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ALIMENTAZIONE, SVILUPPO
L'arma della fame
2009.11.18
Il Forum parallelo sulla sovranità alimentare, che ha riunito a Roma nei giorni scorsi oltre 600 rappresentanti di movimenti contadini e sociali, società civile e Ong, si è concluso con una «dichiarazione» che stamane sarà letta al Vertice Onu sulla «sicurezza alimentare», alla Fao. Eccone alcuni stralci.
«Siamo determinati a esigere la sovranità alimentare, soluzione reale alla tragedia della fame nel mondo. Sovranità alimentare significa trasformare l'attuale sistema per assicurare che chi produce il cibo abbia un accesso equo al cibo stesso, e al controllo sulla terra, l'acqua, i semi, la biodiversità agricola, le risorse ittiche. I governi devono rispettare, proteggere e assicurare il diritto al cibo come accesso a un'alimentazione adeguata, accessibile, e culturalmente appropriata. (...) Il cibo non può essere usato come arma politica.
Agroecologia
Il nostro sistema di coltivazione ecologica è quello che nutre il 70% delle persone del pianeta, rurali e urbane. Le nostre pratiche offrono cibo alle persone, non profitti alle imprese. Cibo sano e locale. L'agricoltura contadina ha capacità di resistere e adattarsi ai cambi climatici. Tuttavia insistiamo perché cibo e agricoltura siano tenuti fuori dal commercio del carbonio. Inoltre difenderemo e svilupperemo la nostra biodiversità agricola contro la mercificazione della natura, del cibo e della conoscenza, favorite dalle «nuove rivoluzioni verdi». Chiediamo una moratoria globale sugli Ogm. Rafforzeremo le nostre reti urbane-rurali. Reclameremo il linguaggio del cibo sottolineando l'aspetto nutrizionale e la diversità nei modelli alimentari, escludendo la carne fornita dai sistemi industriali.
Poteri decisionali
Il rinnovato Comitato per la Sicurezza alimentare (Cfs), come organismo politico inclusivo su cibo e agricoltura all'interno del sistema Onu, deve assumere come principi guida la sovranità alimentare e il diritto al cibo. Chiediamo che il Comitato sulla sicurezza alimentare diventi "Comitato per la sovranità alimentare". Questo Forum della società civile ha giocato un ruolo importante nel processo di riforma del Cfs, aprendo uno spazio critico che intende ora occupare appieno.
Controllo sulle risorse
L'accaparramento delle terre deve finire. Imprese e governi colludono in queste pratiche allarmanti. Chiediamo ai governi e alla Fao che, invece di accettare investimenti agricoli su larga scala, mettano in essere i cambiamenti strutturali indicati dalla Conferenza internazionale su riforma agraria e sviluppo rurale (Icarrd) e dalla Dichiarazione Onu sui diritti dei popoli indigeni. Chiediamo riforme agrarie globali. L'accesso all'acqua è un diritto umano. L'acqua deve rimanere un "bene comune" non assoggettato a meccanismi di mercato. Occorre riconoscere i diritti collettivi delle comunità di piccoli pescatori sulle risorse acquatiche. I diritti dei popoli indigeni comprendono la natura come essere vivente essenziale alla loro identità e cultura. La Fao deve riconoscere i diritti territoriali dei popoli indigeni e assicurare la loro partecipazione alle decisioni sulle risorse. Respingiamo i diritti di proprietà intellettuale sulle risorse viventi, inclusi semi, piante e animali.
Impegni della società civile
Ci impegniamo ad aumentare il nostro livello di organizzazione, costruire e rafforzare alleanze e solidarietà per difendere la nostra sovranità alimentare. Le partecipanti al Forum partendo dalla sistematica oppressione delle donne nei processi di globalizzazione agricola, intensificati dal patriarcato, si impegnano a raggiungere l'eguaglianza nella rappresentanza e nei processi decisionali. I giovani sono la chiave dello sviluppo e dell'applicazione di politiche agricole socialmente ed ecologicamente sostenibili. Tutti gli organismi decisionali devono assicurare la loro partecipazione».
«Siamo determinati a esigere la sovranità alimentare, soluzione reale alla tragedia della fame nel mondo. Sovranità alimentare significa trasformare l'attuale sistema per assicurare che chi produce il cibo abbia un accesso equo al cibo stesso, e al controllo sulla terra, l'acqua, i semi, la biodiversità agricola, le risorse ittiche. I governi devono rispettare, proteggere e assicurare il diritto al cibo come accesso a un'alimentazione adeguata, accessibile, e culturalmente appropriata. (...) Il cibo non può essere usato come arma politica.
Agroecologia
Il nostro sistema di coltivazione ecologica è quello che nutre il 70% delle persone del pianeta, rurali e urbane. Le nostre pratiche offrono cibo alle persone, non profitti alle imprese. Cibo sano e locale. L'agricoltura contadina ha capacità di resistere e adattarsi ai cambi climatici. Tuttavia insistiamo perché cibo e agricoltura siano tenuti fuori dal commercio del carbonio. Inoltre difenderemo e svilupperemo la nostra biodiversità agricola contro la mercificazione della natura, del cibo e della conoscenza, favorite dalle «nuove rivoluzioni verdi». Chiediamo una moratoria globale sugli Ogm. Rafforzeremo le nostre reti urbane-rurali. Reclameremo il linguaggio del cibo sottolineando l'aspetto nutrizionale e la diversità nei modelli alimentari, escludendo la carne fornita dai sistemi industriali.
Poteri decisionali
Il rinnovato Comitato per la Sicurezza alimentare (Cfs), come organismo politico inclusivo su cibo e agricoltura all'interno del sistema Onu, deve assumere come principi guida la sovranità alimentare e il diritto al cibo. Chiediamo che il Comitato sulla sicurezza alimentare diventi "Comitato per la sovranità alimentare". Questo Forum della società civile ha giocato un ruolo importante nel processo di riforma del Cfs, aprendo uno spazio critico che intende ora occupare appieno.
Controllo sulle risorse
L'accaparramento delle terre deve finire. Imprese e governi colludono in queste pratiche allarmanti. Chiediamo ai governi e alla Fao che, invece di accettare investimenti agricoli su larga scala, mettano in essere i cambiamenti strutturali indicati dalla Conferenza internazionale su riforma agraria e sviluppo rurale (Icarrd) e dalla Dichiarazione Onu sui diritti dei popoli indigeni. Chiediamo riforme agrarie globali. L'accesso all'acqua è un diritto umano. L'acqua deve rimanere un "bene comune" non assoggettato a meccanismi di mercato. Occorre riconoscere i diritti collettivi delle comunità di piccoli pescatori sulle risorse acquatiche. I diritti dei popoli indigeni comprendono la natura come essere vivente essenziale alla loro identità e cultura. La Fao deve riconoscere i diritti territoriali dei popoli indigeni e assicurare la loro partecipazione alle decisioni sulle risorse. Respingiamo i diritti di proprietà intellettuale sulle risorse viventi, inclusi semi, piante e animali.
Impegni della società civile
Ci impegniamo ad aumentare il nostro livello di organizzazione, costruire e rafforzare alleanze e solidarietà per difendere la nostra sovranità alimentare. Le partecipanti al Forum partendo dalla sistematica oppressione delle donne nei processi di globalizzazione agricola, intensificati dal patriarcato, si impegnano a raggiungere l'eguaglianza nella rappresentanza e nei processi decisionali. I giovani sono la chiave dello sviluppo e dell'applicazione di politiche agricole socialmente ed ecologicamente sostenibili. Tutti gli organismi decisionali devono assicurare la loro partecipazione».




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