Bisogna pensare che sia una reazione agli scandali alimentati echeggiati da queste parti negli ultimi tempi, da mucca pazza alla diossina nei polli e nei maiali. I consumatori, dal Belgio fino al Giappone e alla Malaysia, hanno cominciato a chiedersi cosa si trovano nel piatto. Polli e braciole europei sono stati banditi per qualche tempo dai supermercati asiatici. E per la carne di canguro è stato un boom che continua anche ora che l'allarme diossina è rientrato (o almeno, così ci raccontano...). Al contrario dei nostri polli, maiali e manzi, i canguri pascolano liberamente nelle savane dell'Australia, dunque non ricevono mangimi industriali di sorta alcuna. Per la gran parte degli agricoltori laggiù sono anzi una minaccia alle coltivazioni, un po' come sono sempre stati i cinghiali in Europa, e li ammazzano volentieri. Forse ora li guarderanno con più interesse, se il mercato continua a chiederli.
La carne di canguro "è ideale per il barbecue e le grigliate, contiene solo il 2 per cento di grassi, ha basso colesterolo ed è indicata per le diete", dice la pubblicità di un esportatore di Sydney. La Kangaroo Industry Association accompagna il suo export con un ricettario che include spezzatino di canguro con chili e coriandolo, il filetto alla salsa di mirtilli...
Ma diversi gruppi animalisti australiani sono in verità preoccupati. Temono che la pressione si riveli fatale per la popolazione marsupiale. E' difficile dire quanti canguri sopravvivano in Australia: le stime sono fatte con foto aeree. Il governo emana ogni anno un decreto son la quota di canguri cacciabili, che dipende dalle stime sulla popolazione: se aumenta, se invecchia, se prevalgono le femmine... Ma se la caccia diverrà sistematica, se un'industria del meat-packing del canguro si espanderà, allora la sopravvivenza dell'animale simbolo dell'Australia potrebbe essere minacciata.




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