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ALIMENTAZIONE
Los Angeles, la sabbia e l'acqua
MARINA FORTI
2000.08.08
Un nuovo atto della secolare guerra per l'acqua sta
cominciando a Los Angeles, la metropoli degli Stati uniti
occidentali che ha di fronte l'oceano e alle spalle il deserto.
Si tratta del lago di Owens, a nord della città, da cui Los
Angeles trae da quasi un secolo gran parte della sua acqua
potabile: il Los Angeles Department of Water and Power, l'ente
municipale per acqua ed elettricità, sta per imbarcarsi in un
costoso piano (62 milioni di dollari) per costruire una
derivazione all'Acquedotto di Los Angeles e deviare acqua nel
letto del lago ormai prosciugato. Lo scopo è creare uno stagno
fangoso dove ora c'è la desolata distesa di sabbia, e combattere
così le tempeste di sabbia che spesso flagellano i villaggi della
zona, così violente che bisogna chiudersi in casa.
La notizia è strabiliante, se si considera che all'inizio del secolo scorso la vallata del Owens Lake era fertile e aveva un'agricoltura lussureggiante. Ma la città che andava crescendo sulla costa aveva bisogno d'acqua per alimentare i sogni d'espansione di sindaci e impresari. Così nel 1913 l'allora sindaco William Mulholland guardò a nord, e convinse gli abitanti della Owens Valley a vendere la propria acqua: fu costruito un condotto che trasportò a Los Angeles fino a 600 milioni di metricubi d'acqua all'anno, l'intero fabbisogno della città (solo nel 1970 fu completato un secondo acquedotto, che pesca nel bacino del Colorado).
Si capisce che gli attuali abitanti della vallata siano scettici verso i piani di miglioramento dell'ente idrico losangelino, e che guardino a Los Angeles come una potenza imperialista. Per mantenere il controllo sulla preziosa acqua infatti la metropoli ha acquistato gran parte dei terreni nella valle. L'acquedotto pesca direttamente dagli immissari, i fiumi che scendono dalla sierra. Poco a poco il lago si è prosciugato e le falde sotterranee non sono più sufficenti a far vivere la vegetazione: da 75 mila acri di coltivazioni negli anni '20, ne restano 12 mila. Il Geological Survey degli Stati uniti ha documentato una perdita del 35% della vegetazione presente nella valle prima degli anni '90. E poiché è Los Angeles il vero padrone della terra, qualsiasi decisione rilevante per la vita pubblica, da costruire un nuovo cimitero a espandere le attività del piccolo aeroporto locale, richiede l'approvazione della metropoli.
In passato la Owens Valley ha ingaggiato battaglie legali all'ultimo sangue per sopravvivere. La Inyo County, contea che ha giurisdizione sul lago e gran parte della vallata, ha fatto causa alla città di Los Angeles nel 1972, e solo nel '91 fu firmato un compromesso. La "tregua" sancì che la vita vegetale della valle andava presa in considerazione. Il prelievo d'acqua fu ridotto a 76 milioni di metri cubi (ma oggi è già risalito e supera i 90 milioni di mq raccomandati come massimo dal Geological Survey, ente federale). Questo non è bastato a far rivivere il lago di Owens e la sua valle: secondo i geologi la zona si sta ancora riprendendo da una siccità prolungata finita a metà degli anni '90.
Un programma per il "controllo della polvere" è necessario: le barriere meccaniche tentate finora sono inutili. Ma gli abitanti di Keeler, villaggio sulla riva dell'ex lago, sono sospettosi - leggiamo in un servizio del Los Angeles Times . Molti temono che il rimedio sia peggiore del male. Trasformare in un acquitrino fangoso parte del letto sabbioso, 34 chilometri quadrati sui 281 kmq totali? I residenti già immaginano le zanzare e l'odore di marciume avvolgere il tranquillo villaggio, come anticipa il terreno già allagato per prova. Soprattutto: il Department of Water and Power dove prenderà quell'acqua? Dapprima voleva pomparla dalle falde saline più profonde sotto il lago stesso: ma ciò avrebbe fatto abbassare l'acqua dolce nelle falde, e prosciugato l'unico pozzo utile a Keeler. Sarebbe stata la fine di quel villaggio, nato oltre un secolo fa come outpost di minatori e abitato ormai da anziani in mobil-home.
E poi, mentre apprendevano del progetto di acquitrino "anti-polvere", gli abitanti di Keeler e di tutta la contea hanno saputo che l'ente idrico losangelino vuole aumentare del 50% l'attuale pompaggio: fino a 112 milioni di mq, l'aumento più significativo da quando fu firmata la famosa tregua. Si capisce bene che guardino a Los Angeles come il bianco che parla con lingua biforcuta.
La notizia è strabiliante, se si considera che all'inizio del secolo scorso la vallata del Owens Lake era fertile e aveva un'agricoltura lussureggiante. Ma la città che andava crescendo sulla costa aveva bisogno d'acqua per alimentare i sogni d'espansione di sindaci e impresari. Così nel 1913 l'allora sindaco William Mulholland guardò a nord, e convinse gli abitanti della Owens Valley a vendere la propria acqua: fu costruito un condotto che trasportò a Los Angeles fino a 600 milioni di metricubi d'acqua all'anno, l'intero fabbisogno della città (solo nel 1970 fu completato un secondo acquedotto, che pesca nel bacino del Colorado).
Si capisce che gli attuali abitanti della vallata siano scettici verso i piani di miglioramento dell'ente idrico losangelino, e che guardino a Los Angeles come una potenza imperialista. Per mantenere il controllo sulla preziosa acqua infatti la metropoli ha acquistato gran parte dei terreni nella valle. L'acquedotto pesca direttamente dagli immissari, i fiumi che scendono dalla sierra. Poco a poco il lago si è prosciugato e le falde sotterranee non sono più sufficenti a far vivere la vegetazione: da 75 mila acri di coltivazioni negli anni '20, ne restano 12 mila. Il Geological Survey degli Stati uniti ha documentato una perdita del 35% della vegetazione presente nella valle prima degli anni '90. E poiché è Los Angeles il vero padrone della terra, qualsiasi decisione rilevante per la vita pubblica, da costruire un nuovo cimitero a espandere le attività del piccolo aeroporto locale, richiede l'approvazione della metropoli.
In passato la Owens Valley ha ingaggiato battaglie legali all'ultimo sangue per sopravvivere. La Inyo County, contea che ha giurisdizione sul lago e gran parte della vallata, ha fatto causa alla città di Los Angeles nel 1972, e solo nel '91 fu firmato un compromesso. La "tregua" sancì che la vita vegetale della valle andava presa in considerazione. Il prelievo d'acqua fu ridotto a 76 milioni di metri cubi (ma oggi è già risalito e supera i 90 milioni di mq raccomandati come massimo dal Geological Survey, ente federale). Questo non è bastato a far rivivere il lago di Owens e la sua valle: secondo i geologi la zona si sta ancora riprendendo da una siccità prolungata finita a metà degli anni '90.
Un programma per il "controllo della polvere" è necessario: le barriere meccaniche tentate finora sono inutili. Ma gli abitanti di Keeler, villaggio sulla riva dell'ex lago, sono sospettosi - leggiamo in un servizio del Los Angeles Times . Molti temono che il rimedio sia peggiore del male. Trasformare in un acquitrino fangoso parte del letto sabbioso, 34 chilometri quadrati sui 281 kmq totali? I residenti già immaginano le zanzare e l'odore di marciume avvolgere il tranquillo villaggio, come anticipa il terreno già allagato per prova. Soprattutto: il Department of Water and Power dove prenderà quell'acqua? Dapprima voleva pomparla dalle falde saline più profonde sotto il lago stesso: ma ciò avrebbe fatto abbassare l'acqua dolce nelle falde, e prosciugato l'unico pozzo utile a Keeler. Sarebbe stata la fine di quel villaggio, nato oltre un secolo fa come outpost di minatori e abitato ormai da anziani in mobil-home.
E poi, mentre apprendevano del progetto di acquitrino "anti-polvere", gli abitanti di Keeler e di tutta la contea hanno saputo che l'ente idrico losangelino vuole aumentare del 50% l'attuale pompaggio: fino a 112 milioni di mq, l'aumento più significativo da quando fu firmata la famosa tregua. Si capisce bene che guardino a Los Angeles come il bianco che parla con lingua biforcuta.




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