Nella fascia di massima protezione troviamo le balene grigie e le minsk: vietato farne commercio internazionale, intere o in parti. Ma Giappone e Norvegia, grandi cacciatori di balene (ed entrambi aderenti alla Cites), chiederanno che siano trasferite nella lista che permette un commercio controllato. Per la verità è improbabile che la loro domanda abbia fortuna. La caccia alle balene grigie e minsk è già vietata dalla International Whaling Commission (Iwc, Commissione internazionale baleniera), di cui Giappone e Norvegia fanno parte. La Iwc regolamenta la caccia a diverse specie di balene e finora ha respinto la richiesta di Oslo e di Tokyo che vorrebbero cacciare balene grigie e minsk "per scopi scientifici" (motivazione difficile da verificare). "Non hanno ottenuto niente con la Iwc e ora ci riprovano con noi", ha commentato il segretario generale della Cites, l'olandese Willem Wijnstekers.
Anche gli elefanti, africani e asiatici, sono protetti dal divieto di commercio (dal 1989). In Africa così una popolazione decimata dalla caccia di frodo è tornata a moltiplicarsi (anche se non certo ai livelli dei primi anni '70). Nel 1997 la Cites ha autorizzato la vendita una tantum di zanne su richiesta di Zimbabwe, Namibia e Botswana: zanne provenienti dai magazzini dei vari parchi, roba sequestrata o di elefanti morti naturalmente. Il ricavato della vendita ha finanziato progetti ambientali. Le vendite controllate sono state autorizzate di nuovo l'anno scorso - il Giappone ha acquistato quasi 60 tonnellate di zanne da allora - e ora il Sudafrica chiede di mettere sul mercato circa 30 tonnellate di zanne intere provenienti dal famoso Kruger Park. La Comunità dell'Africa meridionale (Sadc) ha buttato il suo peso diplomatico a sostegno della richiesta. Che è contrastata però dal Kenya e dall'India...Giorni fa il direttore del Kenya Wildlife Service (l'ente kenyota per la flora e fauna), Nehemiah Rotich, ha detto che la caccia di frodo è aumentata: almeno 67 elefanti uccisi nel 1999, contro la media di 15 all'anno. I sequestri di avorio venduto illegalmente sono aumentati, e secondo Rotich è aumentata la domanda d'avorio dall'estero: colpa di quel piccolo commercio legale, che stimola il traffico clandestino. Questa è anche la tesi di numerose (ma non tutte) le organizzazioni conservazioniste.





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