domenica 17 febbraio 2013
Rubrica quotidiana sull'ambiente
ricerca
massimo due parole e più lunghe di 2 caratteri
I 10 argomenti più trattati:
Animali [208]
Energia [190]
Petrolio [136]
Etnie [89]
Sanita [66]
indice ETNIE
2012.12.19 Marina Forti
2012.11.29 Paola Desai
2012.10.02 Paola Desai
2012.06.20 Riccardo Dello Sbarba
2012.06.19 Giorgia Fletcher
2012.05.04 Stephane Bruno
2012.04.24 Marina Forti
2012.03.29 Patrizia Peinetti
2012.03.21 Paola Desai
2012.01.11 Fulvio Gioanetto
2011.12.14 Paola Desai
2011.11.17 Paola Desai
2011.11.04 Fulvio Gioanetto
2011.10.27 Paola Desai
2011.10.25 Paola Desai
2011.10.19 Fulvio Gioanetto
2011.10.11 Marina Forti
2011.09.02 Francesco Martone
2011.08.23 Patrizia Cortellessa
2011.08.05 Marina Forti
2011.08.02 Marina Forti
2011.06.11 Giuliano Battiston
2011.05.21 Fulvio Gioanetto
2011.03.19 Fulvio Gioanetto
2011.02.15 Luca Manes
2010.12.24 Marina Forti
2010.12.18 Marina Forti
2010.12.11 Marina Forti
2010.11.02 Patrizia Cortellessa
2010.10.22 Caterina Amicucci
2010.10.01 Marinella Correggia
2010.08.19 Patrizia Cortellessa
2010.07.14 Marinella Correggia
2010.06.02 Marina Forti
2010.05.01 Marina Forti
2010.04.09 Marinella Correggia
2010.04.03 Marina Zenobio
2010.02.18 Marina Forti
2009.12.24 Patrizia Cortellessa
2009.12.02 Marina Forti
2009.10.28 Paola Desai
2009.09.19 Marinella Correggia
2009.07.21 Fulvio Gioanetto
2009.07.08 Fulvio Gioanetto
2009.06.16 Fulvio Gioanetto
2009.06.04 Fulvio Gioanetto
2009.05.22 Patrizia Cortellessa
2009.04.30 Marinella Correggia
2009.03.20 Fulvio Gioanetto
2008.12.18 Manuela Cartosio
2008.12.16 Marina Forti
2008.12.12 Andrea Palladino
2008.11.28 Marinella Correggia
2008.11.22 Marinella Correggia
2008.10.04 Marina Forti
2008.08.13 Patrizia Cortellessa
2008.08.06 Marina Forti
2008.06.10 Patrizia Cortellessa
2008.04.22 Marco Cinque
2007.11.29 Marina Forti
2007.11.21 Marinella Correggia
2007.07.17 MarinellaCorreggia
2007.06.19 Marina Zenobio
2007.03.29 Marinella Correggia
2006.12.23 Patrizia Cortellessa
2006.12.14 Marco Boccitto
2006.10.19 Patrizia Cortellessa
2006.09.07 Marinella Correggia
2006.08.31 Marina Forti
2006.08.29 Patrizia Cortellessa
2005.04.12 LUCA CELADA,
2005.01.13 MARINA FORTI ,
2004.12.18 MARINA FORTI ,
2004.09.10 FULVIO GIOANETTO ,
2004.08.27 MARINA FORTI,
2004.08.18 MARINA FORTI,
2004.05.19 MARINA FORTI,
2003.03.05 MARINA FORTI,
2002.05.10 MARINA FORTI,
2002.03.06 KINTTO LUCAS
2001.06.06 MARINA FORTI
1999.12.15 MARINA FORTI
1999.09.02 MARINA FORTI
1999.03.20 MARINA FORTI
1999.03.05 MARINA FORTI
terra terra
invia per email
Segnala l'articolo
al seguente indirizzo email



 
ricerca nella sezione attualità
inserisci la parola da cercare
utility
invia per email
condividi

 
stampa
SOCIETA, ETNIE
Indiani Inc, dai bisonti al casinò
LUCA CELADA,
2005.04.12
Scottsdale, Arizona. La sede legale della «sovrana nazione» degli indiani Pima-Maricopa assomiglia a quella di un azienda qualunque in un parco industriale come tanti nell'anonima periferia di Phoenix. I Pima e i loro «cugini», i Maricopa, sono nativi di questa vallata desertica in cui spaziavano liberamente fino al 1903, quando la brulla valle comiciò a essere irrigata dai coloni bianchi. Gli indiani furono allora sfollati dai loro villaggi cooperativi e messi in una riserva: 20.000 ettari sulle rive del Salt River, suddivisi in lotti di due ettari per istillare nella tribù l'alieno concetto di proprietà privata. 100 anni dopo però attorno ai campi di cotone dei Pima è sorta l'area urbana di Phoenix-Tempe-Scottsdale, 5 milioni di abitanti e il maggiore tasso di crescita d'America; le terre del confino hanno così sviluppato uno stratosferico valore immobilare. Oggi la tribù ha un budget operativo annuo di $120 milioni e ognuno degli 8.000 membri riceve uno stipendio annuale di $12.000 dollari, dividendi di un casinò che da lavoro a più di mille Pima. Le tribù indiane d'America hanno ottenuto il diritto di aprire «stabilimenti di gioco d'azzardo» nel 1988 con la legge Igra (Indian Gaming Regulatory Act) sancita in molti stati, tra cui l'Arizona, da referedum popolari. Il gioco d'azzardo è diventato così il new buffalo, il «nuovo bisonte», la risorsa che ha tirato fuori decine di tribù dall'indigenza cronica in cui versavano sin dalla conquista bianca. I Pima però sono realisti: «Non ci facciamo illusioni, potremmo presto avere concorrenza o perdere arbitrariamente i privilegi che ci sono stati assegnati. La nostra è una storia di tradimenti da parte del governo». Sta già accadendo nella vicina California, dove il governatore Schwarzenegger vuole rinegoziare i compacts, e imporre tasse agli indiani per tamponare il deficit e finanziare la spesa pubblica. I Pima-Maricopa preferiscono non aspettare e per questo hanno deciso di attuare un piano di sviluppo ecnomico capace di svincolarli dalla monocoltura del casinò. «Vogliamo reinvestire i nostri guadagni in qualcosa che potrà curarsi dei nostri figli e dei figli dei loro figli», dicono. La chiave dunque è l'autodeterminazione e la «via indiana» all'autosufficenza economica, senza semplicemente svendere le risorse (come i diritti minerari) delle propire terre a aziende esterne né dipendere dagli esigui sussidi federali. Nella concezione del consiglio tribale, la gestione della nazione Pima assomiglia a quella di un'azienda ma nel rispetto delle proprie tradizioni. Per sottolineare un'affinità «ancestrale», il business plan dei Pima si chiama «7 generazioni» e ambisce a creare un' economia diversificata, sostenibile, sul lungo termine.

Una porzione dei cospicui proventi del casinò è stata così destinata al reinvestimento, a cominciare dall'acquisto di un cementificio già operativo. I Pima hanno poi individuato alcuni settori da incentivare, innanzitutto la biomedicina, con particolare attenzione alla ricerca genetica attorno al diabete cui sono particolarmentete suscettibili: un modo per subordinare lo svliluppo alle esigenze reali della tribù. Soprattutto, dicono, «vogliamo mantenere il controllo sullo sviluppo delle nostre terre con in mente il bene della nostra gente»: così hanno deciso di non fare affari con società di fast food, i cui prodotti favoriscono l'obesità endemicamente diffusa tra gli indiani.

La seconda fase del piano prevede l'invito a società interessate a contribuire allo sviluppo sotto forma di partnership nel parco biotecnologico avanzato. Ma tutto a suo tempo. «Non vogliamo fare le cose troppo in fretta, vogliamo fare la cosa giusta - ogni cosa deve essere approvata dal nostro consiglio e nulla verrà mai fatto contro la volontà dei proprietari: è ciò che ci è stato imposto per cento anni». Nel secolo che verrà, invece, i Pima puntano a diventare la prima tribu' indiana a essere quotata in borsa...

 
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah.  Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
 in edicola
sabato 15 diceMbre
 
La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
di Mona Chollet
 
 
In edicola
da giovedì 13 dicembre
GANGBANG
40 anni
tradotti in fumetti
 IN VENDITA NELLO STORE
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique
 
    IN VENDITA NELLO STORE
RECENSIONI
 
 
PROGRAMMI

 
 
 
 
ILSITO
implementazione e sviluppo
Mir
hanno partecipato
Gianni Fotia [ab&c]
Raffaele Mastrolonardo
Nicola Bruno
contatti
 
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
 
consiglio di amministrazione   Benedetto Vecchi (presidente),
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
 
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
 
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
 
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it