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ANIMALI
Le lontre decimate dai gatti
FULVIO GIOANETTO
,
2002.12.05
E' ormai una decina di anni che, in barba a tutti i programmi protezionisti, la minuscola e ridotta micropopolazione delle lontre californiane marine (Enhydra lutris nereis) continua a declinare. In tutto Nordamerica resta appena un migliaio di individui di questi agili e voraci mustelidi (soprattuto nelle isole Amchatcka in Alaska), e di questi solo una ventina tenta di sopravvivere in California (www.oetterproject.org)). Il problema dell'estinzione di questa specie marina era giá una realtá all'inizio del secolo, per la caccia eccessiva e incontrollata: il morbido pelo della piccola lontra era molto apprezzata per farne pellicce. Già nel 1911 fu deciso di proteggerle con una convenzione internazionale, alla quale si aggiunsero negli Usa alcune leggi federali specifiche: il Marine Mammal Protection Act del 1972, e il piú conosciuto Endangered Species Act del 1973.
Secondo diversi studi palentologici, sono piú di 5 milioni di anni che le lontre marine constribuiscono alla ricchezza ecologica degli ecosistemi marini della California. Sono animali agili e migratori, che per mantenersi caldi devono mangiare un 20-30% del proprio peso corporeo quotidianamente; cozze, vongole, bivalvi, gamberetti, granchi e ricci costituiscono la loro principale dieta. Spesso le lontre marine utilizzano utensili, come pietre e pezzi di conchiglia, per staccare dalle rocce le prede.
Mentre le tredici varietá di lontre di acqua dolce che vivono nei fiumi nordamericani ed europei stanno incrementando le loro popolazioni, grazie ai programmi conservazionisti multiregionali, le tre sottospecie marine del Nordamerica sono in lento declino. Ad esempio in Inghilterra, i programmi conservazionisti per le lontre fluviali si sono rivelati un vero successo grazie a piattaforme flottanti e sentieri pietrosi nelle sponde e gli argini fluviali, ad accurati piani per la protezione di zone umide, un riordino delle rive con sistemi ecologici e programmi di riassetto territoriale combinati con campagne di educazione ambientale alla cittadinanza. Secondo il Wildlife Trust sono piú di un centinaio le cittá inglesi, da Cardiff a Canterbury, dove la popolazione delle lontre sono aumentate.
Meno efficaci le pur molto decantate campagne protezioniste negli Stati Uniti: purtroppo sonoservite a poco la creazione di riserve naturali e di santuari marini come quello nella Baia di Monterrey (dove le lontre svernano), le campagne informative e legislative per la riduzione di pesticidi ( Ddt, Pct, diossina, furani) nelle acque dove vivono le lontre, o i tentativi di proibire le vernici con tribultilino, usato come anticorrosivo nelle vernici delle barche e degli yacht.
Un recente studio di una veterinaria svela forse i primi perché dell'insuccesso di queste campagne protezioniste ben intenzionate. Analizzando 223 lontre marine californiane, la ricercatrice si è resa conto che tutti gli animali presentavano nel sangue un protozoo parassita (Toxoplasma gondii) che causa un'infezione cerebrale mortale nelle lontre. Solo i gatti domestici possono produrre le uova infettate del protozoo. Fra l'altro la ricercatrice ha constatato che le lontre che vivono nei pressi di affluenti di acqua dolce sono tre volte piú infettate dalla toxoplasmosi, confermando il sospetto che ad uccidere tanti mustelidi sono le acque contaminate di cui si abbeverano, spesso cariche degli escrementi fecali dei gatti.
Alla luce di questi nuovi dati e di fronte alla complessitá del problema, alcuni gruppi protezionisti statunitensi si stanno chiedendo come fare a riorientare gli sforzi conservazionisti per la protezione delle lontre californiane, indirizzandoli fra l'altro nel trovare prodotti od organismi efficaci anche per il controllo biologico della toxoplasmosi.
Secondo diversi studi palentologici, sono piú di 5 milioni di anni che le lontre marine constribuiscono alla ricchezza ecologica degli ecosistemi marini della California. Sono animali agili e migratori, che per mantenersi caldi devono mangiare un 20-30% del proprio peso corporeo quotidianamente; cozze, vongole, bivalvi, gamberetti, granchi e ricci costituiscono la loro principale dieta. Spesso le lontre marine utilizzano utensili, come pietre e pezzi di conchiglia, per staccare dalle rocce le prede.
Mentre le tredici varietá di lontre di acqua dolce che vivono nei fiumi nordamericani ed europei stanno incrementando le loro popolazioni, grazie ai programmi conservazionisti multiregionali, le tre sottospecie marine del Nordamerica sono in lento declino. Ad esempio in Inghilterra, i programmi conservazionisti per le lontre fluviali si sono rivelati un vero successo grazie a piattaforme flottanti e sentieri pietrosi nelle sponde e gli argini fluviali, ad accurati piani per la protezione di zone umide, un riordino delle rive con sistemi ecologici e programmi di riassetto territoriale combinati con campagne di educazione ambientale alla cittadinanza. Secondo il Wildlife Trust sono piú di un centinaio le cittá inglesi, da Cardiff a Canterbury, dove la popolazione delle lontre sono aumentate.
Meno efficaci le pur molto decantate campagne protezioniste negli Stati Uniti: purtroppo sonoservite a poco la creazione di riserve naturali e di santuari marini come quello nella Baia di Monterrey (dove le lontre svernano), le campagne informative e legislative per la riduzione di pesticidi ( Ddt, Pct, diossina, furani) nelle acque dove vivono le lontre, o i tentativi di proibire le vernici con tribultilino, usato come anticorrosivo nelle vernici delle barche e degli yacht.
Un recente studio di una veterinaria svela forse i primi perché dell'insuccesso di queste campagne protezioniste ben intenzionate. Analizzando 223 lontre marine californiane, la ricercatrice si è resa conto che tutti gli animali presentavano nel sangue un protozoo parassita (Toxoplasma gondii) che causa un'infezione cerebrale mortale nelle lontre. Solo i gatti domestici possono produrre le uova infettate del protozoo. Fra l'altro la ricercatrice ha constatato che le lontre che vivono nei pressi di affluenti di acqua dolce sono tre volte piú infettate dalla toxoplasmosi, confermando il sospetto che ad uccidere tanti mustelidi sono le acque contaminate di cui si abbeverano, spesso cariche degli escrementi fecali dei gatti.
Alla luce di questi nuovi dati e di fronte alla complessitá del problema, alcuni gruppi protezionisti statunitensi si stanno chiedendo come fare a riorientare gli sforzi conservazionisti per la protezione delle lontre californiane, indirizzandoli fra l'altro nel trovare prodotti od organismi efficaci anche per il controllo biologico della toxoplasmosi.




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