Nella stessa zona lagunare, diverse organizzazioni ecologiste hanno ratificato una denuncia e lanciato una campagna internazionale di boicotaggio contro la Società esportatrice di sale Essa (una società messicana ad azioni miste con la transnazionale Mitsubishi) perché responsabile di aver scaricato rifiuti tossici - scarto della produzione di sale - che hanno ucciso ben 94 tartarughe marine della laguna, danneggiato l'habitat di centinaia di specie di uccelli e delle balene grigie e distrutto questo prezioso ecosistema, decretato patrimonio dell'umanità dall'Unesco.
Una campagna difficile, continuamente bloccata dall'"informazione" della Mitsubishi e dalla stampa nazionale, che cerca di discreditarla con il solito armamentario: il conto dei posti di lavoro creati dalla futura megasalina di San Ignacio (il consiglio cittadino della zona ha inviato all'Unesco ben 4000 firme in appoggio al progetto) e l'artificiale costruzione di un clima da "caccia alle streghe" contro gli ambientalisti, colpevoli ovviamente di eccessivo allarmismo, irresponsabilità economica e antinazionalismo. In Messico infatti è ancora viva, soprattutto da parte dei media, la polemica contro gli ambientalisti che avevano provocato, con una ben strutturata campagna, il prolungato boicottaggio internazionale verso i pescatori di tonno messicani, accusati di catturare con le reti a strascico migliaia di delfini e di mescolare le loro carni con quelle di tonno.
Una campagna che comunque ha già provocato le prime positive reazioni in altre zone del paese. A Sonora, ad esempio, un comitato di biologi e di abitanti della baia di Kino e della città di Hermosillo si oppongono al progetto di un impianto desalinizzatore che, oltre al danneggiare gli ecosistemi costieri, sarà ad esclusivo beneficio dei soliti proprietari terrieri che si approprieranno dell'acqua, preziosa in queste povere zone desertiche del nord del Messico.





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