terra terra
ANIMALI
Il pollo rosso della giungla
MARINA FORTI
2001.01.04
La "madre di tutte le galline" è nata da qualche
parte tra l'India settentrionale e l'Indocina. E tra le jungle
indocinesi e le foreste indiane si trova ancora il progenitore di
tutti gli attuali polli domestici: il
gallus gallus
, con
le sottospecie "rosso di cocincina", "rosso birmano", "rosso del
Tonkino", "rosso indiano" e "rosso giavanese". In India è
chiamato "gallinaceo rosso della jungla" (
red jungle
fowl
): ha piumaggio rosso-marrone sul collo, schiena e ali, e
nero su petto zampe e coda. La femmina depone fino a 6-8 uova di
colore bruno. Il maschio ha una vistosa cresta dall'aspetto
regale. La coda è un ciuffo spettacolare e aerodinamico, e pare
sia molto utile per confondere i nemici nel folto della
boscaglia...
Certo, a guardare un pollo domestico occidentale, uno di quei pennuti grassi e goffi che se va bene razzolano in un pollaio "biologico", si fa fatica a riconoscere una stirpe guerriera. Eppure, è curioso: le prime testimonianze di un volatile identificabile a un gallo risalgono ai ritrovamenti di Harappa e Mohenjodaro, città che fiorirono nella valle dell'Indo tra il 2500 e il 2100 avanti Cristo. E sono testimonianze di un uccello dal piumaggio decorativo (sembra che fossero parenti dei fagiani) apprezzato come animale coraggioso e grande lottatore. Il pollo è stato addomesticato dagli umani per farlo combattere, assai prima che per farlo allo spiedo. Dall'Asia meridionale il gallo progenitore è arrivato in Mesopotamia e alla corte dei faraoni d'Egitto. Nell'antica Grecia è arrivato probabilmente seguendo due vie, quella mediorientale e quella che passa per l'Asia centrale e il Mar Nero, da nord. In Cina ha avuto fortuna, diventando uno dei 12 segni astrologici del calendario. Nell'era precristiana era presente tra le tribù germaniche e celtiche. Quando si è imbarcato per l'America, insieme ai conquistadores, il discendente del gallus gallus era già da tempo finito in pentola - benché fossero ancora allevati galli da combattimento, usanza non ancora del tutto scomparsa. Le varietà di pollo oggi allevate sono infinite: ma tutte sono riconducibili a quell'unico avo (almeno, secondo la teoria di Charles Darwin, che aveva osservato come tutti i gallinacei domestici possano incrociarsi con il Red jungle fowl , mettendo al mondo figli fertili: ovvero, sono individui interfertili appartenenti a un'unica specie).
Ma è proprio questa possibilità di incrociarsi che oggi preoccupa alcuni ricercatori. Al "gallinaceo rosso della jungla" dedica un ampio servizio Down to Earth , autorevole quindicinale ambientalista indiano. Così apprendiamo che il gallinaceo originario è oggi una specie in pericolo, nel senso che la popolazione selvatica è ormai esigua. Soprattutto, alcuni centri di ricerca in India, negli Stati uniti e in una manciata di altri paesi cominciano a preoccuparsi di conservare il gallus gallus "puro", non incrociato con le altre varietà. Ma secondo alcuni il pollo progenitore "puro" non esiste ormai più. Altri pensano di aver identificato popolazioni della gallina progenitrice pura sparse in Asia meridionale. La mappatura del Dna, che sta ora cominciando, permetterà di definire chi è un progenitore. Qualche anno fa un gallinaceo che presentava le caratteristiche genetiche della "madre di tutte le galline" era stato identificato in una zona impervia delle montagne tra Vietnam e Laos: una scoperta utile a ritracciare la storia dell'evoluzione di una specie.
Dal giornale indiano apprendiamo anche che una ventina di varietà indigene di pollo sono ugualmente a rischio, e la minaccia in questo caso è l'importazione massiccia di varietà da allevamento che rendono di più, europee o americane. E' la tendenza all'impoverimento della specie che già conosciamo in tutti gli animali addomesticati. Eppure, non è solo nostalgia dei sapori di una volta che consiglia di salvaguardare le varietà indigene: è che questa diversità genetica può rivelarsi molto utile in caso di incidenti (si pensi all'epidemia di influenza avicola che aveva colpito gli allevamenti di Hong Kong due anni fa, costringendo ad abbattere tutti i polli del territorio). Il gallus gallus si è rivelato resistente a diverse malattie. In una natura sempre più artificiale, è un patrimonio da salvare.
Certo, a guardare un pollo domestico occidentale, uno di quei pennuti grassi e goffi che se va bene razzolano in un pollaio "biologico", si fa fatica a riconoscere una stirpe guerriera. Eppure, è curioso: le prime testimonianze di un volatile identificabile a un gallo risalgono ai ritrovamenti di Harappa e Mohenjodaro, città che fiorirono nella valle dell'Indo tra il 2500 e il 2100 avanti Cristo. E sono testimonianze di un uccello dal piumaggio decorativo (sembra che fossero parenti dei fagiani) apprezzato come animale coraggioso e grande lottatore. Il pollo è stato addomesticato dagli umani per farlo combattere, assai prima che per farlo allo spiedo. Dall'Asia meridionale il gallo progenitore è arrivato in Mesopotamia e alla corte dei faraoni d'Egitto. Nell'antica Grecia è arrivato probabilmente seguendo due vie, quella mediorientale e quella che passa per l'Asia centrale e il Mar Nero, da nord. In Cina ha avuto fortuna, diventando uno dei 12 segni astrologici del calendario. Nell'era precristiana era presente tra le tribù germaniche e celtiche. Quando si è imbarcato per l'America, insieme ai conquistadores, il discendente del gallus gallus era già da tempo finito in pentola - benché fossero ancora allevati galli da combattimento, usanza non ancora del tutto scomparsa. Le varietà di pollo oggi allevate sono infinite: ma tutte sono riconducibili a quell'unico avo (almeno, secondo la teoria di Charles Darwin, che aveva osservato come tutti i gallinacei domestici possano incrociarsi con il Red jungle fowl , mettendo al mondo figli fertili: ovvero, sono individui interfertili appartenenti a un'unica specie).
Ma è proprio questa possibilità di incrociarsi che oggi preoccupa alcuni ricercatori. Al "gallinaceo rosso della jungla" dedica un ampio servizio Down to Earth , autorevole quindicinale ambientalista indiano. Così apprendiamo che il gallinaceo originario è oggi una specie in pericolo, nel senso che la popolazione selvatica è ormai esigua. Soprattutto, alcuni centri di ricerca in India, negli Stati uniti e in una manciata di altri paesi cominciano a preoccuparsi di conservare il gallus gallus "puro", non incrociato con le altre varietà. Ma secondo alcuni il pollo progenitore "puro" non esiste ormai più. Altri pensano di aver identificato popolazioni della gallina progenitrice pura sparse in Asia meridionale. La mappatura del Dna, che sta ora cominciando, permetterà di definire chi è un progenitore. Qualche anno fa un gallinaceo che presentava le caratteristiche genetiche della "madre di tutte le galline" era stato identificato in una zona impervia delle montagne tra Vietnam e Laos: una scoperta utile a ritracciare la storia dell'evoluzione di una specie.
Dal giornale indiano apprendiamo anche che una ventina di varietà indigene di pollo sono ugualmente a rischio, e la minaccia in questo caso è l'importazione massiccia di varietà da allevamento che rendono di più, europee o americane. E' la tendenza all'impoverimento della specie che già conosciamo in tutti gli animali addomesticati. Eppure, non è solo nostalgia dei sapori di una volta che consiglia di salvaguardare le varietà indigene: è che questa diversità genetica può rivelarsi molto utile in caso di incidenti (si pensi all'epidemia di influenza avicola che aveva colpito gli allevamenti di Hong Kong due anni fa, costringendo ad abbattere tutti i polli del territorio). Il gallus gallus si è rivelato resistente a diverse malattie. In una natura sempre più artificiale, è un patrimonio da salvare.





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