terra terra
ANIMALI
TERRA TERRA
FRANCO CARLINI
1999.10.08
Gli ara sono grossi pappagalli molto colorati, specie esotica
ricercatissima dagli appassionati di uccelli; e più rari ancora
sono quelli dalla testa blu. Così il signor Ivo Van Uytfel,
belga, era molto contento di aver pagato 2.500 euro per una
coppia di loro, da allevare in casa e da cui avere tanti piccoli.
Ma non solo i due uccelli erano maschi, ma gli sono stati
sequestrati dalla polizia, perché frutto di un traffico illegale.
Ora i pappagalli sono in due diversi zoo, dove troveranno delle
pappagalline con cui fare conoscenza. La storia, raccontata da
Phillip Shiskhin del
Wall Street Journal
è solo l'ultimo
episodio del commercio fuorilegge di animali esotici che è
ufficialmente bandito dai trattati internazionali, ma che è
divenuto un ricco affare, valutato attorno ai 5 miliardi di
dollari all'anno nella sola Europa. Secondo "Traffic",
un'organizzazione internazionale che monitorizza il commercio
delle specie protette, sarebbe addirittura quattro volte tanto:
20 miliardi di dollari. Cominciano anche a essere note anche le
strade del traffico: da quando le polizie di frontiera
dell'Unione europea hanno stretto i controlli, le rotte passano
volentieri da Mosca, provenendo dall'Asia o dall'America latina.
Poi, via terra, ripiegano verso occidente. Van Uytfel, per
esempio, aveva ricevuto la sua mercanzia, di origine peruviana,
nella Repubblica Ceca. Oltre a tutto il trasporto è a rischio per
questi piccoli animali: di solito vengono narcotizzati e messi in
un contenitore nel bagaglio a mano: che sopravvivano non è detto,
ma nel mucchio c'è guadagno lo stesso. Grazie alle battaglie
condotte dalle associazioni protezioniste, da qualche anno c'è
maggiore attenzione da parte delle autorità di polizia. Non si
tratta, tra l'altro, solo di bloccare il commercio degli animali
vivi che devono essere lasciati nel loro ambiente naturale, ma
anche di impedire che si sviluppi il traffico dei loro prodotti
derivati. In questo le dogane americane sono particolarmente
efficienti e hanno creato un apposito centro di ricerca con
raffinati strumenti di laoratorio per analizzare pezzi da
scacchi, soprammobili e ogni altro oggetto che potrebbe essere
stato realizzato uccidendo una specie protetta: corni di
rinoceronte, organi sessuali di tigre essiccati e simili oggetti
da collezione. L'avorio naturalmente è principalmente sotto
controllo, ma le cose si sono fatte più complicate da quando ne è
stato di nuovo consentito un parziale commercio. Da quest'anno
gli stati africani che avevano accumulato nei loro magazzini
molte zann
e sequestrate ai bracconieri, possono "fare cassa" rivendendole al Giappone con procedure controllate, dove la domanda resta assai alta. Questa parziale correzione delle precedenti politiche di bando totale è tuttavia assai rischiosa: reinnescando il commercio dell'avorio sembra quesi inevitabile che riprenda in una certa misura la caccia di frodo: è uno di quei casi in cui la politica della "tolleranza zero"aveva funzionato egregiamente; ora invece viene smontata.




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