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ANIMALI
Il rischio degli interessi locali
FRANCO CARLINI
2001.09.09
Il dispositivo è evidentemente progettato per evitare di trovarsi di fronte a una crescente opposizione dal basso, che già altri paesi hanno sperimentato, in particolare i vicini Stati Uniti. Agricoltori, proprietari di terreni, tagliaboschi, sono spesso in grado di paralizzare le leggi di protezione ambientale, attraverso ricorsi legali e provvedimenti amministrativi locali. Anche in Italia la recente vicenda del Parco del Monte di Portofino, brutalmente ridimensionato dalla Regione Liguria e dal governo Berlusconi, racconta esattamente questa storia: proprio le comunità locali attraverso i loro rappresentanti eletti hanno svolto negli anni un'attiva funzione di boicottaggio del Parco e delle sue regole, demagogicamente contrapponendo l'amore per la natura di chi sul territorio ci vive davvero all'"ecologismo da strapazzo" delle associazioni ambientaliste e dei professori universitari.
Evidentemente la politica, anche quella ambientale, è sempre una questione di mediazione tra interessi, ma nel caso della nuova legge canadese (e ancor più del Monte di Portofino), sembra proprio che l'equilibrio venga spostato eccessivamente verso gli interessi proprietari, rispetto a quelli generali.
Una lettera di protesta al primo ministro canadese è stata inviata da un folto gruppo di scienziati, guidati da David Schindler dell'università di Alberta. La si può leggere all'indirizzo Internet www.scientists4species.org. Tra le preoccupazioni evidenziate c'è il fatto che la lista delle specie da proteggere perché minacciate non verrebbe formulata da una commissione scientifica, ma stesa direttamente dalla mano politica (i ministri). Si fa anche notare che la nuova legge si limita a proteggere nidi e tane, ma non già l'habitat nel suo complesso; lo stesso Schindler commenta amaramente: "chiunque abbia seguito un corso elementare di ecologia sa benissimo che senza habitat è impossibile che una specie sopravviva".
Proteggere i nidi e non l'intero ambiente è come se di una casa si tutelasse solo la stanza da letto e non anche gli altri ambienti vitali. In generale la formulazione dell'intera legge è così soffice e morbida da risultare meno rigorosa non solo di quella americana, ma persino della legge messicana. Alla riapertura del parlamento canadese, il 17 settembre, questa sarà senza dubbio una delle questioni calde, ma in generale si evidenzia una contraddizione generale delle politiche ambientali, che riaffiora in ogni paese e in ogni decisione: senza una partecipazione convinta delle popolazioni locali (che si tratti di abitanti del Quebec o di Masai del Kenya), nessuna tutela ambientale di lungo periodo è possibile, al massimo si possono istituire delle riserve ristrette e dei giardini botanici. Ma nello stesso tempo le comunità locali e i loro rappresentanti esprimono interessi circoscritti, egoisti e di breve durata. Senza di loro l'ambiente non si salva, ma con loro spesso lo si distrugge.





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