terra terra
SANITA
E la malaria continua a uccidere
MARINA FORTI,
2005.05.03
Vi occupate solo dei «nuovi» virus, si lamentava giorni fa un dirigente dell'Organizzazione mondiale della sanità: «La Sars [la «polmonite atipica» comparsa due anni fa in Asia] non ha ucciso neppure da lontano il numero di persone che mioiono normalmente di malaria o Hiv, ma ha creato grande panico perché nessuno sapeva dove si sarebbe fermata», faceva notare Anarfi Asamoa-Baah, assistente direttore-generale incaricato delle malattie comunicabili (in una dichiarazione al servizio Alert-net, 28 aprile). In effetti, fa notare, anche se i «nuovi» virus si moltiplicano ne muoiono molte meno persone che 30 anni fa: «Ma 20 casi di influenza diventano subito una gran notizia». Eppure, nei paesi industrializzati uccidono molto di più mali come il diabete o le malattie cardiovascolari - mentre nei paesi più poveri, e in Africa soprattutto, i grandi killer restano malattie arcinote come la polmonite, la diarrea, la malaria e l'Aids: quelle che ormai molti chiamano «le malattie neglette», tra l'altro tutte (salvo l'Aids) perfettamente curabili. Il caso della malaria è esemplare (in negativo). La malattia uccide tra 1 e 3 milioni di persone ogni anno, secondo le stime dell'Oms. Peggio, la mortalità da malaria in Africa è aumentata negli ultimi 15 anni.
Uno dei problemi è che gran parte dei farmaci usati sono ormai quasi inutili. La malaria è causata da un parassita (il plasmodium falciparum) che si insedia nel sangue umano, ed è diffuso da una certa zanzara (la anofele): ormai sono comparsi ceppi del parassita resistenti ai farmaci più usati e anche ceppi di zanzare resistenti ai comuni insetticidi. Esistono per la verità medicine efficaci, e sono quelle basate sull'artemisina, il primo antimalarico non derivato dal chinino: è basato su un principio attivo estratto dalla corteccia di un albero chiamato qinhaosu in Cina. Isolato da medici cinesi nel `65, usato in Vietnam dove si è rivelato molto efficace, il nuovo farmaco ha dovuto superare test e diffidenze internazionali. Ormai però le terapie combinate a base di artemisina sono riconosciute come ciò che può salvare centinaia di migliaia di vite ogni anno: già nel 2001 l'Oms aveva raccomandato che i paesi più colpiti dalla malaria scegliessero queste nuove terapie, note con la sigla Act
Qui però viene l'altro problema: il fallimento della strategia Roll Back Malaria. E' il nome («ricaccia indietro la malaria») dato nel 1998 a un programma («partnership») internazionale a cui partecipano oltre 90 organizzazioni, tra cui agenzie dell'Onu come l'Oms e l'Unicef, e la Banca Mondiale. Doveva servire a mobilitare i governi, spingerli a prendere impegni (di spesa) e attuare programmi di lotta alla malattia. Poco tempo dopo il G8 ha istituito il «Global Fund», un fondo che doveva servire a finanziare la lotta ad alcune malattie killer tra cui la malaria. Sono stati fissati obiettivi solenni - l'ultimo nel 2000, a una conferenza di 53 stati africani a Abuja, in Nigeria: dimezzare la mortalità di malaria entro il 2010. E però la mortalità continua a crescere...
La rivista medica britannica The Lancet la settimana scorsa dava un giudizio drastico: la partnership Roll Back Malaria ha «fallito i suoi obiettivi». Medici senza Frontiere se la prende con l'Oms, l'Unicef e il Global Fund che «si rifiutano di ammettere» che la strategia globale di lotta alla malaria sta fallendo. E il segno del fallimento è proprio non essere riusciti a diffondere l'uso dei farmaci a base di artemisina - e nonostante che nel maggio 2004 il Global Fund avesse deciso di investire 450 milioni di dollari in 5 anni per comprare il farmaco. «Solo 9 dei 33 paesi africani che hanno deciso di adottarla hanno effettivamente accesso alle Act», fa notare Medici senza Frontiere. Perché? Perché bisogna produrla, e i tre fornitori certificati dall'Onu - Cipla (India), Sanofi (Francia) e Novartis (Svizzera) - hanno detto di non poterne garantire la produzione in quantità sufficenti se non hanno ordinazioni garantite. Ma il programma Roll Back Malaria è sottofinanziato, denuncia Medici senza Frontiere. E senza quei farmaci, la malaria continuerà a uccidere.
Uno dei problemi è che gran parte dei farmaci usati sono ormai quasi inutili. La malaria è causata da un parassita (il plasmodium falciparum) che si insedia nel sangue umano, ed è diffuso da una certa zanzara (la anofele): ormai sono comparsi ceppi del parassita resistenti ai farmaci più usati e anche ceppi di zanzare resistenti ai comuni insetticidi. Esistono per la verità medicine efficaci, e sono quelle basate sull'artemisina, il primo antimalarico non derivato dal chinino: è basato su un principio attivo estratto dalla corteccia di un albero chiamato qinhaosu in Cina. Isolato da medici cinesi nel `65, usato in Vietnam dove si è rivelato molto efficace, il nuovo farmaco ha dovuto superare test e diffidenze internazionali. Ormai però le terapie combinate a base di artemisina sono riconosciute come ciò che può salvare centinaia di migliaia di vite ogni anno: già nel 2001 l'Oms aveva raccomandato che i paesi più colpiti dalla malaria scegliessero queste nuove terapie, note con la sigla Act
Qui però viene l'altro problema: il fallimento della strategia Roll Back Malaria. E' il nome («ricaccia indietro la malaria») dato nel 1998 a un programma («partnership») internazionale a cui partecipano oltre 90 organizzazioni, tra cui agenzie dell'Onu come l'Oms e l'Unicef, e la Banca Mondiale. Doveva servire a mobilitare i governi, spingerli a prendere impegni (di spesa) e attuare programmi di lotta alla malattia. Poco tempo dopo il G8 ha istituito il «Global Fund», un fondo che doveva servire a finanziare la lotta ad alcune malattie killer tra cui la malaria. Sono stati fissati obiettivi solenni - l'ultimo nel 2000, a una conferenza di 53 stati africani a Abuja, in Nigeria: dimezzare la mortalità di malaria entro il 2010. E però la mortalità continua a crescere...
La rivista medica britannica The Lancet la settimana scorsa dava un giudizio drastico: la partnership Roll Back Malaria ha «fallito i suoi obiettivi». Medici senza Frontiere se la prende con l'Oms, l'Unicef e il Global Fund che «si rifiutano di ammettere» che la strategia globale di lotta alla malaria sta fallendo. E il segno del fallimento è proprio non essere riusciti a diffondere l'uso dei farmaci a base di artemisina - e nonostante che nel maggio 2004 il Global Fund avesse deciso di investire 450 milioni di dollari in 5 anni per comprare il farmaco. «Solo 9 dei 33 paesi africani che hanno deciso di adottarla hanno effettivamente accesso alle Act», fa notare Medici senza Frontiere. Perché? Perché bisogna produrla, e i tre fornitori certificati dall'Onu - Cipla (India), Sanofi (Francia) e Novartis (Svizzera) - hanno detto di non poterne garantire la produzione in quantità sufficenti se non hanno ordinazioni garantite. Ma il programma Roll Back Malaria è sottofinanziato, denuncia Medici senza Frontiere. E senza quei farmaci, la malaria continuerà a uccidere.





• 