terra terra
AMBIENTE, COMMERCIO
Pannolini con tutte le virtù
Marinella Correggia
2008.03.18
Qualche tempo fa gli ecologisti inglesi proposero al governo di regalare a ogni neonato un kit di pannolini lavabili per evitare gli usa e getta, con sommo vantaggio per l'ambiente e la collettività (ne riferimmo in terra terra il 26 maggio 2004). Per fortuna l'idea si sta facendo strada, a livello locale, anche nell'Italia dei rifiuti che continuano ad aumentare.
I 2,2 miliardi all'anno di pannolini usati e gettati nel nostro paese ogni anno richiedono 600.000 tonnellate di pasta di legno e un gran dispendio di energia, acqua, sostanze chimiche e materie plastiche. E diventano poi il 4 per cento dei rifiuti solidi urbani; una tonnellata per ogni bambino, nei suoi primi tre anni di vita. Non riciclabili, si degradano in centinaia di anni e in discarica sono possibile veicolo di agenti patogeni. Oltretutto sono costosi: per le famiglie che spendono nei tre famosi anni fino a 2.000 euro, e per la collettività che si sobbarca gli oneri di smaltimento.
Si dirà: comodi però, molto più comodi degli antichi ciripà lavabili di stoffa. Ma c'è una versione aggiornata, «rivoluzionaria» dei ciripà che ha nettissimi vantaggi ecologici, economici, perfino sanitari. Abbatte il consumo di risorse e la produzione di rifiuti, riduce il costo sui tre anni (dai 2.000 euro degli usa e getta a 350-400 del kit di pannolini riusabili), è più sana per la pelle del bambino, e risparmia perfino acqua. E invece che da multinazionali, può essere prodotta da piccole aziende locali. Benvenuti, ecopannolini: una mutandina di cotone alla quale si applicano uno o due inserti, ed è la parte che va in lavatrice; all'interno si inserisce ogni volta un sottile velo raccogli popò destinato al wc.
Il Comune di Reggio Emilia ha condotto con successo una sperimentazione con un campione difficile: le famiglie numerose da tre a otto figli. Pinuccia Montanari, assessore all'Ambiente del Comune, spiega: «Volevamo essere sicuri che il sistema, oltre a far risparmiare per ogni bambino fino a 1.500 euro alla famiglia e rifiuti alla collettività, non significasse un sacrificio di tempo, una scomodità. Nascono in media nel Comune di Reggio 1.700 bambini all'anno.
Se tutti passassero ai lavabili sarebbero 2.500 tonnellate di spazzatura non riciclabile in meno: 200.000 euro risparmiati nello smaltimento. Così, nel 2008 il Comune intende incentivare la diffusione degli ecopannolini contribuendo a una parte del costo totale del kit». La sperimentazione è iniziata anche nel sistema degli asili nido di Reggio, noti in tutto il mondo. Comune di Dro, provincia di Trento, non lontano dall'Austria, dove gli ecopannolini sono assai prodotti e usati.
Degli attuali centoventi pupi fra zero e tre anni che crescono nella bella valle, ormai il 30 per cento indossa gli ecopannolini. Spiega l'assessore Alberto Sommadossi: «Abbiamo chiesto alle mamme in gravidanza un'ora di attenzione per illustrare loro questa possibilità. In una prima fase regalavamo un kit completo a tutti i neonati, adesso contribuiamo al 50 per cento della spesa totale: 200 euro, che sono poi quelli che il comune spenderebbe per smaltire i pannolini usa e getta di un singolo bambino. Molte mamme sono entusiaste e motivate perché questo comportamento ecologicamente virtuoso è anche facile da gestire, sano per il bambino, fa risparmiare molto, contribuisce a un'educazione naturale».
Maserada (Tv), premio comune riciclone 2006, vende direttamente con ipersconto del 70 per cento i pannolini che acquista all'ingrosso da un produttore. Ormai i comuni che incentivano o almeno informano sugli ecopannolini sono numerosi e da imitare.
Secondo il sito dei Comuni virtuosi e lo sportello Ecoidea della provincia di Ferrara, offrono incentivi e informazione Nove, Rosà e Tezze sul Brenta (Vi), Torre Boldone (Bg), Acquanegra cremonese (Cr), in Val di Fiemme Capriana, Carano, Catsello-Molina di Fiemme, Cavalese, Panchià, Tesero, Varena e sempre nel Trentino Mezzocorona, Giovo, Mezzolombardo.
I 2,2 miliardi all'anno di pannolini usati e gettati nel nostro paese ogni anno richiedono 600.000 tonnellate di pasta di legno e un gran dispendio di energia, acqua, sostanze chimiche e materie plastiche. E diventano poi il 4 per cento dei rifiuti solidi urbani; una tonnellata per ogni bambino, nei suoi primi tre anni di vita. Non riciclabili, si degradano in centinaia di anni e in discarica sono possibile veicolo di agenti patogeni. Oltretutto sono costosi: per le famiglie che spendono nei tre famosi anni fino a 2.000 euro, e per la collettività che si sobbarca gli oneri di smaltimento.
Si dirà: comodi però, molto più comodi degli antichi ciripà lavabili di stoffa. Ma c'è una versione aggiornata, «rivoluzionaria» dei ciripà che ha nettissimi vantaggi ecologici, economici, perfino sanitari. Abbatte il consumo di risorse e la produzione di rifiuti, riduce il costo sui tre anni (dai 2.000 euro degli usa e getta a 350-400 del kit di pannolini riusabili), è più sana per la pelle del bambino, e risparmia perfino acqua. E invece che da multinazionali, può essere prodotta da piccole aziende locali. Benvenuti, ecopannolini: una mutandina di cotone alla quale si applicano uno o due inserti, ed è la parte che va in lavatrice; all'interno si inserisce ogni volta un sottile velo raccogli popò destinato al wc.
Il Comune di Reggio Emilia ha condotto con successo una sperimentazione con un campione difficile: le famiglie numerose da tre a otto figli. Pinuccia Montanari, assessore all'Ambiente del Comune, spiega: «Volevamo essere sicuri che il sistema, oltre a far risparmiare per ogni bambino fino a 1.500 euro alla famiglia e rifiuti alla collettività, non significasse un sacrificio di tempo, una scomodità. Nascono in media nel Comune di Reggio 1.700 bambini all'anno.
Se tutti passassero ai lavabili sarebbero 2.500 tonnellate di spazzatura non riciclabile in meno: 200.000 euro risparmiati nello smaltimento. Così, nel 2008 il Comune intende incentivare la diffusione degli ecopannolini contribuendo a una parte del costo totale del kit». La sperimentazione è iniziata anche nel sistema degli asili nido di Reggio, noti in tutto il mondo. Comune di Dro, provincia di Trento, non lontano dall'Austria, dove gli ecopannolini sono assai prodotti e usati.
Degli attuali centoventi pupi fra zero e tre anni che crescono nella bella valle, ormai il 30 per cento indossa gli ecopannolini. Spiega l'assessore Alberto Sommadossi: «Abbiamo chiesto alle mamme in gravidanza un'ora di attenzione per illustrare loro questa possibilità. In una prima fase regalavamo un kit completo a tutti i neonati, adesso contribuiamo al 50 per cento della spesa totale: 200 euro, che sono poi quelli che il comune spenderebbe per smaltire i pannolini usa e getta di un singolo bambino. Molte mamme sono entusiaste e motivate perché questo comportamento ecologicamente virtuoso è anche facile da gestire, sano per il bambino, fa risparmiare molto, contribuisce a un'educazione naturale».
Maserada (Tv), premio comune riciclone 2006, vende direttamente con ipersconto del 70 per cento i pannolini che acquista all'ingrosso da un produttore. Ormai i comuni che incentivano o almeno informano sugli ecopannolini sono numerosi e da imitare.
Secondo il sito dei Comuni virtuosi e lo sportello Ecoidea della provincia di Ferrara, offrono incentivi e informazione Nove, Rosà e Tezze sul Brenta (Vi), Torre Boldone (Bg), Acquanegra cremonese (Cr), in Val di Fiemme Capriana, Carano, Catsello-Molina di Fiemme, Cavalese, Panchià, Tesero, Varena e sempre nel Trentino Mezzocorona, Giovo, Mezzolombardo.





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