l rapimento è avvenuto sabato, il 2 giugno, a Tierralta,
nel territorio della riserva indigena Karagabi, distretto di
Cordoba, Colombia. Tre uomini armati su motociclette hanno preso
Kimi Pernia Domico, un leader noto e importante degli indigeni
Embera-Katio, nell'alto Sinù. La notizia ci giunge attraverso la
rete del International Rivers Network, insieme a un appello: "Gli
Embera-Katio hanno bisogno di aiuto per ottenere che Kimi sia
rilasciato vivo dal gruppo armato che l'ha rapito".
Kimi, nipote di uno sciamano Embera, è stato in diverse occasioni
portavoce e negoziatore per conto della sua comunità espropriata
della terra in seguito alla costruzione di una diga sul fiume
Sinù (la diga di Urrà), e insieme deprivata dei mezzi di
sopravvivenza, dell'autonomia, dei diritti più elementari. La
stampa colombiana aveva conosciuto Kimi quando gli Embera-Katio,
giunti nella capitale Bogotà dopo una marcia dimostrativa nel
dicembre 1999, avevano occupato per ben quattro mesi il ministero
dell'ambiente. Era il momento in cui la costruzione della diga
giungeva al termine e il lago artificiale cominciava a sommergere
le terre abitate da quella popolazione indigena: 470 ettari di
territorio legalmente assegnato alla comunità. Del resto, già da
due anni lo sbarramento sul fiume aveva stravolto la vita degli
Embera: con la diga il flusso d'acqua nel fiume era diminuito e
la zona umida a valle, vivaio di riproduzione del pesce, si era
seccata. Scompariva così la fonte di sostentamento di quella
comunità di pescatori e contadini, nella cui dieta il pesce è
l'alimento base. Gli Embera non avevano visto neppure l'ombra dei
risarcimenti promessi dalla società (statale) proprietaria della
diga, che anzi si era rimangiata gli accordi irmati due anni
prima su misure per "mitigare l'impatto" dell'opera. Quello che
avevano visto invece era una vera guerra d'occupazione con
villaggi devastati, case bruciate, rapimenti, e l'uccisione
sistematica dei loro leader - una strategia deliberata per
disorientare la comunità, piegarne la resistenza e infine
cacciarla da quelle terre (terraterra, 5 marzo e 15
dicembre 1999).
La clamorosa occupazione al ministero dell'ambiente si era
conclusa il 19 aprile del 2000 con la firma di un accordo tra gli
Embera-Katio, la società della diga (Urrà S.A.) e il governo, in
cui erano elencate misure per garantire il benessere, i diritti e
la dignità della comunità indigena. In quel periodo Kimi è stato
tra i leader più esposti, in quanto portavoce e negoziatore. Nel
febbraio di quell'anno (a occupazione in corso) aveva anche
visitato gli Stati uniti, dove aveva tenuto conferenze pubbliche
e audizioni con senatori e deputati Usa: aveva dato testimonianza
della collaborazione tra militari e paramilitari e spiegato
perché gli aiuti militari accordati da Washington alla Colombia
avevano conseguenze devastanti per la popolazione civile. Aveva
parlato poi della diga di Urrà, e del suo impatto. Aveva detto
che l'escalation di violenza contro gli Embera-Katio era causata
dalla lotta di potere tra forze paramilitari e guerriglia: "Siamo
presi tra due fuochi. Ci minacciano, bruciano le nostre case e le
nostre canoe, uccidono i nostri leaders, ci tirano dentro una
guerra che non è nostra", aveva detto Kimi.
A un anno da quell'accordo, la violenza contro la popolazione
indigena continua. Oggi paramilitari e guerriglia impediscono
l'accesso al territorio Embera, avverte l'allarmato dispaccio del
International Rivers Network. Le intimidazioni verso quei
rompiscatole di Embera-Katio sono riprese; di recente diverse
persone sono state rapite dai paramilitari e otto contadini sono
stati uccisi dalla guerriglia. Per questo gli attivisti
latinoamericani dell'International Rivers Network lanciano un
appello a mobilitarsi e scrivere lettere al presidente
colombiano, agli ambasciatori della Colombia nel mondo,
all'ambasciata Usa a Bogotà (gli indirizzi e il testo
dell'appello sono al sito www.irn.org). La scomparsa di Kimi è
segno pericoloso: la guerra d'occupazione non è finita.
• giovedì 19 settembre 2013
•
terra terra
ETNIE/SVILUPPO/AMBIENTE
Colombia: gli Embera in pericolo
MARINA FORTI
2001.06.06
I
Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
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