Il delfino dell'Indo è un mammifero protetto nel Sind fin dal 1972 (quando è stato "scoperto"), ed è iscritto nella "lista rossa" della Convenzione internazionale che vieta il commercio di specie minacciate (la Cites). Nel '74 il governo pakistano ha creato una Riserva del delfino dell'Indo, area protetta che si estende per 170 chilometri lungo il corso del fiume, tra le dighe di Guddu e Sukkur. Il divieto di cacciare il bhulan è totale, ma del resto nessuno pesca il delfino, in sé: solo che spesso questo resta impigliato nelle reti dei pescatori, incidente fatale soprattutto da quando le reti sono di fibre sintetiche, più resistenti. Fattostà che all'inizio l'area protetta ha permesso alla popolazione del delfino dell'Indo di prosperare, ma il beneficio è stato di breve durata. Negli anni '70 i delfini censiti nel'Indo erano 138; la popolazione era salita a 429 nell'86, ma da allora stagna. Gli incontri con le reti dei pescatori non sono così frequenti da spiegare il declino dei delfini ciechi, e i responsabili della riserva naturale cercano altre spiegazioni. Diverse ipotesi sono considerate: ma tutte puntano all'inquinamento del fiume, che raccoglie scarichi domestici e industriali. Analisi delle acque dell'Indo nel Sind, tra le due dighe, rivelano la presenza di metalli pesanti come rame, mercurio e manganese. Senza contare che le dighe stesse, da cui dipende un ottimo sistema d'irrigazione che annaffia il Sind, hanno tagliato le comunicazioni tra le popolazioni acquatiche dell'alto e basso corso del fiume. Il delfino cieco ne fa le spese.
• giovedì 19 settembre 2013
•
terra terra
ANIMALI
TERRA TERRA
MARINA FORTI
1999.11.17
Perché ha smesso di moltiplicarsi il delfino dell'Indo? Si tratta
di uno dei rari delfini d'acqua dolce rimasti al mondo: ha
lontani cugini nel Gange, nello Yangtzé - dove vive l'ormai raro
(e minacciato) Baiji - e nel Rio delle Amazzoni e Orinoco, dove
vive il delfino detto Boto. Ma tra i delfini di fiume quello
dell'Indo è singolare: il
platinista minor
, chiamato
bhulan
nella locale lingua sindi, è un mammifero
dall'aspetto delicato, morbido, i riflessi rosa e strani organi
sessuali che assomigliano a quelli femminili (umani). Nel Sind,
la regione meridionale pakistana dove l'Indo sfocia nel mare
arabico, la leggenda popolare vuole che il
bhulan
abbia
avuto origine da una donna fatta scivolare nel fiume da un dio
vendicativo. Più probabilmente discende da delfini dell'oceano
che si adattarono all'ambiente fluviale 50 milioni di anni fa,
ritengono gli scienziati. E' singolare, il delfino dell'Indo,
anche perché è completamente cieco: ma "vede" grazie a un sistema
di orientamento sonar altrettanto sofisticato di quello dei
pipistrelli. Il
bhulan
nuota per lo più adagiato su un
fianco - salvo quando emerge per respirare, con i salti
caratteristici di tutti i delfini. Pare che nuotare sul fianco
gli permetta di muoversi anche in acque poco profonde e di
sentire il "terreno" con le pinne laterali.
Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
in edicola
sabato 14 settembre
sabato 14 settembre
Le «maschiette»
di Riyad
Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).
In edicola
da martedì 17 settembre
da martedì 17 settembre
VENICEBIENNALE
Dream, and It'll Pass
Viewing the 55th Venice Biennale

IN VENDITA su kindle
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique

IN VENDITA NELLO STORE
MANIBLOG
LANAVIGAZIONE
• home • in edicola • attualità
• dossier • multimedia
• eventi • lettere • area abbonati
• abbonamenti • info • privacy
• dossier • multimedia
• eventi • lettere • area abbonati
• abbonamenti • info • privacy
ILSITO
Nicola Bruno
contatti
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
consiglio di amministrazione Benedetto Vecchi (presidente), Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione(at)ilmanifesto.it
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione(at)ilmanifesto.it
redazione di Milano
Via Lario 39 - 20159
02/ 89074385
02/ 89074385
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it


• 