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ETNIE, PETROLIO
Occidental in tribunale
Marina Forti
2010.12.11
La tribù Achuar dell'Amazzonia peruviana contro Occidental petroleum, una delle grandi compagnie petrolifere degli Stati uniti. Un match diseguale, eppure si giocherà: e il teatro sarà un tribunale federale di Los Angeles, dove la multinazionale ha sede. Così ha deciso qualche giorno fa la Corte d'Appello degli Stati uniti, che ha ritenuto ammissibile la causa presentata dalla popolazione indigena amazzonica, che cita in giudizio la compagnia petrolifera accusandola di violazioni dei diritti umani e contaminazione ambientale. Una prima sentenza (di un tribunale distrettuale) aveva respinto il caso, argomentando che era di competenza della giustizia peruviana. In appello, il colpo di scena: Oxy dovrà sottoporsi a giudizio negli Usa. «E' una grande vittoria per i diritti della popolazione indigena», ha commentato Marco Simons, direttore legale dell'organizzazione EarthRights International - gruppo di attivisti e avvocati ambientalisti che ha una solida esperienza di cause simili: «Oxy affronterà la giustizia nelle corti federali, invece che in un sistema legale peruviano che non ha mai risarcito le popolazioni indigene per la contaminazione ambientale».
I querelanti sono 25 membri del gruppo nativo Achuar, che vive lungo il fiume Corrientes, affluente del rio delle amazzoni nel Perù settentrionale, sostenuti dalla rete californiana Amazon Watch: accusano Occidental Peruana, sussidiaria indiretta della casa madre statunitense, di averli danneggiati con le loro operazioni di prospezioni petrolifere. Accusano occidental petroleum di aver disperso consapevolmente una media quotidiana di 850mila barili di reflui liquidi piene di sostanze tossiche nei corsi d'acqua e nella foresta - e di averlo fatto per trent'anni, una contaminazione prolungata che ha devastato la vita dell'intera comunità. Documentano anche piogge acide dovute al «gas flaring», la pratica di far bruciare il gas che esce dai pozzi insieme al petrolio. Aggiungono che la compagnia ha impropriamente immagazzinato tonnellate di rifiuti tossici in pozzi non protetti da perdite. Tutto questo, sostengono i querelanti, ha provocato un diffuco avvelenamento da cadmio e piombo, con effetti devastanti per la salute degli abitanti - oltre che per l'ambiente, la pesca, l'agricoltura. «Gli Achuar continuano a soffrire il devastante impatto sanitario causato dalle pratiche di Oxy, che erano illegali negli Stati uniti nel momento in cui operava in Perù», ha commentato Atossa Soltani, direttore di Amazon Watch: «Aver ammesso questa causa significa che gli Achuar finalmente potranno accedere a un tribunale statunitense e segna la fine di un'era in cui le compagnie petrolifere possono distruggere le comunità native e il loro ambiente nell'impunità».
Il caso Achiar - registrato come «Maynas Carijano versus Occidental petroleum», era stato presentato nel maggio 2007 presso il tribunale del distretto centrale della California: sono stati necessari oltre tre anni dunque solo per ottenere (in un appello) che la causa fosse ammessa. A sostegno, i querelanti hanno prodotto una mole di dati - a partire dal rapporto «A legacy of harm» (Un'eredità di danno), redatto nel 2007 da EarthRights international, Amazon Watch, e dall'organizzazione non profit di avvocati peruviano Racimos de Ungurahui: vi documentavano come dispersioni di greggio e lo scarico selvaggio di rifiuti tossici - mai ripuliti - ha dovastato il rio Corrientes.
I querelanti sono 25 membri del gruppo nativo Achuar, che vive lungo il fiume Corrientes, affluente del rio delle amazzoni nel Perù settentrionale, sostenuti dalla rete californiana Amazon Watch: accusano Occidental Peruana, sussidiaria indiretta della casa madre statunitense, di averli danneggiati con le loro operazioni di prospezioni petrolifere. Accusano occidental petroleum di aver disperso consapevolmente una media quotidiana di 850mila barili di reflui liquidi piene di sostanze tossiche nei corsi d'acqua e nella foresta - e di averlo fatto per trent'anni, una contaminazione prolungata che ha devastato la vita dell'intera comunità. Documentano anche piogge acide dovute al «gas flaring», la pratica di far bruciare il gas che esce dai pozzi insieme al petrolio. Aggiungono che la compagnia ha impropriamente immagazzinato tonnellate di rifiuti tossici in pozzi non protetti da perdite. Tutto questo, sostengono i querelanti, ha provocato un diffuco avvelenamento da cadmio e piombo, con effetti devastanti per la salute degli abitanti - oltre che per l'ambiente, la pesca, l'agricoltura. «Gli Achuar continuano a soffrire il devastante impatto sanitario causato dalle pratiche di Oxy, che erano illegali negli Stati uniti nel momento in cui operava in Perù», ha commentato Atossa Soltani, direttore di Amazon Watch: «Aver ammesso questa causa significa che gli Achuar finalmente potranno accedere a un tribunale statunitense e segna la fine di un'era in cui le compagnie petrolifere possono distruggere le comunità native e il loro ambiente nell'impunità».
Il caso Achiar - registrato come «Maynas Carijano versus Occidental petroleum», era stato presentato nel maggio 2007 presso il tribunale del distretto centrale della California: sono stati necessari oltre tre anni dunque solo per ottenere (in un appello) che la causa fosse ammessa. A sostegno, i querelanti hanno prodotto una mole di dati - a partire dal rapporto «A legacy of harm» (Un'eredità di danno), redatto nel 2007 da EarthRights international, Amazon Watch, e dall'organizzazione non profit di avvocati peruviano Racimos de Ungurahui: vi documentavano come dispersioni di greggio e lo scarico selvaggio di rifiuti tossici - mai ripuliti - ha dovastato il rio Corrientes.




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