terra terra
RIFIUTI TOSSICI
Un carico di mercurio per l'India
MARINA FORTI
2001.01.20
Era uno stabilimento assai controverso, ma la
decisione di chiuderlo non ha risolto i problemi. HoltraChem
Manufacturing Co. è un'azienda chimica statunitense e nel suo
stabilimento di Orrington, nel Maine, produceva soda caustica e
cloro. Lo scorso autunno ha deciso di chiuderlo, insieme a una
seconda fabbrica situata in North Carolina, perché non più
redditizie: i costi di produzione salivano, il prezzo dei
prodotti sul mercato scendeva. Certo tra i costi devono aver
contato le multe inflitte all'azienda dal Dipartimento per la
protezione ambientale del Maine, per un totale di 736 mila
dollari, e le ingiunzioni a perfezionare gli impianti di
depurazione degli scarichi. La fabbrica di Orringhton in effetti
è responsabile di aver sversato tra il 1994 e il 1998 qualcosa
come 5 chili di mercurio all'anno nel vicino fiume Penobscot,
oltre a soda caustica (corrosiva) oltre i limiti ammessi.
All'inizio gli scarichi fluivano direttamente dalla fabbrica al
fiume, e l'azienda ha potuto farlo in barba alla legislazione
ambientale dello stato usando alcuni trucchetti legali. Ma le
"fughe" di materiale inquinante sono continuate anche dopo le
ordinanze delle autorità ambientali contro HoltraChem. Alcuni
chili, quando si parla di mercurio, è una quantità enorme: è uno
dei metalli più velenosi che si possano immaginare; non si
degrada ma si accumula nel grasso degli animali (ad esempio dei
pesci del fiume Penobscot), e si concentra via via che sale nella
catena alimentare. Nei mammiferi attacca il sistema nervoso,
provoca danni permanenti al cervello, ai reni e allo sviluppo dei
feti - a corto termine, l'esposizione a mercurio provoca danni ai
polmoni, nausea, vomito, aumento della pressione sanguigna o del
battito cardiaco, irritazioni agli occhi. Ma per tutto questo
bastano milligrammi...
Dunque la chiusura dello stabilimento di Orringhton è una buona notizia. Ma cosa fare delle 131 tonnellate di mercurio che restano accumulate nella fabbrica, accumulate in sei anni di attività produttiva? E qui arriviamo al punto: sembra che la soluzione trovata sia esportarle in India. Per la precisione nella città di Kodaikanal, sulle colline dei Ghat in Tamil Nadu, nel sud.
La "porcata" sembra seguire vie ufficiali. HoltraChem ha venduto i suoi stock di mercurio alla ditta Goldsmith & metal Corp di Evanston (Illinois, vicino a Chicago), una delle più grandi distillerie di mercurio al mondo. Da Evanston il mercurio ha preso la via di un'azienda di Albany (New York), la Mercury Waste Solutions Inc, specializzata e autorizzata a trattare questa sostanza. Tutto regolare, dunque. Dalla ditta di Albany un primo carico di mercurio è già partito per l'India. La responsabile di Greenpeace per la campagna contro i rifiuti tossici, Lisa Finaldi, dice che gli Usa dovrebbero vietare un export del genere: "E' una questione morale: l'uso del mercurio è in via di messa fuorilegge per ragioni di sicurezza nel nostro paese. Esportare un prodotto obsoleto a una fabbrica indiana è preoccupante". Già, in molte città degli Usa gli ospedali e le istituzioni pubbliche hanno cominciato a eliminare i termometri a mercurio.
L'arrivo del mercurio ha sollevato proteste anche in India. A Kodaikanal si trova una delle maggiori fabbriche di termometri clinici al mondo, ed è su questa che puntano i sospetti di Greenpeace e di gruppi indiani come Toxics Link (che parlano di una nuova forma di imperialismo, scaricare sui paesi in via di sviluppo sostanze tossiche). Lo stabilimento di Kodaikanal appartiene a Pond's india, sussidiaria del gruppo Usa Cheseborough ponds, a sua volta sussidiaria della britannica Unilever. Secondo dati pubblicati qualche tempo fa dal giornale indiano The Hindu , lo stabilimento indiano produce il 35% dei termometri venduti negli Usa e questo spiega perché l'India è il maggiore destinatario di mercurio esportato dagli Usa. Certo, quando gli Usa avranno smesso di usare termometri a mercurio la fabbrica indiana dovrà cercare altri clienti... Spinto dalle proteste il ministero indiano dell'ambiente ha promesso di vietare l'importazione di mercurio. Toxic link (India) e Greenpeace (Usa) stanno cercando di mobilitare gli addetti portuali perché boicottino quel carico. Un esempio di allarme ambientale globalizzato.
Dunque la chiusura dello stabilimento di Orringhton è una buona notizia. Ma cosa fare delle 131 tonnellate di mercurio che restano accumulate nella fabbrica, accumulate in sei anni di attività produttiva? E qui arriviamo al punto: sembra che la soluzione trovata sia esportarle in India. Per la precisione nella città di Kodaikanal, sulle colline dei Ghat in Tamil Nadu, nel sud.
La "porcata" sembra seguire vie ufficiali. HoltraChem ha venduto i suoi stock di mercurio alla ditta Goldsmith & metal Corp di Evanston (Illinois, vicino a Chicago), una delle più grandi distillerie di mercurio al mondo. Da Evanston il mercurio ha preso la via di un'azienda di Albany (New York), la Mercury Waste Solutions Inc, specializzata e autorizzata a trattare questa sostanza. Tutto regolare, dunque. Dalla ditta di Albany un primo carico di mercurio è già partito per l'India. La responsabile di Greenpeace per la campagna contro i rifiuti tossici, Lisa Finaldi, dice che gli Usa dovrebbero vietare un export del genere: "E' una questione morale: l'uso del mercurio è in via di messa fuorilegge per ragioni di sicurezza nel nostro paese. Esportare un prodotto obsoleto a una fabbrica indiana è preoccupante". Già, in molte città degli Usa gli ospedali e le istituzioni pubbliche hanno cominciato a eliminare i termometri a mercurio.
L'arrivo del mercurio ha sollevato proteste anche in India. A Kodaikanal si trova una delle maggiori fabbriche di termometri clinici al mondo, ed è su questa che puntano i sospetti di Greenpeace e di gruppi indiani come Toxics Link (che parlano di una nuova forma di imperialismo, scaricare sui paesi in via di sviluppo sostanze tossiche). Lo stabilimento di Kodaikanal appartiene a Pond's india, sussidiaria del gruppo Usa Cheseborough ponds, a sua volta sussidiaria della britannica Unilever. Secondo dati pubblicati qualche tempo fa dal giornale indiano The Hindu , lo stabilimento indiano produce il 35% dei termometri venduti negli Usa e questo spiega perché l'India è il maggiore destinatario di mercurio esportato dagli Usa. Certo, quando gli Usa avranno smesso di usare termometri a mercurio la fabbrica indiana dovrà cercare altri clienti... Spinto dalle proteste il ministero indiano dell'ambiente ha promesso di vietare l'importazione di mercurio. Toxic link (India) e Greenpeace (Usa) stanno cercando di mobilitare gli addetti portuali perché boicottino quel carico. Un esempio di allarme ambientale globalizzato.





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