Ma non c'è scritto neppure che si tratta di un pesticida. Eppure la patata in questione è legalmente registrata come pesticida. Se un certo coleottero (quello chiamato Colorado beetle) mangia un solo pezzetto di una New Leaf Superior, muore. Il tubero della Monsanto infatti è modificato con un gene tratto dal batterio Bacillus Thuringensis, noto in breve come Bt, che produce una proteina tossica per il coleottero della patata.
La tossina prodotta dal Bt è dunque presente in ogni singola cellula. Ma su nessuna confezione di quelle patate, accanto ai valori nutrizionali, troverete scritto "questo è un pesticida": non sarebbe una buona strategia di marketing. Qualche tempo fa il New York Times si è preso la briga di scoprire perché: ha interpellato l'Epa, l'ente responsabile di approvare i pesticidi messi in commercio. Questo ha dichiarato che poiché i topolini nutriti con la patata-pesticida stanno benissimo, se ne deduce che la patata contenente Bt non è dannosa per la salute umana. Anzi, rientra in una lista di cibi "generalmente ricinisciuti come sani" dalla Food and Drug Administration (Fda, l'ente responsabile della qualità di cibo e farmaci messi in commercio negli Usa). Circa l'etichetta, i funzionari della Fda hanno risposto al quotidiano newyorkese che loro non si occupano di pesticidi, dunque non possono dire nulla sull'etichettatura della patata Monsanto. Secondo le norme Epa, ogni confezione di insetticida Bt va etichettata con le consuete precauzioni (non inghiottire o inalare, tenere fuori dalla portata dei bambini, e così via). Ma non la patata Monsanto, poiché quella è sì un pesticida, ma si tratta pur sempre di un cibo. Il cerchio si chiude, e gli inconsapevoli americani mangiano la patata modificata dalla Monsanto.





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