Ma quella che sembrerebbe una banale causa di lavoro sta mostrando le "normali" pratiche ambientali di un grande produttore di carburanti: la Koch Refineries produce il 60% di tutta la benzina, diesel, carburante per aerei e altri trasporti consumati nel Minnesota, più asfalto e altri derivati.
Ora, Charles Chadwwell lavorava all'impianto di trattamento delle acque di scarico di uno dei maggiori stabilimenti della Koch, la raffineria di Rosemont, non lontano da St. Paul. Vi era stato trasferito nel '95, e presto aveva notato alcune cose che non quadravano. Ad esempio, che grandi quantità di acque non trattate erano scaricate nel Mississippi nei week-end, quando le norme ambientali non obbligano a monitorare gli scarichi. E poi, grandi quantità di acqua contaminata erano scaricate attraverso le condutture del sistema antincendio e nelle fogne, o addirittura nel terreno. L'operaio Chadwwell ha comunicato le sue osservazioni a un capo squadra, ma pare che questi gli abbia risposto che non c'era "nulla di illegale". Allora, insieme al collega Terry Stormen, si è rivolto all'ente di controllo ambientale: gli operai hanno consegnato agli ispettori statali una documentazione a sostegno di quel che dicevano, foto e annotazioni. Era l'aprile del 1997.
In seguito a quella denuncia l'ente statale ha aperto una inchiesta sulla Koch. Una seconda inchiesta è stata aperta dall'Fbi (ovvero a livello federale), e per questo Chadwwell e i suoi colleghi sono stati di nuovo interrogati dagli ispettori. Le inchieste hanno portato a due procedimenti legali contro la Koch Refineries, uno civile e uno penale. Le denunce dei due operai si sono rivelate fondate: l'azienda risarcirà allo stato quasi 15 milioni di dollari per violazioni civili e penali, e accetterà un centinaio di "raccomandazioni" per adeguarsi agli standard ambientali di legge. Ma nel frattempo si è rifatta sui dipendenti "insubordinati" con pressioni, minacce, e infine con il licenziamento.
Stormoen ha rinunciato all'azione legale, ma Chadwwell ha denunciato di essere stato interrogato dagli ispettori e dagli avvocati dell'azienda, sospeso per giorni senza paga con l'accusa (falsa, dice) di aver violato norme di sicurezza, sottoposto a test della memoria, e ad angherie. Pretesti per licenziarmi, dice l'operaio. La parola al tribunale.





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