Nell'ambito di questa Convenzione, è definito "biosicurezza" l'insieme di norme che dovrà assicurare il "trattamento, trasporto e uso di organismi viventi modificati attraverso le frontiere nazionali". Ma le trattative per definire un Protocollo sulla biosicurezza si trascinano da anni - riprenderanno proprio domani a Montreal, in Quebec (Canada). E sono tanto difficili perché tira in ballo uno dei temi più scottanti del commercio internazionale: gli organismi geneticamente modificati o transgenici - siano sementi, batteri, enzimi, granaglie e alimenti lavorato, mangimi o fibre.
Finora i tentativi di accordo sulla biosicurezza sono stati bloccati dagli Stati uniti e alcuni grandi esportatori di prodotti agricoli (il "gruppo di Miami": Canada, Australia, Argentina, Cile e Uruguay). Questi temono che il Protocollo si risolva in limitazioni al commercio di prodotti transgenici, in nome della salute o dell'ambiente. Gli Usa e il gruppo di Miami vogliono che la questione sia regolata senza altre "interferenze" dall'organizzazione Mondiale del commercio - a Seattle in effetti avevano provato a proporre una commissione sulle biotecnologie, durante il vertice del Wto poi fallito. Al "gruppo di Miami" si oppongono da un lato i paesi in via di sviluppo (oltre un centinaio), dall'altro l'Europa. Il ministro dell'ambiente britannico Michael Meacher ieri ha ribadito che l'impatto sull'ambiente e la salute umana degli organismi geneticamenti modificati "non è interamente accertato, ed è proprio per questo che l'Europa e il Regno unito credono che i paesi debbano avere il diritto di scegliere in materia": e magari bloccare l'ingresso di organismi che ritengono un rischio, o pretendere che la soja transgenica sia etichettata e separata da quella "normale". Gli ha risposto a distanza il capo della delegazione statunitense a Montreal, David Sandelow: gli Usa si opporranno "proposte estreme", che "costringerebbero alcuni paesi a investire miliardi di dollari in nuove infrastrutture per l'immagazzinamento e il trasporto di merci agricole". L'impasse resta.





• 