terra terra
AGRICOLTURA
Quella sporca dozzina cresce
GABRIELLA ZIPOLI,
2004.10.09
Non c'è organismo umano sulla Terra che non porti tracce di composti chimici pericolosi, molti dei quali sono correlati al cancro, ad anomalie riproduttive e ad altri gravi problemi di salute: non solo i prodotti chimici usati in agricoltura hanno avvelenato migliaia di persone negli ultimi decenni, ma anche le inadeguate misure di controllo hanno prodotto moltissime vittime. E' questo l'ultimo allarme lanciato dalla Fao. Più di 70mila prodotti chimici sono oggi disponibili sul mercato e ogni anno ne vengono introdotti 1500 di nuovi. Elevate quantità di composti chimici tossici, per la maggior parte residui di pesticidi obsoleti, costituiscono una minaccia continua e sempre più grave, sia per la gente sia per l'ambiente, in tutti i continenti. Bisogna considerare poi che molti pesticidi banditi o sottoposti a restrizione nei paesi ricchi sono oggi commercializzati ed utilizzati nei paesi poveri; i pesticidi obsoleti vengono abbandonati dopo le campagne di disinfestazione o si accumulano perché molti prodotti sono stati vietati per ragioni di salute pubblica e ambientale, ma nessuno li rimuove o li elimina. Le confezioni rimangono dove vengono immagazzinate e spesso si deteriorano, contaminando l'ambiente e mettendo in pericolo gli abitanti. Le comunità più a rischio sono quelle povere e rurali, che di solito non sono nemmeno al corrente della natura tossica delle sostanze chimiche a cui vengono esposte ogni giorno.
I dati della Fao mettono i brividi: in Ucraina ci sarebbero 19500 tonnellate di prodotti chimici tossici, in Polonia 15 mila; per l'Asia (esclusa la Cina, dove il problema è assai grave) si parla di 6 mila tonnellate, mentre in Medio Oriente e America latina i veleni accumulati sono almeno 10 mila tonnellate. Se questa è la situazione, non sorprende che le richieste di aiuto alla Fao siano sempre più numerose. «Ci chiamano per rimuovere gli stock abbandonati di pesticidi e per evitare l'ulteriore accumulo di rifiuti tossici», ha dichiarato Mark Davis, responsabile del programma Fao per la distruzione dei pesticidi obsoleti, «ma il programma si conclude alla fine del 2004, e se i paesi sottoscrittori non rinnovano le loro quote noi non possiamo fornire assistenza alle nazioni che ci chiedono aiuto». Ancora una volta è l'Africa ad essere drammaticamente in crisi: le ultime stime parlano di 50 mila tonnellate di prodotti tossici sparse in 53 paesi. Dal 1994 la Fao partecipa all'Asp (Africa Stockpiles Programme) per rimuovere gli stock in alcuni paesi africani ma le richieste di assistenza immediata diventano sempre più numerose. «Solo grazie al supporto finanziario del Giappone, che è intervenuto con 850mila dollari, la Fao ha potuto rintracciare e identificare 600 tonnellate di veleni in Mozambico. Dobbiamo intervenire contemporaneamente sia con la rimozione che con la prevenzione, per suscitare con urgenza la consapevolezza che è necessario un uso limitato e mirato dei pesticidi, nel rispetto della salute umana e dell'ambiente», dice Davis. Per rimuovere una tonnellata di pesticidi occorrono 3500 dollari: è chiaro che i paesi poveri non possono permettersi «il lusso» della distruzione dei prodotti chimici tossici. La Convenzione di Rotterdam (TerraTerra, 17 giugno 2001), attraverso la procedura del consenso informato dovrebbe costituire un primo strumento per la gestione degli agenti chimici pericolosi e dei pesticidi. Ma la Convenzione è ancora largamente disattesa, al punto che per darle impulso si è appena concluso a Ginevra un meeting della Fao e dell'Unep (l'agenzia per l'ambiente delle Nazioni unite), cui hanno partecipato ministri e alti funzionari di 130 paesi. In questa occasione, è stata allungata la lista dei prodotti chimici per l'agricoltura da tenere sotto controllo: la iniziale «sporca dozzina» era già arrivata a comprendere 27 sostanze (tra cui aldrin, chlordane, dieldrin, eptacloro e organofosfati), a cui il meeting di Ginevra ha aggiunto altri 14 prodotti ad alto rischio. Non si è trovato accordo sull'inserimento dell'amianto (!), ma ci sarà una nuova riunione entro un anno. Siamo in molti a sperarlo.
I dati della Fao mettono i brividi: in Ucraina ci sarebbero 19500 tonnellate di prodotti chimici tossici, in Polonia 15 mila; per l'Asia (esclusa la Cina, dove il problema è assai grave) si parla di 6 mila tonnellate, mentre in Medio Oriente e America latina i veleni accumulati sono almeno 10 mila tonnellate. Se questa è la situazione, non sorprende che le richieste di aiuto alla Fao siano sempre più numerose. «Ci chiamano per rimuovere gli stock abbandonati di pesticidi e per evitare l'ulteriore accumulo di rifiuti tossici», ha dichiarato Mark Davis, responsabile del programma Fao per la distruzione dei pesticidi obsoleti, «ma il programma si conclude alla fine del 2004, e se i paesi sottoscrittori non rinnovano le loro quote noi non possiamo fornire assistenza alle nazioni che ci chiedono aiuto». Ancora una volta è l'Africa ad essere drammaticamente in crisi: le ultime stime parlano di 50 mila tonnellate di prodotti tossici sparse in 53 paesi. Dal 1994 la Fao partecipa all'Asp (Africa Stockpiles Programme) per rimuovere gli stock in alcuni paesi africani ma le richieste di assistenza immediata diventano sempre più numerose. «Solo grazie al supporto finanziario del Giappone, che è intervenuto con 850mila dollari, la Fao ha potuto rintracciare e identificare 600 tonnellate di veleni in Mozambico. Dobbiamo intervenire contemporaneamente sia con la rimozione che con la prevenzione, per suscitare con urgenza la consapevolezza che è necessario un uso limitato e mirato dei pesticidi, nel rispetto della salute umana e dell'ambiente», dice Davis. Per rimuovere una tonnellata di pesticidi occorrono 3500 dollari: è chiaro che i paesi poveri non possono permettersi «il lusso» della distruzione dei prodotti chimici tossici. La Convenzione di Rotterdam (TerraTerra, 17 giugno 2001), attraverso la procedura del consenso informato dovrebbe costituire un primo strumento per la gestione degli agenti chimici pericolosi e dei pesticidi. Ma la Convenzione è ancora largamente disattesa, al punto che per darle impulso si è appena concluso a Ginevra un meeting della Fao e dell'Unep (l'agenzia per l'ambiente delle Nazioni unite), cui hanno partecipato ministri e alti funzionari di 130 paesi. In questa occasione, è stata allungata la lista dei prodotti chimici per l'agricoltura da tenere sotto controllo: la iniziale «sporca dozzina» era già arrivata a comprendere 27 sostanze (tra cui aldrin, chlordane, dieldrin, eptacloro e organofosfati), a cui il meeting di Ginevra ha aggiunto altri 14 prodotti ad alto rischio. Non si è trovato accordo sull'inserimento dell'amianto (!), ma ci sarà una nuova riunione entro un anno. Siamo in molti a sperarlo.





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