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AGRICOLTURA, BIOTECNOLOGIE
Agrochimica bellica
Marinella Correggia
2011.04.12
Centodieci anni fa nasceva a St Louis negli Usa la Monsanto, colosso multinazionale che dice di sé (nel sito): «L'unico business nel quale siamo coinvolti è l'agricoltura. Ci occupiamo di creare i migliori semi per sfamare il mondo e di fitofarmaci per la protezione delle colture». Occorre faccia tosta. Perché la Monsanto, ora produttrice di semi Ogm e relativi erbicidi, nella sua storia ha collaborato a crimini di guerra ed ecocidi, in un intreccio fra agricoltura chimica e uso di armi non convenzionali. A proposito di anniversari, esattamente 50 anni fa il presidente Usa John F. Kennedy dava l'ok alle irrorazioni aeree con defolianti per distruggere la foresta vietnamita, così da stanare i vietcong. Alcuni mesi più tardi Kennedy ordinava l'uso degli stessi prodotti per distruggere i raccolti, così da provocare la fuga dei contadini che proteggevano e nutrivano i guerriglieri. Fra il 1961 e il 1971 l'aviazione yankee irrorò con oltre 70 milioni di litri di erbicidi (di cui oltre 40 milioni di litri di agente Orange) una superficie totale di due milioni di ettari di foresta e risaie e oltre 3.000 villaggi. Era l'operazione «Ranch Hand». Il famigerato agente Orange, una miscela defoliante con forte contenuto di diossina, sviluppato negli anni Quaranta come erbicida, era made by Monsanto e altre sei compagnie, soprattutto Dow Chemical. Dell'ecocidio, vittime furono oltre alle foreste e ai campi, milioni di vietnamiti e molti militari statunitensi esposti agli effetti dell'arma chimica. Morti, invalidi, bambini nati con gravissimi difetti congeniti. Alla terza generazione, le ferite in Vietnam sono ancora aperte. (Ci sono diversi altri casi di corto circuito fra agricoltura chimica e armi usate in guerra. I nitrati usati nella Prima guerra mondiale per fabbricare esplosivi furono riciclati dalla produttrice multinazionale Basf in agricoltura, come concimi. La Monsanto e la Dupont nella Seconda guerra mondiale «riciclarono» i nitrati naturali per fornire esplosivi all'esercito Usa. Il Ddt, le cui proprietà insetticide furono scoperte nel 1939, fu usato sempre nella Seconda guerra mondiale per controllare malaria e tifo soprattutto fra le truppe. Il suo successivo utilizzo in agricoltura ebbe risvolti tragici perché la sostanza passa nella catena alimentare). Tornando a Monsanto, la multinazionale è poi passata - negli anni 1970 - alla produzione di glifosato, sostanza chiave nel Roundup, il più venduto dei diserbanti (i quali fanno un mercato totale di 14 miliardi di dollari). Usatissimo su soia, mais, campi di cotone, campi da golf e anche nella guerra statunitensecolombiana alla coca. Monsanto lo vende sia separatamente sia in associazione con le piante geneticamente modificate glifosato-resistenti; in questo caso si chiama Roundup Ready. Un recente articolo della Reuters dà conto del fatto che secondo alcuni studi il glifosato causerebbe infertilità, cancro e malattie genetiche, oltre a favorire la crescita di «super-erbacce» resistenti, che ormai avrebbero infestato 4,5 milioni di ettari nei soli Usa. Continuano le cause legali avviate da gruppi ambientalisti e di consumatori; anche pochi giorni fa il Dipartimento dell'Agricoltura Usa è stato citato in giudizio per aver approvato altre colture Roundup Ready. E l'Institute of Science in Society chiede una globale messa al bando del glifosato per «tossicità estrema». La governativa Environemtal Protection Agency degli Usa intende raccogliere dati rilevanti entro l'estate del 2012 per procedere entro il 2015 a una eventuale revisione della normativa su questa sostanza. Che fa guerra alla terra.
 
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