terra terra
ANIMALI
Un decreto per la farfalla monarca
FULVIO GIOANETTO
2000.11.18
Un accordo per proteggere le "zone protette". Sembra
paradossale, ma è di questo che tratta l'accordo da poco concluso
tra Il governo del Messico, il Fondo mondiale per la natura (Wwf)
e la fondazione Packard, istituzione di ricerca statunitense. Ed
è un accordo che cerca di spezzare il circolo vizioso di
corruzione, pressione sulle fragili e impoverite economie
indigene di sfruttamento forestale, distruzione ambientale.
L'accordo di cui parliamo ha per oggetto la farfalla monarca, specie rara e sottoposta ora a diverse minacce. Il nuovo accordo amplia i limiti di protezione della riserva della farfalla monarca, dai 16.000 ettari attuali a 56.000 ettari. Soprattutto, coinvolge almeno 15 comunitá indigene matlazinca, che beneficeranno di una indennizzazione economica per non tagliare gli abeti delle "loro" terre. Secondo il decreto appena approvato dal governo messicano, il ministero dell'ambiente metterà 6 milioni di dollari, il Wwf e la Fondazione Packard altrettanti, con l'impegno di pagare 18 dollari per metro cubo di legna non tagliata e 8 dollari per ettaro per i lavori di conservazione e mantenimento del bosco. L'idea è di evitare il taglio di 160.000 metri cubi di abete nella zona superprotetta della riserva. Infatti, questo è il paradosso: le "zone protette" esistono, ma fior di trafficanti hanno continuato in questi anni a distruggere il patrimonio boschivo delle montagne messicane, facendo leva sulla povertá delle comunitá indigene di queste regioni al confine fra gli stati di Michoacan e Mexico, tutte soggette alle volubili fortune del commercio del legno di abete - tutto, beninteso, con la complicità neanche tanto occulta di funzionari dei ministeri locali. Così anche le "superprotette" riserve della biosfera della zona, santuari tra l'altro della farfalla monarca, stavano scomparendo a un ritmo impressionante.
Il nuovo accordo aggiunge, rispetto al decreto vecchio di una dozzina di anni fa, una sorta di incentivo per le comunità locali che si asterranno dal tagliare alberi. Infatti, oltre a permettere all'interno della zona superprotetta un'attivitá di riforestazione, bonifica e pulizia del bosco, le fondazioni internazionali e i due governi statali hanno istituito un fondo economico per indennizzare le comunitá che smetteranno di sfruttare queste abetaie. Il decreto legislativo crea fra l'altro tre nuove aree protette in un Messico sempre piú desertificato (sono la Mesa di Cacaxtla in Sinaloa, il vulcano di Tacona in Chiapas e le paludi del fiume Lerma nello stato di Mexico). Ed è una misura che ha sorpreso molti nel paese, non ultimi gli stessi gruppi ambientalisti che da anni chiedevano il rinnovamento di questo ormai vetusto e ambizioso decreto - e quasi non ci speravano più.
Anche se questo non potrá proteggere la colorata farfalla monarca dalla silenziosa morte causata dal mais transgenico (proprio in questi giorni il governo messicano sta decidendo se permettere le produzioni di mais transgenico, finora ufficialmente proibite in tutto il paese), si pensa che quest'accordo almeno contribuirá a proteggere questi boschi unici, indispensabili per la sopravvivenza della famosa farfalla monarca, dove annualmente si concentrano a svernare fra i 10 e i 20 milioni di esemplari.
Proprio questa farfalla con le sue lunghe migrazioni è diventata il simbolo ufficiale del trattato del "libero" commercio fra Usa, Canada e Messico. Un Messico al nono posto fra i paesi piú poveri al mondo e dove, grazie anche a questo trattato, le economie regionali agricole sono state completamente distrutte, facendo sí che annualmente piú di un milione e mezzo di persone provenienti dalle zone rurali siano costrette a emigrare clandestinamente negli Usa, con il rischio di essere ammazzate dal clima, dai contrabbandieri e dalle pattuglie frontaliere.
L'accordo di cui parliamo ha per oggetto la farfalla monarca, specie rara e sottoposta ora a diverse minacce. Il nuovo accordo amplia i limiti di protezione della riserva della farfalla monarca, dai 16.000 ettari attuali a 56.000 ettari. Soprattutto, coinvolge almeno 15 comunitá indigene matlazinca, che beneficeranno di una indennizzazione economica per non tagliare gli abeti delle "loro" terre. Secondo il decreto appena approvato dal governo messicano, il ministero dell'ambiente metterà 6 milioni di dollari, il Wwf e la Fondazione Packard altrettanti, con l'impegno di pagare 18 dollari per metro cubo di legna non tagliata e 8 dollari per ettaro per i lavori di conservazione e mantenimento del bosco. L'idea è di evitare il taglio di 160.000 metri cubi di abete nella zona superprotetta della riserva. Infatti, questo è il paradosso: le "zone protette" esistono, ma fior di trafficanti hanno continuato in questi anni a distruggere il patrimonio boschivo delle montagne messicane, facendo leva sulla povertá delle comunitá indigene di queste regioni al confine fra gli stati di Michoacan e Mexico, tutte soggette alle volubili fortune del commercio del legno di abete - tutto, beninteso, con la complicità neanche tanto occulta di funzionari dei ministeri locali. Così anche le "superprotette" riserve della biosfera della zona, santuari tra l'altro della farfalla monarca, stavano scomparendo a un ritmo impressionante.
Il nuovo accordo aggiunge, rispetto al decreto vecchio di una dozzina di anni fa, una sorta di incentivo per le comunità locali che si asterranno dal tagliare alberi. Infatti, oltre a permettere all'interno della zona superprotetta un'attivitá di riforestazione, bonifica e pulizia del bosco, le fondazioni internazionali e i due governi statali hanno istituito un fondo economico per indennizzare le comunitá che smetteranno di sfruttare queste abetaie. Il decreto legislativo crea fra l'altro tre nuove aree protette in un Messico sempre piú desertificato (sono la Mesa di Cacaxtla in Sinaloa, il vulcano di Tacona in Chiapas e le paludi del fiume Lerma nello stato di Mexico). Ed è una misura che ha sorpreso molti nel paese, non ultimi gli stessi gruppi ambientalisti che da anni chiedevano il rinnovamento di questo ormai vetusto e ambizioso decreto - e quasi non ci speravano più.
Anche se questo non potrá proteggere la colorata farfalla monarca dalla silenziosa morte causata dal mais transgenico (proprio in questi giorni il governo messicano sta decidendo se permettere le produzioni di mais transgenico, finora ufficialmente proibite in tutto il paese), si pensa che quest'accordo almeno contribuirá a proteggere questi boschi unici, indispensabili per la sopravvivenza della famosa farfalla monarca, dove annualmente si concentrano a svernare fra i 10 e i 20 milioni di esemplari.
Proprio questa farfalla con le sue lunghe migrazioni è diventata il simbolo ufficiale del trattato del "libero" commercio fra Usa, Canada e Messico. Un Messico al nono posto fra i paesi piú poveri al mondo e dove, grazie anche a questo trattato, le economie regionali agricole sono state completamente distrutte, facendo sí che annualmente piú di un milione e mezzo di persone provenienti dalle zone rurali siano costrette a emigrare clandestinamente negli Usa, con il rischio di essere ammazzate dal clima, dai contrabbandieri e dalle pattuglie frontaliere.




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