terra terra
SANITA
TERRA TERRA
FRANCO CARLINI
1999.09.14
Volendo essere cinici, l'effetto serra porta con sé almeno un
effetto positivo: il riscaldamento globale del pianeta favorirà
la migrazione di molti insetti dall'equatore verso il nord. E
cosa ci sarà mai di buono? Semplicemente che alcuni di loro, come
la zanzara anofele, torneranno ad abitare le zone in cui erano
vissuti per secoli in passato e da cui erano stati scacciati per
rendere la vita più gradevole agli abitanti nel nord ricco. Con
le zanzare tornerà a diffondersi nelle aree più affluenti del
pianeta una malattia micidiale come la malaria. Che miete sì
milioni di vittime ogni anno, ma non ha finora ricevuto adeguato
interesse da parte delle industrie farmaceutiche. Secondo
l'Organizzazione mondiale della sanità ogni anno si ammalano dai
300 ai 500 milioni di persone e le morti sono tra 1,5 e 2,7
milioni. Il motivo del disinteresse è molto normale e venale: i
paesi dove la malaria è endemica, per esempio tutta la fascia sub
sahariana, sono troppo poveri per rappresentare un mercato.
Investire miliardi alla ricerca di un vaccino non conviene se i
suoi potenziali utenti sono troppo poveri per comprarlo, sia come
singoli che come stati. Invece, finalmente dilagando la malaria
alle nostre latitudini, qualcuno dei giganti finirà per
convincersi che ne vale la pena e la malaria potrà essere
sconfitta, magari persino nel Burkina Faso e nel Madagascar.
Anche senza aspettare i tempi lenti dell'effetto serra si può
comunque contare sullo sviluppo del trasporto aereo: quattro casi
di malaria sviluppatasi localmente sono stati verificati
quest'anno in Inghilterra, tutti vicino a un aeroporto: evidente
alcune zanzare, già cariche di Plasmodium falciparum, si erano
imbarcate come clandestine e avevano punzecchiato quattro
inglesi. Ironie a parte, è vero che, dal punto di vista
scientifico, l'obbiettivo non sembra più irraggiungibile.
Malgrado la straordinaria versatilità del Plasmodio, è noto ogni
dettaglio dei meccanismi molecolari con cui attacca i globuli
rossi. Di pochi giorni fa è la notizia che un gruppo di
ricercatori tedeschi ha identificato un enzima cruciale nel
parassita che può essere attaccato da una nuova classe di farmaci
(Science, vol. 285, pag. 1573). La cosa è particolarmente
importante perché negli anni il Plasmodio si è fatto sempre più
resistente alla classica clorochina. A queste novità positive ai
affianca però la recente presa di posizione, in sede di Ginevra,
di 370 medici specialisti in malattie tropicali. Evidentemente
delusi dalle lentezza dei progressi questi hanno sostenuto che
anziché band
ire definitivamente il Ddt dal mondo, sarebbe il caso invece di tornare a usarlo, proprio per sconfiggere la malaria. Attualmente questo potente veleno fa parte di un elenco di 12 sostanze Pop (inquinanti organici persistenti) che durano a lungo, si accumulano nei tessuti viventi e si propagano. L'idea delle Nazioni Unite è di proibirle definitivamente e per sempre. Ma non se ne parlerà prima del 2007.




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