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ETNIE, SOLIDARIETA, AMBIENTE
Libri usati a 1 euro e comunità quilombolas
2008.01.19
Le quilombolas sono comunità di discendenti degli schiavi africani deportati in Brasile secoli fa e che continuano a mantenere un forte vincolo con le origini e il passato. Nel quilombo, comunità autonoma, si riunivano schiavi fuggiti dalle piantagioni (il Brasile fu l'ultimo stato al mondo ad abolire la schiavitù). Nascoste nelle foreste o sulle montagne, le comunità si dedicavano all'economia di sussistenza e talvolta al commercio. La maggior parte ebbe un'esistenza limitata nel tempo: una volta scoperti, i resistenti erano repressi con inaudita violenza. Molti quilombos tuttavia sopravvissero all'abolizione ufficiale della schiavitù, il 13 maggio 1888, e continuano ad esistere fino a oggi grazie al loro isolamento, lottando per l'uso della terra, la libertà, il diritto di cittadinanza e di uguaglianza, il mantenimento della propria identità culturale.
Alcune comunità sono tuttora sotto attacco. Le terre sulle quali sono insediate, e che la Costituzione assegna loro, sono oggetto di appetiti economici plurimi. Così, nell'agosto 2007 diverse comunità quilombolas dello stato di Espírito Santo sono state nuovamente cacciate dai loro territori dalla produttrice di cellulosa Aracruz Celulosa che dissemina nel paese le piantagioni di eucalipti, in buona parte destinati all'export. Dopo venti giorni di occupazione delle terre, un reparto speciale della polizia militare ha cacciato le famiglie accampate a Linharinho.
Ci sono poi comunità di afrodiscendenti che vivono in regioni inospitali, come la Tapuio, duecento persone abitanti nel Sud-Est del Piauì, il cuore della siccità del sertão. Tapuio ancora oggi continua a essere una comunità resistente, che porta avanti a fatica uno stretto legame con una terra difficile, arida e conflittuale, ma anche ricca di storie e di saperi ancestrali portati dall'Africa. Le donne della comunità hanno saputo organizzarsi e creare spazi aggregativi e lavorativi che evitassero l'esodo rurale e la paralisi sociale, sotto il nome di Grupo de mulheres quilombolas. Insieme hanno ad esempio recuperato l'antica tecnica per estrarre siero di aroeira (pianta anacardiacea tipica della zona) dalla corteccia della pianta senza danneggiarla. Questo ingrediente, trasformato in olio essenziale, è la materia prima con cui vengono prodotte delle saponette profumate dalle molteplici proprietà benefiche, che hanno iniziato a circolare e ad essere vendute nella zona.
E qui viene la seconda parte della storia. La parte italiana, che ha le stesse caratteristiche di solidarietà, ecologia e impegno culturale. A Cernusco sul Naviglio (Mi) l'associazione Operazione Chacoeira de Pedras, attiva dal 2001 anche in progetti come «la rivoluzione in bicicletta», l'autoproduzione, la decrescita, ha trovato un modo originale e coerente per sostenere anche i progetti delle donne quilombolas, come quelli di gruppi di donne in asentamentos del Movimento Sem terra, sempre nel Piauì nordestino. L'idea è: vendita di libri usati a prezzo popolare, 1 euro. Cultura accessibile a tutti, e riuso e solidarietà in una volta. Ogni sabato nella piazza della città allestiscono una lunga bancarella di circa 20 metri, con i libri sistemati nelle varie cassette della frutta, anch'esse riciclate, un po' di musica. Vendono ogni volta centinaia di libri, salvandoli dal macero. Negli anni è stata costruita una rete, rifornita da singoli, biblioteche, editori illuminati che permettono di entrare nei magazzini delle rese e del macero («il mondo dei libri e dei gadget produce tanta di quella spazzatura inutile per illogiche leggi di mercato»). La scelta, anche di dvd e dischi, è ormai enorme. E, dicono quelli dell'associazione, il sabato dei libri a un euro è un momento fondamentale non solo dal punto di vista economico, ma anche da quello relazionale e culturale, in un clima surreale da biblioteca all'aperto, con tante persone che aspettanto ogni sabato le novità e solitudini che anche così si riempiono un po'.
N.b.: Due anni fa il ricavato di un sabato è andato a sostegno del manifesto...
 
Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan  Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
 
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Le «maschiette»
di Riyad
Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).

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