terra terra
ANIMALI
Sfruttati come elefanti
MARINA FORTI
2001.02.07
Strana proposta: registrare e identificare gli elefanti domestici
con microchip impiantati sottopelle, o forse con un tatuaggio. Ad
avanzarla sono alcuni esperti veterinari e conservazionisti, che
lunedì a Bangkok (Thailandia) partecipavano a una conferenza
sulla salvaguardia dell'elefante asiatico. Secondo Richard Lair,
consulente della Fao (l'organizzazione per l'agricoltura
dell'Onu) e responsabile di uno dei maggiori centri per la
conservazione degli elefanti in Thailandia, "senza un'anagrafe è
molto difficile fare un buon lavoro per far rispettare la legge,
garantire cure e controlli veterinari, fare ricerca sulla
popolazione dei pachidermi, o in generale qualsiasi gestione del
problema".
Il signor Lair si riferiva agli elefanti domestici . In effetti l'elefante asiatico, più piccolo del cugino africano, è stato usato nei secoli come animale da soma, per aiutare in lavori agricoli, da trasporto, oltre che in templi e cerimonie e cortei regali, rivestito di ornamenti e baldacchini. E' vero che l'uso di un animale tanto ingombrante è crollato nei decenni più recenti, per via dell'industrializzazione, ma ancora ci sono tra 15 e 16mila elefanti addomesticati in Asia, meno della metà della popolazione di elefanti selvaggi. Nella sola Thailandia ce n'erano circa centomila all'inizio del secolo, ma ora sono assai meno - il bando sulla deforestazione nel 1989 ha contribuito a renderli inutili. Bangkok poi ha vietato la circolazione di elefanti per strada qualche anno fa perché intralciavano il traffico. Ma ancora sono ricercati come attrazione turistica, e sono tenuti nei templi per le cerimonie di rito. Pare inoltre che la Thailandia sia il centro di un fiorente contrabbando di baby elefanti da Birmania, Laos, Cambogia e Vietnam. Gli elefantini - commoventi, con gli orecchioni venati di rosa e la proboscide tremolante e il passo ancora incespicante - risultano un'irresistibile attrazione per i turisti occidentali che affollano i villaggi vacanza sulle coste thailandesi; magari sono addestrati a giocare nei circhi, e sono anche i preferiti per mendicare. Quando invecchiano saranno rivenduti come bestie da soma o se gli va bene a un tempio, o uccisi per le zanne d'avorio. Catturare un elefantino baby, fa notare la nota veterinaria thailandese Alongkorn Mahannop, significa ucciderne la madre e magari altri adulti che lo difendono, nella foresta: "L'applicazione delle leggi contro la caccia di frodo è molto lasca", diceva alla conferenza di Bangkok (di cui riferisce la Bbc). Il baby elefante può fruttare tra 85 mila e 200 mila bath, ovvero tra 2.000 e 4.600 dollari.
Secondo Richard Lair, in tre anni sarebbe possibile censire e fornire di microchip tutti gli elefanti domestici thailandesi, e questo permetterebbe di proteggerli da maltrattamenti e malattie molto meglio di quanto sia possibile oggi: "Molti pensano che poiché siamo in Asia gli elefanti sono sparsi nella foresta e ad occuparsene ci sono burocrati arretrati. Ma non è così, il 90% degli elefanti asiatici vive nel raggio di un'ora di macchina da un Internet Café". Già, e questa vicinanza con gli umani è anche la rovina per gli elefanti selvatici - liberi, ma tutti fin troppo vicini a strade e villaggi e Internet Café, come dice il consulente della Fao. Un recentissimo rapporto del Wwf, Asian elephant in the wild , stima tra 35 e 50mila i pachidermi che sopravvivono in Asia allo stato brado, ovvero il 10% degli elefanti africani. Il Wwf dice che la maggiore minaccia è la caccia illegale per l'avorio. Fa notare anche che lo spazio vitale per gli elefanti si riduce. La deforestazione, la colonizzazione di nuovi territori per l'agricoltura, l'insediamento di nuovi villaggi e nuove popolazioni umane sloggiano gli elefanti e tagliano le loro tradizionali rotte migratorie. Così gli elefanti diventano una minaccia per gli umani: come quando, arrabbiati e affamati, devastano campi coltivati e travolgono persone - nella sola India si contano circa 300 morti all'anno in incontri fatali tra umani ed elefanti. Ovviamente i nuovi coloni, non abituati a convivere con i pachidermi senza intralciarsi a vicenda, si difendono uccidendoli appena possibile: sparano, avvelenano, uccidono per liberarsene e, en passant, per consumarne la carne e venderne le zanne d'avorio. Vita grama quella dell'elefante asiatico.
Il signor Lair si riferiva agli elefanti domestici . In effetti l'elefante asiatico, più piccolo del cugino africano, è stato usato nei secoli come animale da soma, per aiutare in lavori agricoli, da trasporto, oltre che in templi e cerimonie e cortei regali, rivestito di ornamenti e baldacchini. E' vero che l'uso di un animale tanto ingombrante è crollato nei decenni più recenti, per via dell'industrializzazione, ma ancora ci sono tra 15 e 16mila elefanti addomesticati in Asia, meno della metà della popolazione di elefanti selvaggi. Nella sola Thailandia ce n'erano circa centomila all'inizio del secolo, ma ora sono assai meno - il bando sulla deforestazione nel 1989 ha contribuito a renderli inutili. Bangkok poi ha vietato la circolazione di elefanti per strada qualche anno fa perché intralciavano il traffico. Ma ancora sono ricercati come attrazione turistica, e sono tenuti nei templi per le cerimonie di rito. Pare inoltre che la Thailandia sia il centro di un fiorente contrabbando di baby elefanti da Birmania, Laos, Cambogia e Vietnam. Gli elefantini - commoventi, con gli orecchioni venati di rosa e la proboscide tremolante e il passo ancora incespicante - risultano un'irresistibile attrazione per i turisti occidentali che affollano i villaggi vacanza sulle coste thailandesi; magari sono addestrati a giocare nei circhi, e sono anche i preferiti per mendicare. Quando invecchiano saranno rivenduti come bestie da soma o se gli va bene a un tempio, o uccisi per le zanne d'avorio. Catturare un elefantino baby, fa notare la nota veterinaria thailandese Alongkorn Mahannop, significa ucciderne la madre e magari altri adulti che lo difendono, nella foresta: "L'applicazione delle leggi contro la caccia di frodo è molto lasca", diceva alla conferenza di Bangkok (di cui riferisce la Bbc). Il baby elefante può fruttare tra 85 mila e 200 mila bath, ovvero tra 2.000 e 4.600 dollari.
Secondo Richard Lair, in tre anni sarebbe possibile censire e fornire di microchip tutti gli elefanti domestici thailandesi, e questo permetterebbe di proteggerli da maltrattamenti e malattie molto meglio di quanto sia possibile oggi: "Molti pensano che poiché siamo in Asia gli elefanti sono sparsi nella foresta e ad occuparsene ci sono burocrati arretrati. Ma non è così, il 90% degli elefanti asiatici vive nel raggio di un'ora di macchina da un Internet Café". Già, e questa vicinanza con gli umani è anche la rovina per gli elefanti selvatici - liberi, ma tutti fin troppo vicini a strade e villaggi e Internet Café, come dice il consulente della Fao. Un recentissimo rapporto del Wwf, Asian elephant in the wild , stima tra 35 e 50mila i pachidermi che sopravvivono in Asia allo stato brado, ovvero il 10% degli elefanti africani. Il Wwf dice che la maggiore minaccia è la caccia illegale per l'avorio. Fa notare anche che lo spazio vitale per gli elefanti si riduce. La deforestazione, la colonizzazione di nuovi territori per l'agricoltura, l'insediamento di nuovi villaggi e nuove popolazioni umane sloggiano gli elefanti e tagliano le loro tradizionali rotte migratorie. Così gli elefanti diventano una minaccia per gli umani: come quando, arrabbiati e affamati, devastano campi coltivati e travolgono persone - nella sola India si contano circa 300 morti all'anno in incontri fatali tra umani ed elefanti. Ovviamente i nuovi coloni, non abituati a convivere con i pachidermi senza intralciarsi a vicenda, si difendono uccidendoli appena possibile: sparano, avvelenano, uccidono per liberarsene e, en passant, per consumarne la carne e venderne le zanne d'avorio. Vita grama quella dell'elefante asiatico.




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