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AMBIENTE, ETNIE, TURISMO
I garifunas e l'ecoturismo
Fulvio Gioanetto
2009.06.04
E' scoppiata un'aspra polemica fra i gruppi ambientalisti Nature Conservancy e la Fundacion Cayos Cohinos e la popolazione indigena black Garifunas della costa atlantica dell'Honduras. In questo paradiso dei Caraibi centroamericani costituto da due piccole isole e da tredici barriere corralline, di proprietá dell'impresa Avina, è una da generazioni la popolazione locale sopravvive con la pesca artigianale. Una decina di giorni fa, in pompa magna e con il dichiarato obiettivo di proteggere le barriere coralline di Los cayos, le due fondazioni ambientaliste hanno annunciato che la popolazione indigena aveva esaminato e approvato un progetto di ecoturismo.
In realtà i Garifunas di Chachauate e Nueva Armenia denunciano, in un comunicato, di non essere stati informati di questo progetto che cambierà profondamente l'economia locale e che, dicono, comprometterà sia la base della loro parca alimentazione, sia anche l'ambiente delle isole del loro territorio ancestrale. Il progetto prevede di proibire totalmente la pesca artigianale dei Garifunas nella loro zona di pesca artigianale. Alla base del progetto c´é «un pretesto ambientalista da parte di questi investitori verdi statunitensi», dichiara il rappresentante garifuna O. Batiz: «Si basano sull'idea che i nostri sistemi di pesca artigianale danneggiano l'ecosistema marino dei coralli, dimenticando che sono generazioni che viviamo in armonia con l'oceano e le sue risorse marine. Questa visione mercantilista di sfruttamento del nostro patrimonio ambientale dimentica gli effetti del cambiamento climatico, dell'acidificazione oeanica e della sedimentazione che provoca lo sbiancamento dei coralli nelle barriere. E cosa provocherebbe l'arrivo di turisti nella zona?».
Uno studio realizzato dall'antropologa Keri Brodo nel 2007 confermava le gravi conseguenze ambientali e sociali di un progetto simile («Diritti territoriali del Popolo Garifunas e lo sviluppo ecoturistico»: citando ad esempio i danni provocati dalla spedizione Wallacea nel 2005, quando un gruppo di studenti di biologia inglesi si installò per un paio di settimane nell'arcipelago causando «un impatto similare a quello di una tormenta tropicale, perché il numero degli studenti aveva superato la capacità di carico umano delle isole».
Poi c'è l'esempio del delta del fiume Papaloteca, già compromesso dalla deforestazione delle mangrovie oltre che dalla crescente eutrofizzazione provocata dalle enorme quantitá di terra, sedimenti di fango e residui di agrochimici che trasportano i fiumi Papaloteca e Aguan.
In Honduras la seconda entrata economica è il turismo, in particolare l'ecoturismo, con il quale il governo pretendeva creare 70.000 nuovi posti di lavoro. Tra i pacchetti proposti dai tour operators c'è appunto l'incontro con le «culture vive Maya e indigene». Come la cultura Garifunas, costituita da discendenti delle popolazioni di schiavi negri che si mescolarono con le popolazioni indigene locali Arawak, poi esiliati sulle coste tra Honduras, Nicaragua e Belize nel 1797, dopo la loro sconfitta da parte dei britannici.
Ora le comunità Garifunas chiedono di essere consultate, che si presenti alle comunità un reale progetto di impatto ambientale di Cayo Cochinos, si controllino le attivitá di queste fondazioni conservazioniste e si crei un tavolo di mediazione. Saranno considerate dal governo le richieste di queste piccole comunità di pescatori indigeni?
In realtà i Garifunas di Chachauate e Nueva Armenia denunciano, in un comunicato, di non essere stati informati di questo progetto che cambierà profondamente l'economia locale e che, dicono, comprometterà sia la base della loro parca alimentazione, sia anche l'ambiente delle isole del loro territorio ancestrale. Il progetto prevede di proibire totalmente la pesca artigianale dei Garifunas nella loro zona di pesca artigianale. Alla base del progetto c´é «un pretesto ambientalista da parte di questi investitori verdi statunitensi», dichiara il rappresentante garifuna O. Batiz: «Si basano sull'idea che i nostri sistemi di pesca artigianale danneggiano l'ecosistema marino dei coralli, dimenticando che sono generazioni che viviamo in armonia con l'oceano e le sue risorse marine. Questa visione mercantilista di sfruttamento del nostro patrimonio ambientale dimentica gli effetti del cambiamento climatico, dell'acidificazione oeanica e della sedimentazione che provoca lo sbiancamento dei coralli nelle barriere. E cosa provocherebbe l'arrivo di turisti nella zona?».
Uno studio realizzato dall'antropologa Keri Brodo nel 2007 confermava le gravi conseguenze ambientali e sociali di un progetto simile («Diritti territoriali del Popolo Garifunas e lo sviluppo ecoturistico»: citando ad esempio i danni provocati dalla spedizione Wallacea nel 2005, quando un gruppo di studenti di biologia inglesi si installò per un paio di settimane nell'arcipelago causando «un impatto similare a quello di una tormenta tropicale, perché il numero degli studenti aveva superato la capacità di carico umano delle isole».
Poi c'è l'esempio del delta del fiume Papaloteca, già compromesso dalla deforestazione delle mangrovie oltre che dalla crescente eutrofizzazione provocata dalle enorme quantitá di terra, sedimenti di fango e residui di agrochimici che trasportano i fiumi Papaloteca e Aguan.
In Honduras la seconda entrata economica è il turismo, in particolare l'ecoturismo, con il quale il governo pretendeva creare 70.000 nuovi posti di lavoro. Tra i pacchetti proposti dai tour operators c'è appunto l'incontro con le «culture vive Maya e indigene». Come la cultura Garifunas, costituita da discendenti delle popolazioni di schiavi negri che si mescolarono con le popolazioni indigene locali Arawak, poi esiliati sulle coste tra Honduras, Nicaragua e Belize nel 1797, dopo la loro sconfitta da parte dei britannici.
Ora le comunità Garifunas chiedono di essere consultate, che si presenti alle comunità un reale progetto di impatto ambientale di Cayo Cochinos, si controllino le attivitá di queste fondazioni conservazioniste e si crei un tavolo di mediazione. Saranno considerate dal governo le richieste di queste piccole comunità di pescatori indigeni?





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