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AMBIENTE, ETNIE
Amazzonici peruviani contro petrolieri
Marinella Correggia
2006.09.07
Il popolo Achuar che vive nel bacino del fiume amazzonico Corrientes sta per diventare il primo gruppo indigeno in Perù a intentare un'azione legale per i danni da estrazione del petrolio; si allunga così la lista delle azioni di resistenza civile e legale (con ricorsi ai tribunali) portate avanti in diversi paesi da popolazioni (non solo indigene) danneggiate dal petrolio di cui sono ricche le aree in cui vivono. Gli Achuar sono 8mila distribuiti in 31 comunità nel dipartimento settentrionale di Loreto. Sono circa 3-4mila quelli direttamente danneggiati dalle estrazioni petrolifere.La famigerata Oxy statunitense arrivò per spillare petrolio sulle terre indigene negli ormai lontani anni 70. Poi, nel 1996, la PlusPetrol Norte filiale locale dell'Argentina PlusPetrol, arrivò a operare nei bacini dei fiumi Pastaza, Corrientes e Tigre.
Secondo rapporti accreditati, riportati dall'agenzia stampa internazionale Inter Press Service (Ips) - un'organizzazione di documentazione e informazione specializzata nel Sud del mondo e che dedica molta attenzione alle lotte ambientaliste popolari - l'inquinamento è davvero grave. Lo stesso Ministero della Salute peruviana ha redatto un rapporto, reso pubblico in maggio, in cui per la prima volta si lancia l'allarme sugli elevati livelli di piombo e cadmio nel sangue degli Achuar.
Lo studio, realizzato in risposta a una precisa richiesta della Federazione delle comunità native del fiume Corrientes (Feconaco), aveva esaminato campioni sanguigni di 199 persone, 74 delle quali avevano fra i due e i 17 anni. I livelli di cadmio superavano il limite accettabile di 0,1 milligrammi per litro di sangue nel 98,6 per cento dei casi fra i bambini e gli adolescenti abitanti nell'area; nel 97,3 per cento dei casi questi livelli erano superiori perfino a quelli registrati nei fumatori (0,2 milligrammi) ma nessuno dei campionati lo era. Quanto al piombo, il livello del piombo in bambini e adolescenti superava il limite accettabile di 10 milligrammi per litro di sangue nel 66,2 per cento dei casi.
Come sottolinea il rapporto La Oroya Cannot Wait, pubblicato dall'Associazione interamericana per la difesa ambientale (Aida) e dalla Società peruviana per il diritto ambientale (Spda), elevate concentrazioni di cadmio nel sangue possono provocare danni e cancro ai polmoni, malattie renali, indebolimento delle ossa e del sistema immunitario, enfisema, bronchiti croniche e disturbi cardiaci. Il piombo colpisce il sistema nervoso e minaccia cervello e reni.
Ma la PlusPetrol Norte, aggrappandosi al fatto che secondo il rapporto governativo le concentrazioni di piombo nell'acqua non superano livelli accettabili,, nega ogni addebito a proposito delle concentrazioni di metalli pesanti nel sangue. Lo studio, però, precisava che a causa di problemi metodologici, non era in grado di effettuare analisi precise sui livelli nel fiume di altri metalli pesanti come cadmio e rame.
Nel 2004 la PlusPetrol Norte, che in quell'anno ha prodotto il 54% del petrolio peruviano, è stata acquisita al 45% dal gigante petrolifero statale National Petroleum Corporation, il maggior produttore dell'Asia. Il rappresentante della compagnia ha detto all'Ips, dopo aver al solito ribadito che la compagnia aderisce con serietà ai limiti di legge, che non si può concludere che gli elevati livelli di metalli pesanti nel sangue siano dovuti alla contaminazione del fiume da parte delle operazioni petrolifere. Ma l'associazione Racimos de Ungurahui che lavora per i diritti degli Achuar ha detto che per valutare in modo accurato i livelli di metalli pesanti nella giungla occorrerebbe un'analisi dei sedimenti, perché i metalli si depositano sul letto del fiume; e il Perù non ha finora stabilito i valori massimi di concentrazione di metalli pesanti, idrocarburi e altro nei sedimenti. C'è poi da valutare l'inquinamento delle paludi e dei laghi dove gli indigeni pescano; intanto gli animali tradizionalmente cacciati dagli Achuar hanno abbandonato l'area.
Dopo il rapporto del Ministero della Salute, l'Associazione interetnica per lo sviluppo dell'Amazzonia peruviana (Aidesep), un gruppo-ombrello di 47 federazioni indigene e sei organizzazioni regionali, ha chiesto sistemi di monitoraggio permanenti, la dichiarazione dello stato di emergenza nel bacino del Corrientes e la bonifica delle terre a carico dello stato e della PlusPetrol Norte, insieme alla messa in opera di tecnologie estrattive più pulite. Le proteste e le richieste sono arrivate al Congresso peruviano che le sta esaminando. E intanto, gli Achuar si preparano a cause legali, anche contro il governo, che accusano di inettitudine.
 
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