ipopolare il territorio con specie che erano scomparse o arrivate
sull'orlo dell'estinzione è un nobile scopo. Ma il compito si
rivela sovente più difficile del previsto. Per esempio nei giorni
scorsi è morto un piccolo di condor nel suo nido. Era il primo
uscito dall'uovo allo stato selvaggio negli ultimi 14 anni. Gli
altri erano tutti nati in cattività e per questo l'evento era
stato salutato con successo. Nel 1984 i condor californiani erano
scesi all'infimo numero di 9, ma da allora lo U.S. Fish and
Wildlife Service aveva sviluppato un complicato processo di
recupero, arrivando di recente a una popolazione di 190
individui. L'investimento totale è stato negli anni di 25 milioni
di dollari. Era poi iniziato il faticoso processo di
reinserimento nell'ambiente naturale. Il quale tanto naturale non
è; per esempio è dotato di tralicci dell'energia elettrica contro
cui facilmente i grandi uccelli si schiantano. L'ultimo episodio
è avvenuto nella foresta di Los Padres e il condor era uno dei 6
messi recentemente in libertà.
Quanto al piccolino morto nel nido, sembra che si sia trattato di
un tragico errore della madre che l'ha scambiato per un intruso.
Incidenti che capitano in natura, ma quando la popolazione è
grande vengono annullati dalla statistica, mentre quando si
tratta di pochi esemplari, è una tragedia, meritevole di finire
su tutti i giornali californiani.
Ma ci sono problemi e difficoltà anche in Scozia e in questo caso
il protagonista è il castoro. Questo roditore un tempo popolava
gran parte delle foreste europee, scomparendone del tutto negli
ultimi secoli. In Inghilterra le ultime testimonianze di una sua
presenza risalgono al 1600. Ne resta tuttavia il ricordo in
alcune cittadine come Bevere nel Worcestershire e Beverly nello
Yorkshire. In inglese castoro di dice beaver, appunto.
Quanto al continente, all'inizio del secolo scorso non ce n'erano
quasi più, con l'eccezione di alcune aree ristrette lungo il
Rodano in Francia, l'Elba in Germania e il bacino del fiume Dnepr
nella Bielorussia. Qualcosa anche nella Norvegia del sud.
Tuttavia una direttiva europea raccomanda fin dal 1992 la
reintroduzione delle specie originali: lupi, orsi bruni, linci,
renne e perché no castori. La qual cosa è avvenuta con qualche
successo se oggi i castori europei sono ben 400 mila, in 22
paesi, con l'esclusione di Italia, Spagna e Grecia che non hanno
il clima giusto. Anche l'Inghilterra vorrebbe fare la sua parte e
la Scozia è apparsa l'habitat più adatto per la presenza di fiumi
e foreste.
Un serio studio scientifico è stato commissionato a Paul
Kitchener, l'esperto di mammiferi del museo nazionale; si
trattava di decidere quale popolazione reintrodurre ed esaminando
i crani degli esemplari del passato, nonché il loro Dna, gli
esperti arrivarono alla conclusione che il castoro vivente più
simile a quello che un tempo popolava l'Inghilterra è quello che
attualmente vive in Scandinavia. Il secondo passo era uno studio
di fattibilità per verificare che l'habitat fosse adatto e che,
contemporaneamente, i nuovi castori non avessero conseguenze
negative sull'ambiente. Proprio qui sono nate le difficoltà.
Hanno cominciato a sollevare dei dubbi i pescatori di salmoni,
animale assai apprezzato dagli scozzesi che ne fanno un vanto
nazionale. Altri hanno avanzato la preoccupazione che essendo i
castori dei voraci roditori, gli alberi scozzesi avrebbero potuto
essere danneggiati. Quest'ultima paura è del tutto fuori luogo
perché l'alimentazione prevalente dei castori è fatta di erbe e
il legno lo rosicchiano quasi esclusivamente per farne delle
dighe, come dovrebbe sapere ogni spettatore dei cartoni animati.
Altri ancora hanno agitato lo spettro dei cervi e dei daini, che
essendo stati reintrodotti nelle foreste hanno proliferato
abbondantemente, finendo talora per danneggiare i campi
coltivati. Insomma, il progetto è quasi fermo. Per ora comunque
18 castori sono stati importati dalla Norvegia e vivono
attualmente sotto controllo, in quarantena. Dopo di che verranno
liberati in una piccola penisola nella foresta di Knapdale, nei
pressi di Argyll.
• domenica 17 febbraio 2013
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terra terra
ANIMALI
Condor e castori, complicati ritorni
FRANCO CARLINI
2001.07.08
R
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