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SANITA, AMBIENTE
Cuba e il «caro» nemico numero due...
Marina Zenobio
2007.07.26
Il nemico numero due di Cuba, dopo gli Stati uniti, si chiama Aedes aegypti, nome scientifico della zanzara che costituisce il vettore del virus della dengue (o febbre spacca-ossa), il cui nome sembra abbia origine da una parola dell'arabo arcaico che significa «debolezza» e i cui sintomi sono febbre alta, vomito, dolori articolari, mal di testa, inappetenza e svenimenti.
Già l'anno scorso la dengue a Cuba ha provocato diverse vittime e nessuno sull'isola può dimenticare l'epidemia del 1981, quando circa 300 mila persone furono infettate e 158 morirono per aver contratto la forma più acuta della malattia, la dengue emorragica. Ora è di nuovo emergenza e per scongiurare il ripetersi della tragedia, Cuba ha lanciato un'offensiva spettacolare contro l'Aedes aegypti che, la seconda settimana di luglio, ha visto impegnati quasi due milioni di cubani in una guerra contro la pericolosa zanzara. Studenti, operai, membri dei Cdr (Comité de defensa de la Revolución) organizzati in «brigate» e, quando necessario, anche le Forze armate hanno imbracciato rumorosi affumicatori e perlustrato ogni angolo del paese dove, si presume, possano annidarsi i piccoli mostri alati. Parchi, corridoi di scolo dell'acqua lungo le strade, fognature, giardini pubblici e privati, vasche per lavare i panni sono i luoghi ideali per la riproduzione della Aedes aegypti, molto simile a quella che chiamano zanzara tigre e riconoscibile dalle righe bianche e nere del corpo e delle zampe.
Gli operatori («brigatisti») di questa campagna indossano maglie rosse con il disegno della zanzara, entrano nelle case, nei negozi, nei ristoranti e centri di lavoro e non esitano a ribaltare tutto se si sente il cattivo odore di acqua stagnante, luogo privilegiato dove la femmina della Aedes aegypti arriva a deporre anche 140 uova per volta. Le copiose piogge cadute su Cuba nell'ultimo mese non hanno certo migliorato la situazione.
Nelle situazioni più difficili e compromesse il ministero della salute ha autorizzato fumigazioni massicce per terra e aria, utilizzando camion, aeroplani ed elicotteri. L'insetticida utilizzato è il Bactivec, un larvicida biologico elaborato una ventina d'anni fa dall'azienda cubana Labiofam: è una formulazione liquida che contiene spore e cristalli del Bacillus thuringiensis, un batterio molto usato come insetticida naturale: distrugge velocemente le larve e non risulta nocivo per l'uomo, animali e piante. Solo sull'Avana e provincia sono già stati sparsi oltre 62 mila litri di Bactivec. I responsabili sanitari della campagna «igienizzazione e risanamento» hanno dichiarato di avere individuato e distrutto 1.320 focolai epidemici solo nel mese di giugno. Anche radio, giornali e tv fanno opera di prevenzione invitando i cittadini a eliminare le pozze d'acqua dove le zanzare possono deporre le uova.
Non che la dengue sia un esclusivo problema cubano: la malattia è molto diffusa nel Sudest asiatico dove, solo nel 2005 - secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) - sono stati registrati 179.312 casi, più della metà in Indonesia. E la sua diffusione è in aumento un po' in tutto il mondo. Non solo: con il cambiamento climatico e l'aumento della temperatura media, che favorisce l'espansione della zanzara in zone sempre più ampie, la dengue sta facendo la sua comparsa in regioni dell'America meridionale a cui era estranea, e non si può escludere che nel futuro prossimo si affacci nel meridione degli Stati uniti e in alcuni paesi del Mediterraneo, compresa l'Italia.
Secondo Lorenzo Savioli, infettivologo parassitologo e coordinatore del Dipartimento di controllo delle malattie tropicali dimenticate dell'Oms, Cuba resta il paese meglio attrezzato a combattere la malattia. È l'isola caraibica ad aver avuto i migliori risultati nella lotta contro la dengue e molte altre malattie infettive, incluso Aids e tubercolosi. E poi Cuba continua a rappresentare un grande esempio di sanità pubblica - forse non solo in America Latina.
Già l'anno scorso la dengue a Cuba ha provocato diverse vittime e nessuno sull'isola può dimenticare l'epidemia del 1981, quando circa 300 mila persone furono infettate e 158 morirono per aver contratto la forma più acuta della malattia, la dengue emorragica. Ora è di nuovo emergenza e per scongiurare il ripetersi della tragedia, Cuba ha lanciato un'offensiva spettacolare contro l'Aedes aegypti che, la seconda settimana di luglio, ha visto impegnati quasi due milioni di cubani in una guerra contro la pericolosa zanzara. Studenti, operai, membri dei Cdr (Comité de defensa de la Revolución) organizzati in «brigate» e, quando necessario, anche le Forze armate hanno imbracciato rumorosi affumicatori e perlustrato ogni angolo del paese dove, si presume, possano annidarsi i piccoli mostri alati. Parchi, corridoi di scolo dell'acqua lungo le strade, fognature, giardini pubblici e privati, vasche per lavare i panni sono i luoghi ideali per la riproduzione della Aedes aegypti, molto simile a quella che chiamano zanzara tigre e riconoscibile dalle righe bianche e nere del corpo e delle zampe.
Gli operatori («brigatisti») di questa campagna indossano maglie rosse con il disegno della zanzara, entrano nelle case, nei negozi, nei ristoranti e centri di lavoro e non esitano a ribaltare tutto se si sente il cattivo odore di acqua stagnante, luogo privilegiato dove la femmina della Aedes aegypti arriva a deporre anche 140 uova per volta. Le copiose piogge cadute su Cuba nell'ultimo mese non hanno certo migliorato la situazione.
Nelle situazioni più difficili e compromesse il ministero della salute ha autorizzato fumigazioni massicce per terra e aria, utilizzando camion, aeroplani ed elicotteri. L'insetticida utilizzato è il Bactivec, un larvicida biologico elaborato una ventina d'anni fa dall'azienda cubana Labiofam: è una formulazione liquida che contiene spore e cristalli del Bacillus thuringiensis, un batterio molto usato come insetticida naturale: distrugge velocemente le larve e non risulta nocivo per l'uomo, animali e piante. Solo sull'Avana e provincia sono già stati sparsi oltre 62 mila litri di Bactivec. I responsabili sanitari della campagna «igienizzazione e risanamento» hanno dichiarato di avere individuato e distrutto 1.320 focolai epidemici solo nel mese di giugno. Anche radio, giornali e tv fanno opera di prevenzione invitando i cittadini a eliminare le pozze d'acqua dove le zanzare possono deporre le uova.
Non che la dengue sia un esclusivo problema cubano: la malattia è molto diffusa nel Sudest asiatico dove, solo nel 2005 - secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) - sono stati registrati 179.312 casi, più della metà in Indonesia. E la sua diffusione è in aumento un po' in tutto il mondo. Non solo: con il cambiamento climatico e l'aumento della temperatura media, che favorisce l'espansione della zanzara in zone sempre più ampie, la dengue sta facendo la sua comparsa in regioni dell'America meridionale a cui era estranea, e non si può escludere che nel futuro prossimo si affacci nel meridione degli Stati uniti e in alcuni paesi del Mediterraneo, compresa l'Italia.
Secondo Lorenzo Savioli, infettivologo parassitologo e coordinatore del Dipartimento di controllo delle malattie tropicali dimenticate dell'Oms, Cuba resta il paese meglio attrezzato a combattere la malattia. È l'isola caraibica ad aver avuto i migliori risultati nella lotta contro la dengue e molte altre malattie infettive, incluso Aids e tubercolosi. E poi Cuba continua a rappresentare un grande esempio di sanità pubblica - forse non solo in America Latina.




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