terra terra
ALIMENTAZIONE
TERRA TERRA
FRANCO CARLINI
1999.10.19
Ricordate i ratti nutriti con patate geneticamente modificate?
Nel febbraio scorso un ricercatore inglese, Arpad Putzsai,
convocò
una conferenza stampa per rivelare che essi avevano mostrato
delle piccole anomalie nell'intestino. Ne seguì una polemica
molto accesa e lui venne sospeso dal centro di ricerche dove
lavorava. Il tutto in un paese come l'Inghilterra dove Blair e i
suoi ministri avevano accelerato con molta faciloneria e violando
i loro stessi regolamenti, lo sviluppo della coltivazioni e dei
cibi manipolati. Ora l'articolo scientifico, firmato da Putzsai
insieme al collega Stanley Ewan, è stato pubblicato da una delle
riviste mediche più importanti al mondo, "The Lancet", malgrado
l'opinione contraria di alcuni recensori. La rivista ha
saggiamente deciso per la pubblicità del tema. Ma l'articolo è
abbastanza deludente. "Se un laureando avesse proposto un lavoro
così lo avrei bocciato" ha sostenuto qualche professore. Ed
effettivamente la parte cruciale dell'esperimento - la
metodologia -non è stata progettata al meglio. Tutti ne escono
delusi. Da un lato la conclusione di Putzsai che ci siano effetti
negativi nei ratti nutriti con patate modificate, non è netta e
incontrovertibile; e dunque chi sperava di avere la conferma
"scientifica" che le piante modificate geneticamente fanno male
non ha solidi argomenti. Nello stesso tempo i dubbi sugli effetti
sottili e nascosti del mangiare patate alterate restano aperti; e
perciò anche i tifosi degli organismi GM (geneticamente
modificati) non possono cantare vittoria. La stessa rivista
pubblica un altro articolo firmato da Caroline Bolton-Smith,
dell'università di Dundee University; in questo caso viene
mostrato come un altro gene inserito nelle patate. Anche qui non
c'è la prova di un danno, ma certo la conferma di quanto delicate
siano le interazioni tra i geni e gli organismi viventi. La
vicenda dovrebbe servire da lezione. Intanto per i ricercatori
come Putzsai, troppo ansiosi di raccogliere pubblicità.
Secondariamente per i mass media, che sperano sempre di avere un
sì o un no. Infine per i politici e i legislatori: con la
manipolazione genica non ci si può permettere approssimazione.





• 