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ENERGIA, AMBIENTE
I venti del deserto
Marina Zenobio
2009.10.09
Nel 2005 l'Autorità egiziana per le energie alternative e rinnovabili (Nrea), ha pubblicato una mappa dei venti locali (Wind Atlas for Egypt) alcuni dei quali, come quelli che soffiano sulle pianure costiere del Mar Rosso tra Suez e Hurghada, arrivano ad una velocità di 9 metri al secondo (comparabili ai venti del Mare del Nord), o come il ghibli che sull'Alta valle del Nilo può soffiare fino a 7 metri al secondo. Così veloci che, se sfruttati a dovere per la produzione di energia eolica, entro il 2020 l'Egitto potrebbero ricavarne circa il 12% della produzione totale di elettricità (7.200 megawatt). Così - considerando che il consumo di elettricità cresce annualmente dell'8% e l'esaurimento delle riserve mondiali di combustibili fossili è previsto entro 30-50 anni -, anche il paese più popolato del mondo arabo, che per soddisfare l'85% del suo fabbisogno energetico utilizza gas e petrolio, inizia a pensare all'alternativa eolica. A dire il vero qualcosa è già stato fatto, stando alle dichiarazioni rilasciate a Ips da Fathy Mohammad (vicepresidente Nrea), secondo cui alcuni parchi eolici già esistono ed hanno un potenza totale di 400 megawatt e che dovrebbero aumentare a 600 entro il primo semestre dell'anno prossimo. Ma il progetto è molto più ambizioso visto che il governo egiziano ha identificato oltre 8 mila kmq (più o meno la superficie di Porto Rico) da destinare alla costruzione di parchi eolici con il contributo finanziario di imprese tedesche, danesi, spagnole e giapponesi. La strategia complessiva del Nrea prevede la costruzione di parchi eolici, ognuno di circa 150 kmq, a Zafarana (Golfo di Suez) con una potenza produttiva di 600 megawat, e un altro in fase di costruzione più a sud, a Gebel El-Zeit, con una potenza produttiva di 720 megawatt. Tre le due località c'è poi una ventilata striscia di costa di 1300 kmq da cui si pensa di generare 6000 megawatt. Infine 6500 kmq dell'Alta Valle del Nilo è stata suddivisa in tre parti, in ognuna delle quali verrà installanti generatori eolici. Sempre in linea con il piano del governo di aumentare l'uso di energia rinnovabile, nel 2008 l'impresa egiziana El Sewedy ha creato una sussidiata, El Sewedy Wind Energy Group (Sweg), specializzata in costruzioni di torri e turbine eoliche, non prima però di aver acquistando anche il 30% delle azioni dell'impresa spagnola M.Torre Olvega. E sarà la Sweg, un'impresa locale, a fornire la tecnologia necessaria alla costruzione dei parchi eolici in Egitto.
Ma il percorso di questo ambizioso piano non è privo di ostacoli. A partire dalla politica energetica egiziana che ha basato il suo sviluppo di distribuzione dei rifornimenti necessari, sia per case residenziali che per le industrie, esclusivamente su energia da combustibili fossili; e poi in Egitto il gas e i derivati del petrolio hanno i prezzi tra i più bassi del mondo, considerazione non secondaria quando si fanno i conti su quanto può costare in questo caso un'alternativa pulita. Ma ciò accade un po' ovunque e l'unico modo per superare l'ostacolo è quello di offrire incentivi (come accade soprattutto in Germania e Danimarca) a chi sceglie di cambiare. Per ora il parlamento egiziano sta studiando un progetto di legge per ridurre, progressivamente, i sussidi per gas e petrolio; ma non per incentivare la produzione e l'utilizzo di energie alternative. Anche se il Nrea pensa positivo, che si arriverà anche agli incentivi in questo in senso, perché il progetto di generare 7200 megawatt di energia dall'eolico permetterà all'Egitto - in linea con il protocollo di Kyoto - di ridurre le emissioni di gas serra di 17 mila milioni di tonnellate.
Ma il percorso di questo ambizioso piano non è privo di ostacoli. A partire dalla politica energetica egiziana che ha basato il suo sviluppo di distribuzione dei rifornimenti necessari, sia per case residenziali che per le industrie, esclusivamente su energia da combustibili fossili; e poi in Egitto il gas e i derivati del petrolio hanno i prezzi tra i più bassi del mondo, considerazione non secondaria quando si fanno i conti su quanto può costare in questo caso un'alternativa pulita. Ma ciò accade un po' ovunque e l'unico modo per superare l'ostacolo è quello di offrire incentivi (come accade soprattutto in Germania e Danimarca) a chi sceglie di cambiare. Per ora il parlamento egiziano sta studiando un progetto di legge per ridurre, progressivamente, i sussidi per gas e petrolio; ma non per incentivare la produzione e l'utilizzo di energie alternative. Anche se il Nrea pensa positivo, che si arriverà anche agli incentivi in questo in senso, perché il progetto di generare 7200 megawatt di energia dall'eolico permetterà all'Egitto - in linea con il protocollo di Kyoto - di ridurre le emissioni di gas serra di 17 mila milioni di tonnellate.





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