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AMBIENTE, ENERGIA
Baotou, velenoso bacino
Marinella Correggia
2011.02.01
Il risparmio energetico è un giacimento pulito al quale attingere senza controindicazioni. Invece, pensare di soddisfare l'obesità energetica del Nord globale (cioè la media degli abitanti dell'Occidente e le elite del Sud) senza ridimensionarla ma semplicemente rivolgendosi a nuove fonti, produce inquinamento da qualche altra parte nel mondo.
Il sito di Ecological Internet www.climateark.org, ci riferisce di un reportage effettuato da giornalisti britannici nella città di Bautou, non lontano dalla quale è cresciuto negli anni un desolato bacino tossico largo cinque miglia.
La regione è la Inner Mongolia, che ha il 90% delle riserve legali mondiali di terre rare, soprattutto il neodimio, elemento necessario a fabbricare i magneti per (fra l'altro) le turbine eoliche. Estrarre e lavorare il neodimio ha un pesante impatto ambientale. Baotou, area dalla quale proviene metà dell'offerta mondiale di terre rare, è una città dall'aria acre e metallica dove la maggior parte delle persone portano le mascherine ovunque, nell'illusione di proteggersi. Gli operai delle fornaci che trasformano i minerali lavorano praticamente senza protezione e davanti a forni roventi, anche se la compagnia statale Baogang sostiene di investire molto nella protezione ambientale. Le scorie industriali, mescolate con acqua, vengono pompate ogni giorno da condutture rugginose nel bacino. In un anno sono sette milioni di tonnellate di sostanze a finire là. Una visione da incubo. I rifiuti tossici e radioattivi sono sormontati da una crosta scura; le polveri sono respirate ogni giorno dagli abitanti del villaggio di Dalahai e altri.
Quelle persone da anni soffrono di chiari sintomi di avvelenamento. Cinque anni fa, studi medici ufficiali hanno confermato nel villaggio tassi di tumori, osteoporosi e malattie dermatologiche e respiratorie superiori alla media. E che i livelli di radiazioni del bacino sono dieci volte più alti di quelli delle zone più lontane. Ma i risultati degli studi sono stati tenuti a lungo segreti e le autorità hanno rifiutato di riconoscere l'esistenza di pericoli per la salute.
In effetti il processo di estrazione e trasformazione delle terre rare è disastroso per l'ambiente. Per estrarle bisogna pompare acidi nel terreno, e per trasformarle occorrono altri acidi e sostanze chimiche. Alla fine gli scarti sono scaricati in lagune spesso costruite senza regole né protezione. Nel processo una quantità di acidi tossici, metalli pesanti e altri veleni sono emessi nell'aria e vanno a contaminare il suolo e le acque che i contadini usano per le necessità domestiche e per irrigare. Il lago mortale di Baotou non è lontano dal bacino del Fiume Giallo che fornisce acqua a molta parte della Cina del Nord. L'agricoltore Yan Man Jia Hong, intervistato dai reporter, è un maoista di 74 anni che ricorda i campi di grano di prima e accusa i giovani funzionari e gli imprenditori di oggi per le distruzioni che hanno favorito.
Delle 17 "terre rare" (l'aggettivo deriva dal fatto che i minerali non si trovano in depositi concentrati ma piuttosto sparsi) il neodimio è usato per fabbricare i magneti più potenti, dunque i più adatti a rendere efficienti motori e generatori nei quali sono utilizzati. In piccole quantità viene usato da tempo in tecnologie quali gli altoparlanti hi-fi, i laser e simili. Ma solo con la crescita delle fonti alternative di energia il neodimio è diventato davvero importante sia per le auto ibride che per le turbine.
Il sito di Ecological Internet www.climateark.org, ci riferisce di un reportage effettuato da giornalisti britannici nella città di Bautou, non lontano dalla quale è cresciuto negli anni un desolato bacino tossico largo cinque miglia.
La regione è la Inner Mongolia, che ha il 90% delle riserve legali mondiali di terre rare, soprattutto il neodimio, elemento necessario a fabbricare i magneti per (fra l'altro) le turbine eoliche. Estrarre e lavorare il neodimio ha un pesante impatto ambientale. Baotou, area dalla quale proviene metà dell'offerta mondiale di terre rare, è una città dall'aria acre e metallica dove la maggior parte delle persone portano le mascherine ovunque, nell'illusione di proteggersi. Gli operai delle fornaci che trasformano i minerali lavorano praticamente senza protezione e davanti a forni roventi, anche se la compagnia statale Baogang sostiene di investire molto nella protezione ambientale. Le scorie industriali, mescolate con acqua, vengono pompate ogni giorno da condutture rugginose nel bacino. In un anno sono sette milioni di tonnellate di sostanze a finire là. Una visione da incubo. I rifiuti tossici e radioattivi sono sormontati da una crosta scura; le polveri sono respirate ogni giorno dagli abitanti del villaggio di Dalahai e altri.
Quelle persone da anni soffrono di chiari sintomi di avvelenamento. Cinque anni fa, studi medici ufficiali hanno confermato nel villaggio tassi di tumori, osteoporosi e malattie dermatologiche e respiratorie superiori alla media. E che i livelli di radiazioni del bacino sono dieci volte più alti di quelli delle zone più lontane. Ma i risultati degli studi sono stati tenuti a lungo segreti e le autorità hanno rifiutato di riconoscere l'esistenza di pericoli per la salute.
In effetti il processo di estrazione e trasformazione delle terre rare è disastroso per l'ambiente. Per estrarle bisogna pompare acidi nel terreno, e per trasformarle occorrono altri acidi e sostanze chimiche. Alla fine gli scarti sono scaricati in lagune spesso costruite senza regole né protezione. Nel processo una quantità di acidi tossici, metalli pesanti e altri veleni sono emessi nell'aria e vanno a contaminare il suolo e le acque che i contadini usano per le necessità domestiche e per irrigare. Il lago mortale di Baotou non è lontano dal bacino del Fiume Giallo che fornisce acqua a molta parte della Cina del Nord. L'agricoltore Yan Man Jia Hong, intervistato dai reporter, è un maoista di 74 anni che ricorda i campi di grano di prima e accusa i giovani funzionari e gli imprenditori di oggi per le distruzioni che hanno favorito.
Delle 17 "terre rare" (l'aggettivo deriva dal fatto che i minerali non si trovano in depositi concentrati ma piuttosto sparsi) il neodimio è usato per fabbricare i magneti più potenti, dunque i più adatti a rendere efficienti motori e generatori nei quali sono utilizzati. In piccole quantità viene usato da tempo in tecnologie quali gli altoparlanti hi-fi, i laser e simili. Ma solo con la crescita delle fonti alternative di energia il neodimio è diventato davvero importante sia per le auto ibride che per le turbine.




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