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AGRICOLTURA
L'agricoltura globale di Bush
FULVIO GIOANETTO,
2002.07.23
Eretica e disobbediente ai canoni del libero mercato neoliberalista, l'amministrazione Bush ha approvato qualche giorno fa la controversa legge che offre fino a 190.000 milioni di dollari in sussidi agrari per gli agricoltori statunitensi durante dieci anni. «Il successo degli agricoltori e degli allevatori statunitensi è essenziale per l'economia statunitense; questa legge gli permetterá di pianificare e di agire basandosi sulle realtá del mercato e non sui dittami governativi» dichiarava populisticamente Bush alla conferenza stampa a Washington. Fra l'altro, grazie a questa legge, il partito repubblicano spera di assicurarsi voti per il Senato negli stati agrari del Sud Dakota, Minnesota e Missouri, tradizionalmente restii a votare repubblicano.
Ma non tutti gli agricoltori sono d'accordo sui benefici di questa nuova legge monopolistica. Una inchiesta fatta dall'autorevole Environmental Working Group e dalla Coalizione Nazionale delle Fattorie Familiari (family farms, le aziende agricole a conduzione familiare) il 10% delle fattorie piú grandi degli USA riceveranno in questo modo il 60% dei sussidi. Un centinaio di fattorie monopolizzano il 72% di tutte le vendite agricole interne e sono sempre le stesse imprese che ricevono i sussidi. È il caso del banchiere milionario David Rockefeller che ricevette migliaia di dollari per due farms che possiede nello stato di New York o della star del basket Scottie Pippen, che pur non essendo agricoltore riceve sussidi come proprietario di terreni agricoli.
Secondo l'Istituto di Politica Agraria e Commerciale di Minnesota, «saranno solo i grandi agricoltori che trarranno beneficio da questa legge, mentre i piccoli agricoltori soffriranno, cosí come il resto del mondo, perché questa legge promuove la continuitá nella sovraproduzione di alcune colture (riso, mais, arachidi e cotone) che condurrá a delle misure protettive tipo dumping per tutta l'importazione agricola proveniente da altri paesi».
Ne risentiranno ad esempio paesi come Messico, Argentina, Ecuador, Brasile, dove non solo i sussidi agricoli sono quasi inesistenti, ma dove gli agricoltori devono continuamente investire in sempre piú sofisticati macchinari, incredibili misure sanitarie (i braccianti non possono mangiare dove raccolgono ortaggi o frutta, non devono portare né anelli né orecchini, devono disinfettarsi come marziani), per usare tipi di impacchi costosissimi e controlli fantascentifici - se vogliono continuare a esportare le proprie produzioni agricole nel mercato statunitense. Dove continuamente il Ministero dell'Agricoltura (Usda) emette nuove normative a carattere politico nei confronti di paesi «scomodi», creando ad hoc misure protezioniste, o elencando sempre nuovi e voraci insetti alieni da tenere in quaranta nei carichi di frutti tropicali staniere, per difendere il sempre piú asettico consumatore statunitense. E' il caso della mosca del mango o dei curculionidi dell'avocado, per i quali la Usda ha una politica di controllo (ovviamente applicata da personale statunitense) per «certificare» i frutteti «liberati» dall'eventuale presenza di questi insetti. Se prima il produttore di mango poteva impaccare la propria frutta rispettando le norme igieniche abituali, adesso deve passare per imprese di imballaggio «certificate» Usda, che cuociono il frutto in vasche hidrocooler per 40 minuti, assicurando cosí al consumatore un «mango sano» che in realtá è precotto.
Molti paesi hanno giá criticato la nuova legge di Washington, accusandola di violare le norme internazionali del libero commercio.
Questa nuova legge agricola non solo incrementerá le differenze fra agricoltori statunitensi, ma deprezzerá le produzioni agricole mondiali, distruggendo migliaia di produttori nei paesi in via di sviluppo.
Ma non tutti gli agricoltori sono d'accordo sui benefici di questa nuova legge monopolistica. Una inchiesta fatta dall'autorevole Environmental Working Group e dalla Coalizione Nazionale delle Fattorie Familiari (family farms, le aziende agricole a conduzione familiare) il 10% delle fattorie piú grandi degli USA riceveranno in questo modo il 60% dei sussidi. Un centinaio di fattorie monopolizzano il 72% di tutte le vendite agricole interne e sono sempre le stesse imprese che ricevono i sussidi. È il caso del banchiere milionario David Rockefeller che ricevette migliaia di dollari per due farms che possiede nello stato di New York o della star del basket Scottie Pippen, che pur non essendo agricoltore riceve sussidi come proprietario di terreni agricoli.
Secondo l'Istituto di Politica Agraria e Commerciale di Minnesota, «saranno solo i grandi agricoltori che trarranno beneficio da questa legge, mentre i piccoli agricoltori soffriranno, cosí come il resto del mondo, perché questa legge promuove la continuitá nella sovraproduzione di alcune colture (riso, mais, arachidi e cotone) che condurrá a delle misure protettive tipo dumping per tutta l'importazione agricola proveniente da altri paesi».
Ne risentiranno ad esempio paesi come Messico, Argentina, Ecuador, Brasile, dove non solo i sussidi agricoli sono quasi inesistenti, ma dove gli agricoltori devono continuamente investire in sempre piú sofisticati macchinari, incredibili misure sanitarie (i braccianti non possono mangiare dove raccolgono ortaggi o frutta, non devono portare né anelli né orecchini, devono disinfettarsi come marziani), per usare tipi di impacchi costosissimi e controlli fantascentifici - se vogliono continuare a esportare le proprie produzioni agricole nel mercato statunitense. Dove continuamente il Ministero dell'Agricoltura (Usda) emette nuove normative a carattere politico nei confronti di paesi «scomodi», creando ad hoc misure protezioniste, o elencando sempre nuovi e voraci insetti alieni da tenere in quaranta nei carichi di frutti tropicali staniere, per difendere il sempre piú asettico consumatore statunitense. E' il caso della mosca del mango o dei curculionidi dell'avocado, per i quali la Usda ha una politica di controllo (ovviamente applicata da personale statunitense) per «certificare» i frutteti «liberati» dall'eventuale presenza di questi insetti. Se prima il produttore di mango poteva impaccare la propria frutta rispettando le norme igieniche abituali, adesso deve passare per imprese di imballaggio «certificate» Usda, che cuociono il frutto in vasche hidrocooler per 40 minuti, assicurando cosí al consumatore un «mango sano» che in realtá è precotto.
Molti paesi hanno giá criticato la nuova legge di Washington, accusandola di violare le norme internazionali del libero commercio.
Questa nuova legge agricola non solo incrementerá le differenze fra agricoltori statunitensi, ma deprezzerá le produzioni agricole mondiali, distruggendo migliaia di produttori nei paesi in via di sviluppo.





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