terra terra
COMMERCIO
Un commercio molto inquinante
MARINA FORTI
2000.12.30
Cosa si intende per "commercio di emissioni"? Ecco un
esempio che viene dallo stato dell'Illinois (Usa). L'ente
federale per la protezione ambientale (Epa, Environment
Protection Agency) ha appena approvato al progetto dello stato
del mid-west, che vuol permettere alle sue aziende di comprare o
vendere emissioni di sostanze inquinanti note come "composti
volatili organici".
La premessa è che l'Area metropolitana di Chicago, Illinois, con la sua concentrazione di attività industriali, è tra quelle che violano gli standard nazionali fissati dall'Epa sull'inquinamento da ozono (è definita zona di "grave non rispetto"). L'ozono, che ci preoccupa tanto quando si rarefà nella stratosfera (il "buco"), è invece un killer quando si concentra nei livelli bassi dell'atmosfera: ed è provocato appunto da questi "composti volatili organici", particelle inquinanti come il monossido di carbonio o il benzene, generate dall'industria, il traffico di automobili, e così via. Queste producono ozono per reazione chimica con la luce e il calore (il problema è sempre più acuto d'estate). L'ozono, e anche le singole sostanze inquinanti, provocano danni all'apparato respiratorio, sono legate a certi tumori, hanno un impatto sulla crescita delle piante.
Dunque lo stato dell'Illinois ha varato un programma per ridurre del 12% (rispetto al livello del 1996) le emissioni dei composti volatili organici precursori dell'ozono. Ma questo non significa obbligare le aziende a ridurre le emissioni inquinanti, o gli enti locali a prendere misure per limitare il traffico, e così via. No: l'idea è offrire alle aziende un incentivo perché riducano volontariamente le loro emissioni inquinanti. E l'incentivo consiste appunto nel poter commerciare "crediti d'inquinamento". L'azienda che riduce le sue emissioni del 12%, ed è in grado di ridurle ulteriormente, riceve dei "crediti" che può mettere in commercio. Altre aziende, che trovano costoso o non conveniente ridurre le proprie emissioni, continueranno a inquinare ma dovranno comprare "crediti" dalle aziende più pulite. Secondo il governo dell'Illinois, il risultato sarà di ridurre comunque l'inquinamento, e di inventivare le aziende a ripulirsi perché ne avranno un tornaconto. Questo argomento ha convinto l'Epa (altri due stati, New Jersey e Michigan, hanno presentato progetti analoghi). Del resto, il commercio di "crediti d'inquinamento" è già rodato negli Stati uniti, in base alla legge detta Clean Air ("Aria pulita"), tanto che alla Borsa di Chicago sono da anni quotati i futures dei permessi di inquinare...
Il nuovo progetto di commercio di emissioni è ora "aperto ai commenti pubblici" per 30 giorni, secondo la procedura usuale negli Stati uniti: l'Epa potrà tenere in considerazione critiche e commenti, e magari suggerire modifiche allo stato dell'Illinois.
Ma tra i primi commenti, alcuni sono decisamente negativi. L'agenzia ambientalista Environment News Service ha diffuso ad esempio le critiche di un gruppo civico di Washington (Public Employees for Environmental Responsibility): un simile commercio permetterà alle aziende più inquinanti di evitare di mettere tecnologie per catturare e ridurre le loro emissioni, comprando invece i "crediti" di altre aziende (con grande risparmio). Il gruppo rivela che all'interno dell'Ente federale ci sono stati forti dissensi sul progetto dell'Illinois: in particolare, perché lo scambio può avvenire tra sostanze diverse tra loro, diversamente pericolose. Ad esempio, un'azienda può di fatto aumentare le sue emissioni di benzene, altamente nocivo per la salute pubblica, comprando "crediti" da un'altra azienda che ha tagliato invece sostanze meno pericolose, come l'ossido di azoto. Senza considerare il problema della "giustizia ambientale": industrie inquinanti potranno continuare ad appestare quartieri di popolazione a basso reddito, per lo più di minoranze (neri, immigrati).
D'altra parte è l'Epa dell'amministrazione Clinton ad aver approvato il commercio di emissioni dell'Illinois. Difficilmente l'Epa di Bush tornerà sui suoi passi.
La premessa è che l'Area metropolitana di Chicago, Illinois, con la sua concentrazione di attività industriali, è tra quelle che violano gli standard nazionali fissati dall'Epa sull'inquinamento da ozono (è definita zona di "grave non rispetto"). L'ozono, che ci preoccupa tanto quando si rarefà nella stratosfera (il "buco"), è invece un killer quando si concentra nei livelli bassi dell'atmosfera: ed è provocato appunto da questi "composti volatili organici", particelle inquinanti come il monossido di carbonio o il benzene, generate dall'industria, il traffico di automobili, e così via. Queste producono ozono per reazione chimica con la luce e il calore (il problema è sempre più acuto d'estate). L'ozono, e anche le singole sostanze inquinanti, provocano danni all'apparato respiratorio, sono legate a certi tumori, hanno un impatto sulla crescita delle piante.
Dunque lo stato dell'Illinois ha varato un programma per ridurre del 12% (rispetto al livello del 1996) le emissioni dei composti volatili organici precursori dell'ozono. Ma questo non significa obbligare le aziende a ridurre le emissioni inquinanti, o gli enti locali a prendere misure per limitare il traffico, e così via. No: l'idea è offrire alle aziende un incentivo perché riducano volontariamente le loro emissioni inquinanti. E l'incentivo consiste appunto nel poter commerciare "crediti d'inquinamento". L'azienda che riduce le sue emissioni del 12%, ed è in grado di ridurle ulteriormente, riceve dei "crediti" che può mettere in commercio. Altre aziende, che trovano costoso o non conveniente ridurre le proprie emissioni, continueranno a inquinare ma dovranno comprare "crediti" dalle aziende più pulite. Secondo il governo dell'Illinois, il risultato sarà di ridurre comunque l'inquinamento, e di inventivare le aziende a ripulirsi perché ne avranno un tornaconto. Questo argomento ha convinto l'Epa (altri due stati, New Jersey e Michigan, hanno presentato progetti analoghi). Del resto, il commercio di "crediti d'inquinamento" è già rodato negli Stati uniti, in base alla legge detta Clean Air ("Aria pulita"), tanto che alla Borsa di Chicago sono da anni quotati i futures dei permessi di inquinare...
Il nuovo progetto di commercio di emissioni è ora "aperto ai commenti pubblici" per 30 giorni, secondo la procedura usuale negli Stati uniti: l'Epa potrà tenere in considerazione critiche e commenti, e magari suggerire modifiche allo stato dell'Illinois.
Ma tra i primi commenti, alcuni sono decisamente negativi. L'agenzia ambientalista Environment News Service ha diffuso ad esempio le critiche di un gruppo civico di Washington (Public Employees for Environmental Responsibility): un simile commercio permetterà alle aziende più inquinanti di evitare di mettere tecnologie per catturare e ridurre le loro emissioni, comprando invece i "crediti" di altre aziende (con grande risparmio). Il gruppo rivela che all'interno dell'Ente federale ci sono stati forti dissensi sul progetto dell'Illinois: in particolare, perché lo scambio può avvenire tra sostanze diverse tra loro, diversamente pericolose. Ad esempio, un'azienda può di fatto aumentare le sue emissioni di benzene, altamente nocivo per la salute pubblica, comprando "crediti" da un'altra azienda che ha tagliato invece sostanze meno pericolose, come l'ossido di azoto. Senza considerare il problema della "giustizia ambientale": industrie inquinanti potranno continuare ad appestare quartieri di popolazione a basso reddito, per lo più di minoranze (neri, immigrati).
D'altra parte è l'Epa dell'amministrazione Clinton ad aver approvato il commercio di emissioni dell'Illinois. Difficilmente l'Epa di Bush tornerà sui suoi passi.




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