e organizzazioni rurali scendono in campo contro la penetrazione
di sementi transgeniche e contro la "biopirateria", il furto di
risorse genetiche. Ben 200 organizzazioni contadine e sindacati
agricoli di tutto il Centroamerica, riunite nella
Coordinadora latinoamericana de organizaciones del campo,
hanno ufficialmente appoggiato la campagna di alcune grandi
organizzazioni campesine del Messico (Unorca,
Central independiente de obreror agricolas y campesinos,
Codu) che chiedono ai produttori e ai consumatori di
opporsi al transgenico per "proteggere la biodiversità ed evitare
l'omogeneizzazione di tutte le forme di vita promossa dai modelli
neoliberali". Denunciano la "falsità" delle multinazionali che
presentano le loro sementi transgeniche (Ogm) come più economiche
e con maggior rendimento. Falsa, ad esempio, è la pubblicità
della Zeneca, che vorrebbe sperimentare in Messico un riso
transgenico chiamato golden rice, modificato per
produrre betacarotene (precursore della vitamina A): dice che è
per "salvare milioni di bambini dalla cecità e altrettanti adulti
denutriti per mancanza di vitamina A", ma un bambino dovrebbe
consumare almeno 12 razioni di quel riso per ottenere la quantitá
minima giornaliera di vitamina A. Unorca e
Greenpeace accusano poi la Monsanto di premere sul nuovo
ministro dell'agricoltura, l'imprenditore Javier Usarriaga (il
"re dell'aglio") per coltivare a mais transgenico 5.000 ettari
nelle migliori terre irrigate di Sonora, Sinaloa e Tamaulipas.
Secondo un rapporto della Fao, in America Latina solo
quattro paesi sono dotati di difese legali e di strutture
legislative adatte a proteggere il proprio patrimonio genetico e
le loro risorse naturali: Venezuela, Brasile, Costarica e
Bolivia. Emblematico il caso del Brasile, che l'anno passato
approvò una legge che riconosce e protegge i diritti delle
comunità locali sulle proprie risorse e conoscenze tradizionali,
stabilendo norme per l'accesso alle risorse naturali, meccanismi
di trasferimento tecnologico e distribuzione dei benefici (trade
mark, brevetti, royalties). Giorni fa il Ciat (Centro
internazionale di agricoltura tropicale) olandese ha
presentato una denuncia legale all'ufficio dei brevetti
statunitense, a Washington, contro la Societá Pod-Ners per
"monopolio illegale, biopirateria e attacco all'integrità del
germoplasma nativo". Si tratta di una impresa di sementi del
Colorado che nel 1994 ha comprato una varietà di fagioli gialli
in un mercato di Sonora (Messico), ha ottenuto il brevetto negli
Usa nell'aprile 1999 e ha cominciato a impedire ai 22mila piccoli
contadini messicani del Rio Fuerte di esportare i loro fagioli
mayocoba negli Usa se non gli pagavano regalie
("royalties"), facendogli cadere le esportazioni del 90%.
Il caso del fagiolo giallo rubato, che viola non solo il diritto
di un paese a proteggere le proprie risorse genetiche ma anche la
convenzione Internazionale sulla Biodiversità, è un esempio di
quanto sta succedendo in tutto il Centroamerica e in Messico in
particolare. Il tepezcohuite e i rapanelli neri delle
montagne di Guerrero sono brevettati in Spagna, il fico d'India
in Italia, il pozole (un alimento popolare a base di
mais) è stato brevettato da alcuni biologi dell'Università del
Minnesota. La biopirateria e il furto di risorse naturali è
pratica corrente in tutta l'America Latina, spesso propiziato
dalle stesse istituzioni ufficiali che dovrebbero occuparsi di
preservarle. Spesso la mobilitazione delle popolazioni locali
svela casi di biopirateria: così avvenne con il Consiglio di
medici tradizionali e curanderos del Chiapas che lo
scorso dicembre chiese e ottenne dal ministero dell'ambiente la
sospensione dell'accordo Icbg-Maya sulle ricerche farmacologiche
e l'uso sostenibile delle conoscenze etnobotaniche delle
popolazioni maya dell'Alto Chiapas. L'accordo si presentava come
"ecosostenibile" e prevedeva, in teoria, che il 25% delle
royalties sulle scoperte farmacologiche andasse alle cooperative
locali: in realtá si è rivelato un atto di biopirateria
legalizzata fra la ditta inglese Molecular Nature, l'Universitá
della Georgia (Usa) e il centro di ricerche messicane Ecosur,
attraverso il quale sono stati già legalmente raccolti 6.000
campioni di funghi e piante della regione e registrate 200
formule medicinali tradizionali della gente tzoltzil.
• domenica 17 febbraio 2013
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terra terra
AGRICOLTURA
I pirati delle risorse genetiche
FULVIO GIANETTO
2001.02.23
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah. Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
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