E' un'ammissione senza precedenti dei rischi potenziali della diffusione delle sementi "Bt". In particolare, l'Epa teme lo sviluppo di insetti resistenti a quella tossina naturale. Ora gli agricoltori dovranno riservare almeno il 20% dei loro terreni coltivati a mais a specie non transgeniche, almeno metà nel caso che il mais sia vicino a zone coltivate a cotone (la Monsanto ha prodotto anche cotone "Bt"). In pratica, dovranno creare accanto al mais Bt delle "zone-rifugio" per gli insetti (e non potranno trattarle con insetticidi salvo dimostrare che l'invasione di parassiti supera una certa soglia). Le aziende produttrici di sementi dovranno monitorare le coltivazioni per segnalare in modo tempestivo insetti resistenti al Bt - nel qual caso la semente transgenica sarà ritirata dal mercato. Gli agricoltori inoltre dovranno adottare "misure volontarie" per proteggere la farfalla monarca - una specie che depone le uova su alcune erbe che crescono attorno ai campi di mais: uno studio preliminare diffuso l'estate scorsa dalla Cornell University (Usa) comprova che il polline delle piante "Bt" uccide le larve di queste farfalle. Le coltivazioni "modificate" ora dovranno essere sottovento rispetto a quelle normali, per evitare che il polline delle piante Bt si mescoli all'altro. In alcune zone ci saranno ulteriori limitazioni alla vendita e coltivazione del mais Bt.
Il mais Bt, autorizzato alla vendita nel mercato americano nel 1996, ha avuto un grande successo tra gli agricoltori: l'anno scorso era oltre un terzo del mais coltivato negli Usa. Da tempo ambientalisti e scienziati vanno sottolineando il rischio di creare parassiti resistenti al Bt (un conto è spruzzare questo insetticida naturale, che resta naturalmente attivo per pochi giorni, altro è averlo inserito nell'intero ciclo di vita della pianta: gli insetti hanno molto più tempo per produrre mutazioni resistenti). Ora l'Epa comincia a prendere sul serio il rischio. Intanto l'agenzia di stampa Reuter ha condotto un sondaggio su 400 agricoltori americani riuniti la settimana scorsa nell'incontro annuale della American Farm Bureau Federation: molti pensano di abbandonare le varietà transgeniche, visto il rifiuto crescente tra i consumatori, e per il mais Bt l'agenzia prevede un calo del 24% rispetto all'anno scorso.





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