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AGRICOLTURA, DIRITTI LAVORATORI
La corruzione che uccide
Marina Forti
2011.03.11
La sera del 2 marzo alcuni sconosciuti hanno fatto irruzione in una casa del villaggio di Kope, distretto di Latehar, nello stato indiano del Jharkhand - regione rurale nel gigantesco bacino del fiume Gange. Hanno trascinano fuori Niyamat Ansari, agricoltore e attivista sociale piuttosto noto nella zona, e lo hanno picchiato in modo selvaggio. Qualche ora dopo la polizia ha ritrovato il suo corpo; è morto in ospedale senza riprendere coscienza.
L'episodio dice qualcosa dei conflitti che attraversano l'India rurale. Da lungo tempo Niyamat Ansari lavorava con un gruppo per i diritti dei lavoratori agricoli e in particolare per l'applicazione del programma Nrega, acronimo di «legge nazionale per il reddito garantito rurale». Un programma notevole: prevede che ogni nucleo familiare rurale abbia diritto ad almeno 100 giorni di lavoro, retribuito con il minimo salariale di legge, in programmi di lavori pubblici pianificati dalle autorità. Così lo stato garantisce che braccianti e contadini senza terra abbiano un reddito anche nei periodi «morti» dell'anno (il lavoro agricolo è per lo più stagionale, legato a semine e raccolti): un gigantesco programma contro la povertà rurale. Insieme, lo stato centrale finanzia così (attraverso gli enti locali) lavori pubblici di grande utilità: di solito sono strade rurali, invasi per la raccolta dell'acqua piovana (water harvesting) e opere di irrigazione, o anche opere di recupero di terre degradate, riforestazione o altro. Il programma Nrega è una delle leggi progressive ispirate dal «Consiglio consultivo nazionale» per le politiche sociali istituito da Sonia Gandhi, la presidente del partito di maggioranza a cui è accreditata una grande attenzione allo sviluppo sociale del paese. È stato varato 5 anni fa; proprio il mese scorso il governo aveva aveva celebrato l'anniversario tirando un bilancio tutto sommato positivo, anche se con grandi problemi e grandi disparità tra le diverse regioni del paese.
E qui torniamo alla morte dell'attivista rurale: il Jharkhand, uno degli stati più poveri e arretrati del paese benché ricco di risorse minerarie, non è tra le regioni dove il programma Nrega funzioni bene. Qui spesso la stampa più impegnata riferisce storie di contadini che fanno domanda di lavoro nel programma Nrega senza ottenere nulla. O malversazioni: il bracciante lavora un certo numero di giorni ma l'amministratore locale (o l'impresario a cui lo stato ha affidato un'opera pubblica) ne dichiara il doppio e intasca il salario per i giorni «gonfiati». Negli ultimi due anni il gruppo di cui era parte Niyamat Ansari aveva denunciato diversi casi di malversazione e organizzato proteste, appoggiato anche da attivisti di fama nazionale come Jean Drèze, economista indiano (e membro del Consiglio consultivo nazionale per le politiche sociali). E già in passato avevano subìto rappresaglie e minacce. Il 20 febbraio scorso Ansari e un amico attivista avevano denunciato ai magistrati un caso di appropriamento indebito di fondi destinati al salario minimo rurale nel loro distretto. In seguito alla loro denuncia erano stati incriminati due amministratori locali, ma «si sospetta che il capofila sia un imprenditore locale che gode della protezione di un ex deputato della zona», leggiamo in una pagina web di «Nrega Watch», rete di attivisti per i diritti civili. Tempo fa Ansari era sfuggito a una banda di uomini armati di «una mafia locale di contractors e intermediari corrotti», dice Nrega Watch. Questa volta lo hanno trovato.
L'episodio dice qualcosa dei conflitti che attraversano l'India rurale. Da lungo tempo Niyamat Ansari lavorava con un gruppo per i diritti dei lavoratori agricoli e in particolare per l'applicazione del programma Nrega, acronimo di «legge nazionale per il reddito garantito rurale». Un programma notevole: prevede che ogni nucleo familiare rurale abbia diritto ad almeno 100 giorni di lavoro, retribuito con il minimo salariale di legge, in programmi di lavori pubblici pianificati dalle autorità. Così lo stato garantisce che braccianti e contadini senza terra abbiano un reddito anche nei periodi «morti» dell'anno (il lavoro agricolo è per lo più stagionale, legato a semine e raccolti): un gigantesco programma contro la povertà rurale. Insieme, lo stato centrale finanzia così (attraverso gli enti locali) lavori pubblici di grande utilità: di solito sono strade rurali, invasi per la raccolta dell'acqua piovana (water harvesting) e opere di irrigazione, o anche opere di recupero di terre degradate, riforestazione o altro. Il programma Nrega è una delle leggi progressive ispirate dal «Consiglio consultivo nazionale» per le politiche sociali istituito da Sonia Gandhi, la presidente del partito di maggioranza a cui è accreditata una grande attenzione allo sviluppo sociale del paese. È stato varato 5 anni fa; proprio il mese scorso il governo aveva aveva celebrato l'anniversario tirando un bilancio tutto sommato positivo, anche se con grandi problemi e grandi disparità tra le diverse regioni del paese.
E qui torniamo alla morte dell'attivista rurale: il Jharkhand, uno degli stati più poveri e arretrati del paese benché ricco di risorse minerarie, non è tra le regioni dove il programma Nrega funzioni bene. Qui spesso la stampa più impegnata riferisce storie di contadini che fanno domanda di lavoro nel programma Nrega senza ottenere nulla. O malversazioni: il bracciante lavora un certo numero di giorni ma l'amministratore locale (o l'impresario a cui lo stato ha affidato un'opera pubblica) ne dichiara il doppio e intasca il salario per i giorni «gonfiati». Negli ultimi due anni il gruppo di cui era parte Niyamat Ansari aveva denunciato diversi casi di malversazione e organizzato proteste, appoggiato anche da attivisti di fama nazionale come Jean Drèze, economista indiano (e membro del Consiglio consultivo nazionale per le politiche sociali). E già in passato avevano subìto rappresaglie e minacce. Il 20 febbraio scorso Ansari e un amico attivista avevano denunciato ai magistrati un caso di appropriamento indebito di fondi destinati al salario minimo rurale nel loro distretto. In seguito alla loro denuncia erano stati incriminati due amministratori locali, ma «si sospetta che il capofila sia un imprenditore locale che gode della protezione di un ex deputato della zona», leggiamo in una pagina web di «Nrega Watch», rete di attivisti per i diritti civili. Tempo fa Ansari era sfuggito a una banda di uomini armati di «una mafia locale di contractors e intermediari corrotti», dice Nrega Watch. Questa volta lo hanno trovato.





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