoraggiare i
coltivatori di riso di due distretti della provincia di Buri Ram,
nel nord-est, a usare pesticidi e altre tecnologie della
Monsanto. Essenziale sarà l'addestramento impartito ai contadini
dagli agronomi di Irri. Le tecnologie includono livellamento dei
terreni, tecniche di dissodamento, uso di macchine (trattori),
uso di erbicidi, sementi "di qualità migliorata", tecnologie di
raccolta e battitura.
A cosa punti il progetto è chiaro: sviluppare la coltivazione di
riso su larga scala, intensiva e possibilmente meccanizzata;
creare ed espandere un mercato per i pesticidi di Monsanto in
Thailandia, e non solo: per le sue sementi "migliorate", siano
ibridi o semi geneticamente modificati. Non ultimo, per la
multinazionale agrochimica si tratta di ripulirsi l'immagine,
grazie all'alleanza con un istituto di ricerca e a
un'organizzazione per lo "sviluppo". E' noto che la strategia di
Monsanto nelle biotecnologia ruota attorno a sementi "modificate"
per resistere al suo erbicida "Roundup" (glifosato). Monsanto è
anche proprietaria della famigerata "Terminator Tecnology", che
rende sterili i suoi semi in modo che gli agricoltori debbano
ricomprarli a ogni semina.
Due organizzazioni ambientaliste - Biothai (thailandese) e il
Pesticide Action Network-Asia e Pacifico (Pan-ap) - sono insorte
contro il progetto "di sviluppo", concepito "per riorganizzare la
coltura del riso in Thailandia in modo funzionale a
multinazionali dell'agrobusiness come Monsanto". Se il progetto
prenderà piede, il micro-credito sarà usato non per "migliorare
il tenore di vita" dei contadini, ma il tenore delle vendite di
Monsanto in Thailandia.