Monogamo, vegetariano, con un periodo di vita media di 15 anni.
Si tratta del conosciuto e simpatico castoro boreale (castor
canadiensis), che nel 1946 venne introdotto anche nella Tierra
del Fuego e nell'isola di Navarino da allevatori argentini; lo
scopo era di ripopolare queste congelate aree dell'emisfero
australe americano. Le venticinque coppie di partenza si
addattarono bene al nuovo habitat e prolificarono in tutta
tranquillità; così adesso ci sono ben 32.000 individui che, in
assenza di predatori naturali e di parassiti, si sono trasformati
in un mega problema non solamente per i boschi di betulla delle
isole Picton, Nueva, Lennox y Hoste e di quelle dell'est dello
stretto di Magellano (dove sarebbero arrivati nuotando attraverso
il canale di Beagle), ma anche per le conche idrografiche.
Edificando dighe e sbarramenti con la betulla, i castori hanno
infatti inondato piú di un terzo della superficie boscosa
dell'isola di Navarino e alterato il corso dei fiumi locali,
stravolgendo i ritmi ecologici di questi ecosistemi delicati e
relativamente poveri in biodiversitá. Per correre ai ripari,
l'Istituto forestale chileno (Infor) ha proposto di recente un
discutibile piano di interventi umani. Si tratterebbe di
controllare l'esuberante popolazione del roditore con diversi
mezzi: si va dalle battute di caccia a pagamento per avventurosi
e ricchi cacciatori, allo sfruttamento economico delle pelli,
destinate all'esportazione verso i promettenti mercati della
pelliccia canadesi e statunitensi, dove si vendono ad un prezzo
fra 3 e 5 dollari per unità.
Ma non tutti sono d'accordo e non solamente fra i pochi abitanti
e rancheros locali che vedono così allontanarsi una redditizia e
facile riserva di carne e di pelli. Alcuni biologi
dell'universitá di Concepción durante un programma di ricerche
ecologiche ed ornitologiche, hanno dimostrato che l'alacre opera
di ingegneria acquatica del castoro nell'isola di Navarino ha
permesso la nidificazione e ha fatto aumentare la popolazione di
alcune specie di uccelli che trovano fra i rami delle dighe
alimentazione e protezione.
La questione dei limiti ecologici del conservazionismo a oltranza
dei castori non è nuova né limitata a queste terre. Nel
centro-est della Finlandia, nei parchi nazionali di Kuusamo,
Isojärvi e Kuhmoinen, dove la popolazione di castori canadesi era
così numerosa da aver soppiantato altri roditori acquatici
autoctoni, questa complicato problema di conservazione ambientale
è stato da tempo risolta proteggendo e incentivando i predatori
naturali del castoro (lupo, ghiottone, martora ed orso) e
permettendo la caccia all'interno dei parchi per la gente del
posto, quando i castori raggiungono una soglia critica di
intensità di popolamento definita secondo dei parametri
ecologici. I risultati finora si sono rivelati positivi: sembra
possibile infatti bilanciare le esigenze conservazionistiche con
la dinamica naturale e con gli interessi del turista ambientalele
che viene per vedere ed incontrare i castori.