domenica 17 febbraio 2013
Rubrica quotidiana sull'ambiente
ricerca
massimo due parole e più lunghe di 2 caratteri
I 10 argomenti più trattati:
Animali [208]
Energia [190]
Petrolio [136]
Etnie [89]
Sanita [66]
indice PETROLIO
2012.12.14 Marinella Correggia
2012.11.16 Marina Forti
2012.10.19 Paola Desai
2012.10.12 Paola Desai
2012.09.27 Marina Forti
2012.09.20 Paola Desai
2012.08.22 Marina Forti
2012.08.07 Luca Manes
2012.07.11 Luca Manes
2012.03.28 Luca Manes
2012.03.20 Luca Manes
2012.03.13 Marina Forti
2012.02.10 Luca Manes
2012.02.02 Paola Desai
2012.01.24 Luca Manes
2012.01.13 Marina Forti
2012.01.05 Fulvio Gioanetto
2011.12.27 Marina Forti
2011.11.18 Paola Desai
2011.11.08 Marina Forti
2011.10.14 Marina Forti
2011.10.13 Giorgia Fletcher
2011.09.03 Marina Forti
2011.08.27 Michelangelo Cocco
2011.08.25 Marina Forti
2011.08.17 Paola Desai
2011.08.13 Marina Zenobio
2011.08.06 Marina Forti
2011.08.04 Marina Forti
2011.07.26 Marina Forti
2011.05.28 Marina Forti
2011.03.17 Luca Manes
2011.03.08 Marinella Correggia
2011.02.22 Paola Desai
2011.01.11 Paolo Periati
2011.01.07 Giorgia Fletcher
2010.12.18 Marina Forti
2010.12.11 Marina Forti
2010.11.12 Paola Desai
2010.10.29 Paola Desai
2010.10.09 Elena Gerebizza
2010.09.11 Luca Manes *
2010.08.26 Luca Manes
2010.08.24 Marina Forti
2010.08.21 Marina Forti
2010.08.13 marina forti
2010.07.06 Elena Gerebizza
2010.05.21 Marina Forti
2010.05.07 Marina Forti
2010.02.16 Paola Desai
2010.02.13 Marina Forti
2010.01.07 Marina Forti
2009.12.17 Fulvio Gioanetto
2009.12.12 Elena Gerebizza
2009.11.11 Stefano Liberti
2009.11.10 Marinella Correggia
2009.06.02 Marina Forti
2009.04.01 Manuela Cartosio
2009.02.07 Luca Manes
2008.12.30 Marina Forti
2008.12.18 Manuela Cartosio
2008.10.14 Caterina Amicucci
2008.09.06 Patrizia Cortellessa
2008.06.26 Marinella Correggia
2008.05.30 Marinella Correggia
2008.04.04 Marina Forti
2008.03.07 MarinellaCorreggia
2007.12.13 Valeria Brigida
2007.09.22 Marina Forti
2007.08.04 Marina Forti
2007.07.31 Marina Forti
2006.12.23 Patrizia Cortellessa
2006.10.10 Patrizia Cortellessa
2006.07.25 Paola Desai
2006.07.14 Marinella Correggia
2006.06.13 Marina Zenobio
2006.03.17 MARINA FORTI
2006.02.10 MARINA FORTI,
2006.01.31 KARIMA ISD,
2006.01.20 MARINA FORTI,
2005.12.28 MARINA FORTI,
2005.12.08 MARINA FORTI ,
2005.09.10 MARINA FORTI,
2005.08.20 MARINA FORTI ,
2005.08.05 KARIMA ISD,
2005.07.02 MARINA FORTI,
2005.05.18 PAOLA DESAI ,
2005.04.29 MARINA FORTI ,
2005.04.22 MARINA FORTI,
2005.04.06 MARINA FORTI ,
2004.12.17 MARINA FORTI,
2004.12.09 MARINA FORTI ,
2004.12.07 MARINA FORTI,
2004.12.03 MARINA FORTI ,
2004.10.05 MARINA FORTI,
2004.08.13 FABIO MASSIMO PARENTI ,
2004.07.25 MARINA FORTI ,
2004.07.15 PAOLA DESAI ,
2004.06.12 MARINA FORTI,
2004.05.21 STEPHANE BRUNO ,
2004.04.29 MARINA FORTI,
2003.11.21 MARINA FORTI,
2003.11.15 MARINA FORTI,
2003.09.27 MARINA FORTI,
2003.09.26 MARINA FORTI,
2003.08.07 MARINA FORTI ,
2003.07.25 STEPHANE BRUNO,
2003.06.28 MARINA FORTI,
2003.06.08 ANTONIO TRICARICO,
2002.12.31 MARINELLA CORREGGIA,
2002.12.13 MARINA FORTI ,
2002.11.30 MARINA FORTI ,
2002.10.23 MARINA FORTI,
2002.09.15 MARINA FORTI,
2002.05.10 MARINA FORTI,
2002.04.20 MARINA FORTI ,
2001.07.24 MARINA FORTI
2001.05.31 PAOLA DESAI
2001.01.13 MARINA FORTI
2000.10.29 MARINA FORTI
2000.06.07 MARINA FORTI
2000.05.17 MARINA FORTI
2000.04.05 MARINA FORTI
2000.03.30 MARINA FORTI
2000.01.19 MARINA FORTI
2000.01.14 PAOLA DESAI
1999.04.24 MARINA FORTI
1999.02.14 MARINA FORTI
1999.02.13 MARINA FORTI
1999.01.20 MARINA FORTI
terra terra
invia per email
Segnala l'articolo
al seguente indirizzo email



 
ricerca nella sezione attualità
inserisci la parola da cercare
utility
invia per email
condividi

 
stampa
PETROLIO, INCIDENTI/
Nigeria, un'altra marea nera
Marina Forti
2011.12.27
È la più grande marea nera da un decennio, nel golfo di Guinea. Si tratta di 40mila barili di greggio dispersi dal campo petrolifero offshore di Bonga, gestito da Shell Nigeria: lo ha confermato la stessa multinazionale anglo-olandese, che qualche giorno prima di Natale ha annunciato la temporanea chiusura dell'impianto, 75 miglia al largo del delta del Niger, sospendendo la produzione di circa 200mila barili al giorno. Secondo Shell Nigeria l'incidente è avvenuto il 20 dicembre «nel corso di operazioni di routine di trasferimento del greggio su una petroliera»; la fuga è stata individuata in una conduttura che è stata poi chiusa e depressurizzata, interrompendo il flusso del petrolio; la chiusura di Bonga quindi è stata «una misura precauzionale».
La compagnia petrolifera minimizza l'incidente. Afferma che la marea nera sarà bonificata rapidamente, e che secondo le immagini satellitari, le telecamere a infrarosso e i controlli in acqua il petrolio sversato resta in altomare e si sta riducendo: «L'iridescenza si è assottigliata notevolmente grazie a una combinazione di fattori naturali e all'applicazione di disperdente», ha dichiarato il 23 dicembre il capo di Shell Nigeria, Mutiu Sunmonu.
Ma tutto questo non suona affatto rassicurante per le comunità costiere e i pescatori del delta del Niger, regione che già paga un prezzo altissimo alle attività petrolifere. Il fatto che Shell stia impiegando ben 5 navi per cospargere la marea nera di disperdenti chimici è in sé allarmante: sia perché le sostanze chimiche che frantumano le chiazze di petrolio sono un pericolo per la vita marina, e molti le considerano un rimedio peggiore del male. Sia perché l'uso di 5 navi testimonia di quanto estesa sia la chiazza - o forse di quanto Shell sia ansiosa di chiudere al più presto l'incidente, particolarmente imbarazzante perché è l'ennesimo. Non molto tempo fa la compagnia anglo-olandese ha infatti dovuto ammettere (in sede legale) la sua responsabilità per uno sversamento di dimensioni impressionanti avvenuto nel 2008 nella regione di Bodo, per cui è stata condannata a pagare forti indennizzi. Mentre lo scorso ottobre il Programma delle Nazioni unite per l'ambiente (Unep) ha diffuso il suo rapporto sull'inquinamento provocato dalla stessa Shell nell'Ogoniland, regione del delta dove la multinazionale anglo-olandese ha aperto i primi pozzi petroliferi alla fine degli anni '50: e da allora ha sistematicamente inquinato i terreni, l'acqua, l'aria, i canali, privando un'intera popolazione dell'agricoltura e della pesca di cui sopravvive.
Quando la popolazione Ogoni si ribellò a quella devastazione, negli anni '80, Shell rifiutò le sue responsabilità e si rese complice della violenta repressione scatenata dal governo, allora una dittatura militare (repressione che raggiunse il culmine, nel 94, con l'impiccagione dello scrittore Ken Saro Wiwa e altri 8 militanti del movimento di protesta). Da allora Shell cerca in tutti i modo di lavare quella vergogna, e uno è stato proprio cofinanziare lo studio fatto dall'Unep. E questa volta dovrà ben accettare la sua responsabilità per la bonifica mai fatta in Ogoniland: secondo l'Unep, ripulire un disastro così profondo richiederà 30 anni di lavoro e un miliardi di dollari di investimento.
Con una tale storia si capisce la diffidenza dei nigeriani. «Abbiamo allertato i pescatori e le comunità costiere perché si guardino in giro», ha detto Nnimmo Bassey, direttore del Environmental Rights Action (organizzazione nigeriana affiliata alla ong Friends of the Earth, di cui Bassey è anche il segretario internazionale), e ha chiesto che il governo della Nigeria faccia la sua indagine indipendente per verificare quanto greggio è davvero finito in mare.
 
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah.  Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
 in edicola
sabato 15 diceMbre
 
La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
di Mona Chollet
 
 
In edicola
da giovedì 13 dicembre
GANGBANG
40 anni
tradotti in fumetti
 IN VENDITA NELLO STORE
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique
 
    IN VENDITA NELLO STORE
RECENSIONI
 
 
PROGRAMMI

 
 
 
 
ILSITO
implementazione e sviluppo
Mir
hanno partecipato
Gianni Fotia [ab&c]
Raffaele Mastrolonardo
Nicola Bruno
contatti
 
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
 
consiglio di amministrazione   Benedetto Vecchi (presidente),
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
 
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
 
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
 
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it