"Nel Terzo mondo e in quello industrializzato, alcuni principi comuni cominciano ad emergere... che ci permetteranno di passare a un sistema alimentare centrato sulla natura e le persone", afferma Shiva (in un commento post-Seattle diffuso dalla rete "Donne diverse per la diversità"). Eccoli: "Diversificazione, invece che monoculture, per assicurare un maggiore prodotto per ettaro. Decentramento e localizzazione invece di centralizzazione e globalizzazione. Diritto al cibo e alla sicurezza alimentare piuttosto che libero commercio come base della distribuzione. Controllo democratico invece che controllo delle grandi aziende. Agricoltura libera da brevetti e da biotecnologie, per garantire il rispetto e la protezione di tutte le specie e l'integrità degli ecosistemi e delle colture: questo significa escludere gli organismi viventi dal sistema Trips (aspetti relativi al commercio della proprietà intellettuale, l'accordo che definisce un sistema mondiale di brevetti a cui tutti i membri del Wto si devono attenere, ndr). ed escludere la Biosicurezza (la salvaguardia della diversità biologica) dall'ambito del Wto e delle norme sul libero commercio. Diversità culturale invece di monocultura globale del fast food e della catena industriale alimentare. Commercio corretto, in modo da garantire a contadini e produttori un guadagno corretto". Conclude Shiva: "contro ogni ostacolo, milioni di persone nel mondo hanno cominciato a mettere questi principi in pratica. La sfida, dopo Seattle, è cambiare le norme del commercio globale e le politiche agricole e alimentari nazionali in modo che queste pratiche possano essere alimentate e diffondersi".
• giovedì 19 settembre 2013
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terra terra
ALIMENTAZIONE
TERRA TERRA
MARINA FORTI
1999.12.17
A Seattle, dove si è riunito il vertice dell'Organizzazione
mondiale del commercio e si sono riunite anche migliaia di
persone per contestarlo, è stato compiuto un passo verso la
creazione di un ordine democratico globale basato sui cittadini:
è l'opinione di Vandana Shiva, indiana, autrice di diversi libri
sull'ecofemminismo e poi sulle biotecnologie, la bio-diversità e
la pirateria di risorse genetiche. Lei vede in quella settimana
di seminari, cortei e assemblee pubbliche un segno di inizio, e
non è l'unica, dai dirigenti sindacali statunitensi alle
organizzazioni ambientaliste alle reti di organizzazioni non
governative dei sud del mondo, molti hanno visto a Seattle una
"nuova coalizione", un "movimento globale per la democrazia".
Vandana Shiva parla in particolare della democratizzazione del
sistema alimentare, "la comune preoccupazione delle popolazioni
del pianeta di assicurarsi che il modo di produrre, distribuire,
trattare e consumare cibo sia sostenibile ed equo". Persone come
lei denunciano il controllo della produzione di cibo da parte di
un piccolo numero di aziende, produttrici di sementi "migliorate"
e ora anche modificate geneticamente, brevettate e dunque
privatizzate. Sementi che però chiedono grande input di acqua,
fertilizzanti, erbicidi con grande usura dei terreni.
Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
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sabato 14 settembre
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