La campagna sarà finanziata dalle sette maggiori aziende di biotecnologie per l'agricoltura (Aventis CropScience, Basf, Dow Chemical, DuPont, Monsanto, Novartis e Zeneca Ag), che hanno appena formato il "Consiglio per l'informazione sulle biotecnologie" insieme all'associazione industriale di categoria (Bio, che include la farmaceutica). L'offensiva di pubbliche relazioni insisterà su tre argomenti: che le piante modificate geneticamente ridurranno l'uso di pesticidi ed erbicidi; che produrranno cibo più nutriente; che aiuteranno i paesi in via di sviluppo a sfamare la propria popolazione. Argomenti ingannatori - basti pensare alle specie modificate per resistere ad erbicidi (e poterne quindi usare di più). Gran parte delle "nuove" sementi, sia in commercio sia in fase sperimentale, sono in effetti da abbinare a prodotti chimici. E certo la pubblicità dell'industria biotech non ci racconterà i fallimenti delle sue creazioni.
Eppure, secondo Jeremy Rifkin, la campagna potrebbe rivelarsi un boomerang per l'industria biotecnologica. Rifkin, attivista ambientale che da anni conduce una battaglia contro le industria dell'agricoltura geneticamente modificata, dice che la pubblicità porterà i consumatori a porsi domande. "Quando guarderanno queste réclames si chiederanno 'cos'è il cibo genetico?', 'perché è nei nostri negozi?'. In Europa, quando i cittadini hanno sentito il gran parlare di cibo modificato sono diventati più scettici, non meno". Rifkin è tra gli attivisti che negli Stati uniti hanno promosso una causa legale contro la Monsanto, che accusano di pratiche commerciali scorrette e di aver messo sul mercato sementi senza aver condotto i test adeguati. Del resto la Food and Drugs Administration (Fda), l'autorità federale responsabile della sicurezza alimentare e farmaceutica, ha dovuto ammettere che in genere ha preso per buona la documentazione fornita dalle stesse aziende che chiedono di sperimentare e poi commercializzare nuove specie. Ed è più o meno ciò che succede anche in Europa. E' l'industria delle sementi biotech che si "autocertifica" sicura.
L'investimento pubblicitario dell'industria biotech (potrebbe arrivare a 250 milioni di dollari nei prossimi tre anni) dice che il consenso dei consumatori ha cominciato a incrinarsi anche negli Stati uniti e in Canada, i paesi che assorbono la quasi totalità delle sementi transgeniche - e dove il cibo "modificato" è arrivato nei supermercati senza suscitare nessuna particolare emozione.




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