terra terra
ANIMALI
La campagna delle rane
GIULIANO SADAR
2002.02.20
Forse Leo Ferré, che dedicò una delle sue più commoventi
canzoni, Pepée, a uno scimpanzé, avrebbe aderito alla
campagna - insieme a Guido Ceronetti, Margherita Hack, Dario Fo e
Gianni Vattimo, che hanno già firmato in favore dell'iniziativa.
La campagna, intitolata "Verso un'Europa senza esperimenti su
animali", è nata un anno fa da un gruppo di lavoro di esperti a
cui in breve tempo hanno aderito associazioni ambientaliste,
animaliste, di consumatori, gruppi del sociale e singoli da tutta
Europa. Si compone di quattro iniziative distinte e mirate.
L'obiettivo è migliorare il rapporto uomo-animali, la qualità e
l'etica della ricerca biomedica in Europa, portando al Parlamento
Europeo quattro temi precisi, sino a farli diventare leggi
europee. Obiettivo realistico, dato che in varie nazioni già
esistono norme particolarmente avanzate: non si tratterebbe
quindi di inventare nulla, ma di unificare e parificare la
direttiva europea allo standard di legge più elevato.
Una delle quattro iniziative, denominata "Progetto Grandi Scimmie", punta al riconoscimento di "diritti" alle scimmie antropomorfe - che ancora oggi possono essere sottoposte a esperimenti da laboratorio. Le scimmie antropomorfe hanno personalità individuali spiccate, si riconoscono allo specchio, tengono relazioni profonde e complesse con gli appartenenti la stessa specie, sono in grado di comunicare tramite segni e ideogrammi. Nel 1999 il governo neozelandese ha riconosciuto alle grandi scimmie "Il diritto di non essere private della vita (...). Il diritto a non essere soggette a torture o trattamenti cruenti (...) Il diritto di non essere soggette a sperimentazione medica o scientifica (...)".
La seconda iniziativa è chiamata "Attenzione-Pericolo: nuova sostanza chimica". Essa va all'attacco dalla direttiva europea 92/32, che prevede test su animali per ogni sostanza chimica immessa sul mercato. Non è cosa di poco conto: ogni anno i cittadini europei vengono a contatto con quasi tremila nuove sostanze chimiche - contenute in vernici, idrocarburi, detersivi - potenzialmente pericolose per la salute. Le sperimentazioni su animali sono dolorose per le creature non umane e non hanno affidabilità scientifica, in quanto nessuna specie può essere modello sperimentale di un'altra specie. La tecnologia oggi permette di fare la stessa sperimentazione con colture cellulari e tessutali umane, attraverso simulazioni al computer, messa a punto di sofisticati manichini: metodi più economici e sicuri. L'obiettivo è far validare i metodi di colture cellulari umane dall'ente preposto dal Parlamento europeo, Evcam (Centro per la Validazione dei Metodi Alternativi).
La terza iniziativa ha un titolo singolare: "Salva la rana". Essa propone l'abolizione in Europa degli esperimenti su animali a scopo didattico, e la loro sostituzione con modelli artificiali o virtuali. La prassi, nel laboratori della facoltà scientifiche, è uccidere l'animale (che deve essere sano) per successivamente dissezionarlo e osservarlo a scopo didattico. Da questo panorama da sala delle torture, per una volta si stacca l'Italia. Più della metà (il 57%) dei corsi di laurea italiani hanno dichiarato di non utilizzare animali nelle esercitazioni per gli studenti, o di essere intenzionate a sospendere questa barbara pratica nel futuro, e diverse amministrazioni locali hanno emesso dichiarazioni contro la sperimentazione didattica, annunciando sinergie con università. L'obiettivo è arrivare all' "opzione zero" in Italia per proporla a livello europeo. Intanto, è stato istituito il primo "Premio internazionale per la miglior didattica senza animali", riservato alle università che propongono agli studenti esercitazioni non cruente. Sarà presentato al IV Convegno Mondiale sui Metodi Alternativi a New Orleans, il prossimo agosto.
La quarta iniziativa parte ancora da una legge italiana, quella che dà a studenti e operatori la possibilità di obiezione di coscienza alla sperimentazione animale. L'obiettivo, estendere questa normativa a livello europeo. Chi è interessato ad approfondire può visitare il sito www.novivisezione.org.
Una delle quattro iniziative, denominata "Progetto Grandi Scimmie", punta al riconoscimento di "diritti" alle scimmie antropomorfe - che ancora oggi possono essere sottoposte a esperimenti da laboratorio. Le scimmie antropomorfe hanno personalità individuali spiccate, si riconoscono allo specchio, tengono relazioni profonde e complesse con gli appartenenti la stessa specie, sono in grado di comunicare tramite segni e ideogrammi. Nel 1999 il governo neozelandese ha riconosciuto alle grandi scimmie "Il diritto di non essere private della vita (...). Il diritto a non essere soggette a torture o trattamenti cruenti (...) Il diritto di non essere soggette a sperimentazione medica o scientifica (...)".
La seconda iniziativa è chiamata "Attenzione-Pericolo: nuova sostanza chimica". Essa va all'attacco dalla direttiva europea 92/32, che prevede test su animali per ogni sostanza chimica immessa sul mercato. Non è cosa di poco conto: ogni anno i cittadini europei vengono a contatto con quasi tremila nuove sostanze chimiche - contenute in vernici, idrocarburi, detersivi - potenzialmente pericolose per la salute. Le sperimentazioni su animali sono dolorose per le creature non umane e non hanno affidabilità scientifica, in quanto nessuna specie può essere modello sperimentale di un'altra specie. La tecnologia oggi permette di fare la stessa sperimentazione con colture cellulari e tessutali umane, attraverso simulazioni al computer, messa a punto di sofisticati manichini: metodi più economici e sicuri. L'obiettivo è far validare i metodi di colture cellulari umane dall'ente preposto dal Parlamento europeo, Evcam (Centro per la Validazione dei Metodi Alternativi).
La terza iniziativa ha un titolo singolare: "Salva la rana". Essa propone l'abolizione in Europa degli esperimenti su animali a scopo didattico, e la loro sostituzione con modelli artificiali o virtuali. La prassi, nel laboratori della facoltà scientifiche, è uccidere l'animale (che deve essere sano) per successivamente dissezionarlo e osservarlo a scopo didattico. Da questo panorama da sala delle torture, per una volta si stacca l'Italia. Più della metà (il 57%) dei corsi di laurea italiani hanno dichiarato di non utilizzare animali nelle esercitazioni per gli studenti, o di essere intenzionate a sospendere questa barbara pratica nel futuro, e diverse amministrazioni locali hanno emesso dichiarazioni contro la sperimentazione didattica, annunciando sinergie con università. L'obiettivo è arrivare all' "opzione zero" in Italia per proporla a livello europeo. Intanto, è stato istituito il primo "Premio internazionale per la miglior didattica senza animali", riservato alle università che propongono agli studenti esercitazioni non cruente. Sarà presentato al IV Convegno Mondiale sui Metodi Alternativi a New Orleans, il prossimo agosto.
La quarta iniziativa parte ancora da una legge italiana, quella che dà a studenti e operatori la possibilità di obiezione di coscienza alla sperimentazione animale. L'obiettivo, estendere questa normativa a livello europeo. Chi è interessato ad approfondire può visitare il sito www.novivisezione.org.





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