terra terra
ANIMALI
Animali da combattimento. In mare
MARINELLA CORREGGIA
,
2003.03.26
Elefanti e cammelli, muli e cavalli. Nelle più disparate latitudini e in tutte le epoche gli animali sono stati usati in guerra, e sono stati uccisi insieme ai loro colleghi umani. I campi di battaglia sono stati in tutti i sensi mattatoi, tanto che il britannico Fondo per il memoriale degli animali in guerra intende finalmente celebrare anche le vittime a quattro zampe. Nel saggio «Il sacro, la guerra, gli animali», lo studioso Bassiano Moro ha cercato di declinare in molte chiavi le sofferenze provocate dall'assenza di sacro rispetto per la vita. Anche adesso che si combatte con armi e macchine sofisticatissimi, gli animali hanno a che vedere con gli eserciti e le armi. Non solo perché possono aiutare la popolazione civile, come è stato il caso degli innumerevoli asinelli che nell'inverno 2001 sostennero la fuga di guerra degli afghani, o dei cani sminatori, due dei quali uccisi dai bombardamenti Usa nella «guerra al terrorismo». Proprio ieri un capitano della marina Usa ha annunciato l'imminente arrivo nel Golfo di tre o quattro delfini dalla Florida, mammiferi della varietà Atlantic bottle-nosed (a «naso di bottiglia») addestrati a usare la loro naturale capacità di «sonar» per identificare mine o esplosivi: stanno facendo preparativi speciali per accoglierli, saranno «in servizio» nel porto di Umm Qasr.
Già era circolata la notizia del programma Kfc - Kuwait Field Chicken - ovvero l'uso di polli da mandare in avanscoperta in caso di dubbio sulla dispersione di agenti chimici. O delle otarie - leoni marini con ottima vista e udito ed enormi capacità di immersione - addestrate dalla marina nella base californiana di San Diego, per poter fungere da guardia subacquea intorno alla flotta all'ancora nel Golfo Persico, riconoscendo la presenza di mine e intrusi. Il Marine Mammal Centre della California non ha contestato questo uso bellico, anzi ha affermato che le otarie sono affettuose e coraggiose, la gente imparerà ad amarle di più grazie a questo loro ruolo.
Quanto ai delfini, il Navy Marine Mammal Program ci lavora dal 1959. Furono utilizzati nella guerra del Vietnam per pattugliare la base Usa a Cam Ranh. Poi sono stati in «prima linea» nelle acque del Medio Oriente: negli anni 80 dovevano aprire la strada alle petroliere che attraversavano acque minate dalla guerra Iran-Iraq. Nella scorsa guerra del Golfo, gruppi animalisti denunciarono l'intenzione della marina americana di usarli come kamikaze con il collo carico di bombe destinate a esplodere a contatto con eventuali terroristi subacquei. Il programma con i delfini, che accomunò statunitensi e sovietici durante la guerra fredda, fu svelato dopo l'89. Negli addestramenti gli animali erano sottoposti a dure prove, e quando diventavano troppo vecchi venivano semplicemente scaricati in mare senza riabilitazione. Nel febbraio 2002, decine di delfini morti furono trovati lungo la costa francese del Mediterraneo. La maggior parte avevano una ferita identica - un buco ben delineato, della taglia di un pugno, nella parte inferiore del collo; e secondo alcuni forse erano posti sotto il «controllo» della marina Usa, con segnali elettrici trasmessi con una scatoletta di controllo piazzata sul collo. Qualcosa doveva essere andato storto...
Soprattutto, gli animali sono oggetto di esperimenti bellici. Ai tempi di Bin Laden suscitò scalpore e riprovazione il video sul cagnolino agonizzante per presunti esperimenti di armi chimiche da parte di Al Qaeda. Ma non è certo stato lo sceicco a inventare la sperimentazione animale in campo bellico. Tutti i giorni in molte nazioni migliaia di animali sono costretti a sacrificare la vita alla guerra. Un documento dell'organizzazione animalista britannica Buaw, riportato in Italia dalla rivista Impronte della Lav, riferisce di barbari esperimenti condotti nella base militare di Porton Down. Secondo le informazioni rese pubbliche, là nel 2001 furono uccisi quasi 13.000 animali. Prove assurde, come la guerra: maiali drenati del 40% del volume sanguigno e iniettati con escrementi; pecore infettate con del metallo nelle ossa. La Buaw non è stata smentita.
Già era circolata la notizia del programma Kfc - Kuwait Field Chicken - ovvero l'uso di polli da mandare in avanscoperta in caso di dubbio sulla dispersione di agenti chimici. O delle otarie - leoni marini con ottima vista e udito ed enormi capacità di immersione - addestrate dalla marina nella base californiana di San Diego, per poter fungere da guardia subacquea intorno alla flotta all'ancora nel Golfo Persico, riconoscendo la presenza di mine e intrusi. Il Marine Mammal Centre della California non ha contestato questo uso bellico, anzi ha affermato che le otarie sono affettuose e coraggiose, la gente imparerà ad amarle di più grazie a questo loro ruolo.
Quanto ai delfini, il Navy Marine Mammal Program ci lavora dal 1959. Furono utilizzati nella guerra del Vietnam per pattugliare la base Usa a Cam Ranh. Poi sono stati in «prima linea» nelle acque del Medio Oriente: negli anni 80 dovevano aprire la strada alle petroliere che attraversavano acque minate dalla guerra Iran-Iraq. Nella scorsa guerra del Golfo, gruppi animalisti denunciarono l'intenzione della marina americana di usarli come kamikaze con il collo carico di bombe destinate a esplodere a contatto con eventuali terroristi subacquei. Il programma con i delfini, che accomunò statunitensi e sovietici durante la guerra fredda, fu svelato dopo l'89. Negli addestramenti gli animali erano sottoposti a dure prove, e quando diventavano troppo vecchi venivano semplicemente scaricati in mare senza riabilitazione. Nel febbraio 2002, decine di delfini morti furono trovati lungo la costa francese del Mediterraneo. La maggior parte avevano una ferita identica - un buco ben delineato, della taglia di un pugno, nella parte inferiore del collo; e secondo alcuni forse erano posti sotto il «controllo» della marina Usa, con segnali elettrici trasmessi con una scatoletta di controllo piazzata sul collo. Qualcosa doveva essere andato storto...
Soprattutto, gli animali sono oggetto di esperimenti bellici. Ai tempi di Bin Laden suscitò scalpore e riprovazione il video sul cagnolino agonizzante per presunti esperimenti di armi chimiche da parte di Al Qaeda. Ma non è certo stato lo sceicco a inventare la sperimentazione animale in campo bellico. Tutti i giorni in molte nazioni migliaia di animali sono costretti a sacrificare la vita alla guerra. Un documento dell'organizzazione animalista britannica Buaw, riportato in Italia dalla rivista Impronte della Lav, riferisce di barbari esperimenti condotti nella base militare di Porton Down. Secondo le informazioni rese pubbliche, là nel 2001 furono uccisi quasi 13.000 animali. Prove assurde, come la guerra: maiali drenati del 40% del volume sanguigno e iniettati con escrementi; pecore infettate con del metallo nelle ossa. La Buaw non è stata smentita.




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