terra terra
PETROLIO
Gli U'wa e il prezzo del petrolio
MARINA FORTI
2000.06.07
Il petrolio di chiama
ruiria
. La terra,
kakaica
. Per il petrolio e il territorio, intesi come
tutt'uno, nella lingua degli indigeni colombiani U'wa c'è il
termine
yara
: "Il petrolio è il sangue della terra,
sangue nero", dice Roberto A. Cobaria, alias Berito Coarua,
Cabildo (capo eletto) degli U'wa. Nella visione del suo popolo,
estrarre il petrolio equivale a dissanguare la terra.
La terra e il petrolio sono alla base del conflitto che oppone gli U'wa a una grande azienda petrolifera e al governo di Bogotà - o della guerra che Occidental Petroleum, l'esercito e il governo hanno lanciato contro quella popolazione indigena di circa cinquemila persone. E' ben di questo che una delegazione di indigeni colombiani è venuta a parlare a Roma (su invito dei Verdi italiani).
La vicenda degli U'wa non è nuova a chi legge questa rubrica ( 5 aprile 2000 ). Sette anni fa Occidental Petroleum (Oxy), multinazionale Usa con sede a Los Angeles, ha avuto dal governo colombiano una concessione nella regione di Sarnoré, Colombia nordorientale, in pieno territorio U'wa. Nel febbraio del '95, in società con l'ente petrolifero colombiano Ecopetrol, ha avuto licenza di avviare le prospezioni. Gli U'wa si sono da subito opposti al progetto. Per loro, non c'è nulla di negoziabile, non ci sono compensi e risarcimenti: chiedono semplicemente che l'azienda petrolifera, con i suoi scavi e i suoi pozzi, se ne vada. "Il governo non può vendere il petrolio a chicchessia perché non gli appartiene", ha spiegato ieri il Cabildo in un'affollata conferenza stampa.
E' una questione di diritti fondamentali, disono il Cabildo e Armando, presidente dell'ente nazionale per i popoli indigeni della Colombia. Secondo le leggi colombiane (quelle che il Cabildo chiama "la legge portata dagli spagnoli"), i territori riconosciuti delle comunità indigene sono inalienabili (figura giuridica chiamata resguardo indigena ). Il governo deve dunque negoziare con le comunità indigene i progetti come quello del petrolio. Un anno fa il governo di Bogotà ha finalmente riconosciuto agli U'wa un territorio di 2.200 chilometri quadrati, unificando territori frammentati riconosciuti fino ad allora. Ma non c'è stato nessun negoziato. In febbraio Oxy e Ecopetrol hanno avviato la costruzione di un primo pozzo in località Gibraltar 1, appena cinquecento metri fuori dal resguardo unificado degli U'wa. Migliaia di persone hanno occupando il sito. La polizia ha caricato. Allo stesso tempo, gli U'wa hanno portato il conflitto sul piano legale: ai primi di aprile il tribunale di Bogotà ha ordinato la sospensione dei lavori, riconoscendo che gli scavi petroliferi ledono i diritti fondamentali degli U'wa, incluso il diritto alla vita. Il consorzio petrolifero ha fatto ricorso - è attesa una sentenza della Corte suprema.
Gli U'wa hanno ben motivo di temere i pozzi di petrolio sul loro territorio. Hanno visto cosa è successo poco più a nord, nel distretto di Arauca, dove l'oleodotto Cano Limon (sempre di Occidental) ha cosparso il territorio di greggio e inquinato terra e fiumi, oltre a portare violenza e repressione. Già, la violenza: nel quadro entrano anche i due movimenti guerriglieri tra loro in conflitto, le Farc e il Eln, tanto quanto l'esercito colombiano e i paramilitari dell'estrema destra. I macchinari della Oxy arrivano in quel territorio andino protetti dalla guerriglia delle Farc, il movimento con cui d'altra parte il governo di Bogotà sta negoziando un armistizio. "La Farc protegge le macchine della Oxy perché non cadano nelle mani dell'altra guerriglia, il Eln", spiega Armando. Per questa "protezione", Oxy paga la Farc: nulla di nuovo. Ma è per questo che il Cabildo Cobaria esprime tutta la diffidenza della sua gente verso la guerriglia: "Ci siamo chiesti, è a favore dei contadini o del governo e della Oxy? Sta con la Oxy. Noi non vogliamo sul nostro territorio nessuna forza armata".
"La battaglia degli U'wa tocca la politica energetica nazionale, tocca la globalizzazione delle economie. Ma soprattutto è l'inizio di una nuova fase, in cui il governo cerca di eliminare i popoli indigeni e i loro diritti inalienabili", afferma Armando. Lo ricordino, i governi europei, quando Bogotà gli chiede di finanziare il Plan Colombia, che con la scusa della lotta alla droga servirà a finanziare la repressione contro contadini e indios...
La terra e il petrolio sono alla base del conflitto che oppone gli U'wa a una grande azienda petrolifera e al governo di Bogotà - o della guerra che Occidental Petroleum, l'esercito e il governo hanno lanciato contro quella popolazione indigena di circa cinquemila persone. E' ben di questo che una delegazione di indigeni colombiani è venuta a parlare a Roma (su invito dei Verdi italiani).
La vicenda degli U'wa non è nuova a chi legge questa rubrica ( 5 aprile 2000 ). Sette anni fa Occidental Petroleum (Oxy), multinazionale Usa con sede a Los Angeles, ha avuto dal governo colombiano una concessione nella regione di Sarnoré, Colombia nordorientale, in pieno territorio U'wa. Nel febbraio del '95, in società con l'ente petrolifero colombiano Ecopetrol, ha avuto licenza di avviare le prospezioni. Gli U'wa si sono da subito opposti al progetto. Per loro, non c'è nulla di negoziabile, non ci sono compensi e risarcimenti: chiedono semplicemente che l'azienda petrolifera, con i suoi scavi e i suoi pozzi, se ne vada. "Il governo non può vendere il petrolio a chicchessia perché non gli appartiene", ha spiegato ieri il Cabildo in un'affollata conferenza stampa.
E' una questione di diritti fondamentali, disono il Cabildo e Armando, presidente dell'ente nazionale per i popoli indigeni della Colombia. Secondo le leggi colombiane (quelle che il Cabildo chiama "la legge portata dagli spagnoli"), i territori riconosciuti delle comunità indigene sono inalienabili (figura giuridica chiamata resguardo indigena ). Il governo deve dunque negoziare con le comunità indigene i progetti come quello del petrolio. Un anno fa il governo di Bogotà ha finalmente riconosciuto agli U'wa un territorio di 2.200 chilometri quadrati, unificando territori frammentati riconosciuti fino ad allora. Ma non c'è stato nessun negoziato. In febbraio Oxy e Ecopetrol hanno avviato la costruzione di un primo pozzo in località Gibraltar 1, appena cinquecento metri fuori dal resguardo unificado degli U'wa. Migliaia di persone hanno occupando il sito. La polizia ha caricato. Allo stesso tempo, gli U'wa hanno portato il conflitto sul piano legale: ai primi di aprile il tribunale di Bogotà ha ordinato la sospensione dei lavori, riconoscendo che gli scavi petroliferi ledono i diritti fondamentali degli U'wa, incluso il diritto alla vita. Il consorzio petrolifero ha fatto ricorso - è attesa una sentenza della Corte suprema.
Gli U'wa hanno ben motivo di temere i pozzi di petrolio sul loro territorio. Hanno visto cosa è successo poco più a nord, nel distretto di Arauca, dove l'oleodotto Cano Limon (sempre di Occidental) ha cosparso il territorio di greggio e inquinato terra e fiumi, oltre a portare violenza e repressione. Già, la violenza: nel quadro entrano anche i due movimenti guerriglieri tra loro in conflitto, le Farc e il Eln, tanto quanto l'esercito colombiano e i paramilitari dell'estrema destra. I macchinari della Oxy arrivano in quel territorio andino protetti dalla guerriglia delle Farc, il movimento con cui d'altra parte il governo di Bogotà sta negoziando un armistizio. "La Farc protegge le macchine della Oxy perché non cadano nelle mani dell'altra guerriglia, il Eln", spiega Armando. Per questa "protezione", Oxy paga la Farc: nulla di nuovo. Ma è per questo che il Cabildo Cobaria esprime tutta la diffidenza della sua gente verso la guerriglia: "Ci siamo chiesti, è a favore dei contadini o del governo e della Oxy? Sta con la Oxy. Noi non vogliamo sul nostro territorio nessuna forza armata".
"La battaglia degli U'wa tocca la politica energetica nazionale, tocca la globalizzazione delle economie. Ma soprattutto è l'inizio di una nuova fase, in cui il governo cerca di eliminare i popoli indigeni e i loro diritti inalienabili", afferma Armando. Lo ricordino, i governi europei, quando Bogotà gli chiede di finanziare il Plan Colombia, che con la scusa della lotta alla droga servirà a finanziare la repressione contro contadini e indios...





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