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ENERGIA, AMBIENTE
Navi a energia eolica, dalla vela all'aquilone
Matteo Alviti
2006.08.22
Fin da studente Stefan Wrage aveva un chiodo fisso in mente: sfruttare l'energia del vento per la navigazione dei mercantili. Con gli anni Wrage, ingegnere amante degli aquiloni, fondatore e proprietario della Skysail di Amburgo, ha messo a punto un sistema che potrebbe rivoluzionare la marina mercantile moderna: la navigazione a vento.
Sembra un po' l'invenzione dell'acqua calda, ma può diventare tanto importante quanto la scoperta del fuoco per scaldarla, l'acqua calda. In futuro i mercantili potranno incrociare i mari trascinati dalla forza del vento, come in passato.
Il sistema di navigazione progettato da Wrage e dal suo socio, Thomas Meyer, sfrutta l'energia eolica catturata da un «aquilone» con una superficie fino a 500 m², sospeso tra i 100 e i 300 metri di altezza e collegato alla prua della nave da un cavo (con due cavi la nave si inclinerebbe come un veliero, cosa impensabile per la stivaggio). Il sistema è in grado di generare un massimo di 6.800 cavalli, sfruttando l'energia eolica fino a 50° contro la linea del vento. L'orientamento dell'«aquilone» è stabilito da un sistema intelligente che seleziona l'angolazione più indicata. Nelle fasi di partenza e attracco, l'«aquilone» rimane chiuso sulla prua occupando uno spazio contenuto. In caso di necessità, tutto il sistema può essere sganciato facilmente. Il costo del sistema varia dai 400mila fino ai tre milioni di euro per gli «aquiloni» più grandi.
Oggi, come un secolo fa, il commercio tra i continenti continua a essere sostenuto in larga parte dal traffico marittimo. I velieri hanno tracciato le rotte di navigazione storiche che, per l80%, sono utilizzate anche oggi. Si stima che siano 50mila, tra container, mercantili e navi da carico, i giganti che tagliano gli oceani lasciando dietro di sé, in acqua e nell'aria, una scia di residui inquinanti.
Secondo uno studio dell'Università del Delaware, Usa, i mercantili bruciano ogni anno 289 milioni di tonnellate di carburante, che liberano quantità ingenti di monossido e diossido di carbonio, oltre a 10 milioni di tonnellate di diossido di zolfo, il 7% delle emissioni globali. Se il sistema fosse sfruttato su larga scala, le emissioni su base annua potrebbero essere diminuite fino al 35%. Quando le condizioni del vento sono favorevoli, infatti, con il sistema Skysails i residui inquinanti possono essere contenuti fino al 50%, oppure la velocità di crociera aumentata del 10%. Le navi potranno portare le merci in porto con gli stessi tempi di navigazione attuali, se non prima, assicura Wrage.
«Abbiamo dovuto combattere per essere accettati, e fornire molte prove pratiche del nostro progetto. Poi però siamo riusciti a ottenere i finanziamenti del gruppo Oltmann - specializzato nel settore navigazione. Da allora gli armatori non ci chiedono più perché, ma quando potranno comprare il nostro sistema», ha raccontato Stefan Wrage. Lo scorso gennaio Skysail, dopo cinque anni di lavoro, ha chiuso il primo contratto importante con la compagnia di navigazione Beluga Shipping - forte di una flotta mercantile di 28 navi e circa 150 dipendenti a terra. La società armatrice di Brema, in Germania, sarà la prima a vedere l'«aquilone» dell'impresa di Amburgo installato sulla prua delle sue navi da carico. «La tecnologia Skysail arriva sul mercato proprio nel momento giusto», riconosce Niels Stolberg, capitano e socio fondatore della Beluga Shipping. «I prezzi del petrolio così alti e in continuo aumento sono un tema con cui ogni compagnia deve fare i conti - ha aggiunto. Inoltre ci saranno disposizioni sempre più restrittive in materia di emissioni, che influenzeranno il costo della navigazione. In mare aperto il vento è una fonte di energia inesauribile e a basso costo. Come pionieri ci aspettiamo vantaggi significativi sulla concorrenza e siamo sicuri che il nuovo sistema rivoluzionerà la navigazione mercantile». La firma sotto il primo contratto, con il progetto ancora in fase di sviluppo, racconta dell'interesse consistente del settore e fa ben sperare per la futura riduzione delle emissioni in acqua e nell'aria.
Il sistema a propulsione eolica «SKS 160» verrà dunque installato a bordo del mercantile MS Beluga Skysail, lungo 140 metri, nel 2006. Le prime dimostrazioni in mare dell'efficienza del sistema sul mercantile sono previste per il 2007. Solo dal 2008 gli «aquiloni» saranno effettivamente pronti per il mercato dei trasporti marittimi. Già da quest'anno, però, sono previste le prime vendite per i cosiddetti superyacht, imbarcazioni superiori ai 15 metri.
Sembra un po' l'invenzione dell'acqua calda, ma può diventare tanto importante quanto la scoperta del fuoco per scaldarla, l'acqua calda. In futuro i mercantili potranno incrociare i mari trascinati dalla forza del vento, come in passato.
Il sistema di navigazione progettato da Wrage e dal suo socio, Thomas Meyer, sfrutta l'energia eolica catturata da un «aquilone» con una superficie fino a 500 m², sospeso tra i 100 e i 300 metri di altezza e collegato alla prua della nave da un cavo (con due cavi la nave si inclinerebbe come un veliero, cosa impensabile per la stivaggio). Il sistema è in grado di generare un massimo di 6.800 cavalli, sfruttando l'energia eolica fino a 50° contro la linea del vento. L'orientamento dell'«aquilone» è stabilito da un sistema intelligente che seleziona l'angolazione più indicata. Nelle fasi di partenza e attracco, l'«aquilone» rimane chiuso sulla prua occupando uno spazio contenuto. In caso di necessità, tutto il sistema può essere sganciato facilmente. Il costo del sistema varia dai 400mila fino ai tre milioni di euro per gli «aquiloni» più grandi.
Oggi, come un secolo fa, il commercio tra i continenti continua a essere sostenuto in larga parte dal traffico marittimo. I velieri hanno tracciato le rotte di navigazione storiche che, per l80%, sono utilizzate anche oggi. Si stima che siano 50mila, tra container, mercantili e navi da carico, i giganti che tagliano gli oceani lasciando dietro di sé, in acqua e nell'aria, una scia di residui inquinanti.
Secondo uno studio dell'Università del Delaware, Usa, i mercantili bruciano ogni anno 289 milioni di tonnellate di carburante, che liberano quantità ingenti di monossido e diossido di carbonio, oltre a 10 milioni di tonnellate di diossido di zolfo, il 7% delle emissioni globali. Se il sistema fosse sfruttato su larga scala, le emissioni su base annua potrebbero essere diminuite fino al 35%. Quando le condizioni del vento sono favorevoli, infatti, con il sistema Skysails i residui inquinanti possono essere contenuti fino al 50%, oppure la velocità di crociera aumentata del 10%. Le navi potranno portare le merci in porto con gli stessi tempi di navigazione attuali, se non prima, assicura Wrage.
«Abbiamo dovuto combattere per essere accettati, e fornire molte prove pratiche del nostro progetto. Poi però siamo riusciti a ottenere i finanziamenti del gruppo Oltmann - specializzato nel settore navigazione. Da allora gli armatori non ci chiedono più perché, ma quando potranno comprare il nostro sistema», ha raccontato Stefan Wrage. Lo scorso gennaio Skysail, dopo cinque anni di lavoro, ha chiuso il primo contratto importante con la compagnia di navigazione Beluga Shipping - forte di una flotta mercantile di 28 navi e circa 150 dipendenti a terra. La società armatrice di Brema, in Germania, sarà la prima a vedere l'«aquilone» dell'impresa di Amburgo installato sulla prua delle sue navi da carico. «La tecnologia Skysail arriva sul mercato proprio nel momento giusto», riconosce Niels Stolberg, capitano e socio fondatore della Beluga Shipping. «I prezzi del petrolio così alti e in continuo aumento sono un tema con cui ogni compagnia deve fare i conti - ha aggiunto. Inoltre ci saranno disposizioni sempre più restrittive in materia di emissioni, che influenzeranno il costo della navigazione. In mare aperto il vento è una fonte di energia inesauribile e a basso costo. Come pionieri ci aspettiamo vantaggi significativi sulla concorrenza e siamo sicuri che il nuovo sistema rivoluzionerà la navigazione mercantile». La firma sotto il primo contratto, con il progetto ancora in fase di sviluppo, racconta dell'interesse consistente del settore e fa ben sperare per la futura riduzione delle emissioni in acqua e nell'aria.
Il sistema a propulsione eolica «SKS 160» verrà dunque installato a bordo del mercantile MS Beluga Skysail, lungo 140 metri, nel 2006. Le prime dimostrazioni in mare dell'efficienza del sistema sul mercantile sono previste per il 2007. Solo dal 2008 gli «aquiloni» saranno effettivamente pronti per il mercato dei trasporti marittimi. Già da quest'anno, però, sono previste le prime vendite per i cosiddetti superyacht, imbarcazioni superiori ai 15 metri.




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