Sardegna
CI VUOLE UNA SOLUZIONE ECCEZIONALE....
Contributo all'incontro dei circoli del manifesto del 25 febbraio 2012
Sappiamo che presumibilmente l’attuale gravissima crisi del nostro quotidiano cartaceo non può essere risolta solo con le nostre iniziative, ma con una soluzione eccezionale.
Ciò accresce la necessità di una discussione su quello che il manifesto
rappresenta e può rappresentare nell’informazione comunista e di sinistra.
Ricordiamo che nell’ultima riunione romana alla quale abbiamo partecipato si era già ben individuato l’obiettivo del potenziamento del manifesto attraverso i circoli, che possono essere il nostro editore collettivo e i nostri 'occhiali' sulle varie realtà.
Gli occhiali ‘territoriali’ – come abbiamo già sottolineato - potranno avere la natura, attraverso i circoli, di ‘occhiali collettivi’ più che individuali:
ogni territorio dovrà essere sottoposta a un processo di integrazione
cognitiva; in particolare, per la nostra isola, emendando la retorica del
‘luogo lontano un po’ originale’ e dall’aura che rende ’da lontano’ suggestivi
fenomeni non sempre e non tutti positivi, sia nel riformismo (vedi Renato Soru) sia nell’indipendentismo.
Questo per noi non significa il depotenziamento della redazione ‘esperta’,
quanto una più forte relazione, necessariamente circolare e più permeabile, mediante la rete dei circoli, fra afflusso notizie e realtà e
traduzione/interpretazione giornalistica militante. Sappiamo bene quanto ciò sia difficile, ci sembra però fondamentale per ottenere una presenza del quotidiano diffusa in tutto il territorio del paese (l’aumento delle vendite passa anche attraverso questo nuovo rapporto).
Questa rete non deve interrompersi nei momenti più difficili. Al contrario
dovrebbe rafforzarsi potenziando la sua presenza web.
Ci domandiamo se possa servire la nostra esperienza e se la presenza di un ‘periodico web’ possa essere utilmente ‘riprodotta’ in molti territori (la
illustriamo nella seconda parte di questo documento).
TEMI
Temi fondamentali sembrano dover essere il lavoro e la sua trasformazione per uno sviluppo sostenibile del territorio e dei beni comuni, quest’ultimo con crescente evidenza.
I problemi dell’energia, del paesaggio, dei beni culturali, delle identità e
delle migrazioni.
Merita particolare attenzione il tema del lavoro e della sua relazione con il
mutamento della società, sia quello tradizionale sia quello cognitivo, sia
quello dipendente che quello ‘autonomo’ nelle nuove dinamiche e letture di
‘Quinto Stato’.
DIBATTITO A SINISTRA
La storia del manifesto ha una sua precisa nascita, un suo sviluppo ed anche differenziazioni epocali. Pur tuttavia ci sembra da mantenere, nel solco dell’eresia comunista la cui qualificazione ci appare ancora irrinunciabile, il valore di luogo d’incontro, discussione critica e registrazione delle diverse ‘anime’ della sinistra generatasi dalle esperienze comuniste italiane. Ci sembra essenziale, affinché il manifesto e la difesa della sua esperienza diventi davvero patrimonio condiviso, evitare il più possibile sbilanciamenti particolari verso una piuttosto che altre delle esperienza politiche in corso.
INTERAZIONI TERRITORI/NAZIONALE
Ci piace l’idea che il quotidiano cartaceo possa ospitare costantemente un tema ‘Regioni’ con una/due pagine, magari con due regioni per volta a rotazione suggestivamente ‘per contrasto’: ad esempio: Piemonte e Puglie, Liguria e Basilicata, Veneto e Sardegna.
Per quanto ci riguarda i pezzi sarebbero selezionati, ed eventualmente adattati per misura, da quelli prodotti normalmente per il nostro sito on line.
DISTRIBUZIONE
Un problema di particolare gravità, al quale vorremo lavorare, è quello della distribuzione del quotidiano nell’isola, spesso assente dalle edicole. Il
generoso sforzo di ‘tariffe’ differenziate negli abbonamenti per le isole non
risolve a nostro parere l’assenza cartacea, il suo valore materiale e
simbolico.
Vorremo riprendere tutta la questione – oltre che alle classiche iniziative di ‘sottoscrizione’ - provando ad organizzare alcune distribuzioni in giornate particolari, da concordare mediante richiesta di copie, e potenziare in ogni caso il bacino dei lettori, anche per capire – sapendo quale sarebbe la ‘massa critica’ necessaria per non rendere passiva la stampa in Sardegna – lo sforzo necessario per aumentare consenso (riteniamo ovviamente che una crescita del consenso dipenderà dalla nostra capacità di cogliere e comunicare almeno una parte dei processi e dei soggetti reali del territorio).
L’ESPERIENZA DEL MANIFESTO SARDO
Inizio: 30 aprile 2007
Uscita: +o- quindicinale
Piattaforma Wordpress
Redazione
Rete di collaboratori
Impegno coordinato per caricamento testi, scelta e inserimento immagini,
editing, mailing list.
Abbiamo sinora realizzato una nicchia relativamente stabile e seguita, in
crescita e consolidamento (con una media fra le 6000-6500 visite mensili e le oltre 12000 pagine viste), raccogliendo attenzione regionale e nazionale e visite mirate da diversi paesi esteri.
Nella nostra isola, attraverso l’esperienza editoriale sul web del manifesto
sardo che ha quasi raggiunto cinque anni di (costante) presenza, abbiamo intanto costruito una rete che condivide un’elaborazione politica e culturale inserita nell’identità e nella traccia de ‘il manifesto’ quotidiano comunista.
Da questo punto di vista il manifesto sardo, generato dall’Associazione Luigi Pintor, continuerà la sua tradizione editoriale, nel solco della storia
manifestina, di luogo di proposta classico e ospitale.
LABORATORIO SARDEGNA
Se talora si abusa del concetto di ‘Sardegna come laboratorio (tutti i luoghi lo possono e lo debbono essere), è certamente vero che la soluzione di alcuni temi posti dall’isola presenta interesse che va oltre agli schemi locali.
Pensiamo al lavoro, che qua soffre di particolari forme storiche e di aspetti specifici di dipendenza, al paesaggio e ai beni culturali, alle servitù militari, ai temi dello sviluppo sostenibile.
LA NOSTRA COLLOCAZIONE NAZIONALE
Da questo punto di vista, pur ospitando lo straordinario dibattito in corso
nella sinistra isolana, che vede attive anche forze progressiste
indipendentiste, preferiamo pensare alla questione meridionale, pur debitamente riletta e riproposta, soprattutto attraverso i nuovi temi legati ai beni comuni, al patrimonio paesaggistico, allo sviluppo sostenibile.
LABORATORIO E RICERCA
La scelta di uscire ogni quindici giorni dipende nella nostra esperienza non
solo da fattori legati al tempo e alle energie disponibili dei compagni
coinvolti, ma soprattutto dalla scelta di una mediazione temporale che, non allontanandosi troppo dall’attualità, tenda a produrre articoli che ‘durino’.
Essi spesso una lavorazione che sintetizza, e talora propone, dati di inchiesta o comunque interventi relativamente approfonditi.
Come è noto, le inchieste richiedono – in quelle da progettare ex-novo -
dispendio di tempo e risorse: in una nostra riunione si pensava di dover
individuare compagni nelle Università, nei luoghi di lavoro, nei centri di
ricerca, anche fra gli studenti (possibilmente con qualche esperienza alle
spalle). Quante tesi giacciono ignote con spreco di sapere socialmente utile?
Una volta realizzate e valutate di livello soddisfacente, potrebbero essere
anche proposte come ‘libere’ nei contenuti e negli esiti, e magari a pagamento nella versione integrale.
Marco Ligas - Marcello Madau
nella sinistra isolana, che vede attive anche forze progressiste
indipendentiste, preferiamo pensare alla questione meridionale, pur debitamente riletta e riproposta, soprattutto attraverso i nuovi temi legati ai beni comuni, al patrimonio paesaggistico, allo sviluppo sostenibile.
LABORATORIO E RICERCA
La scelta di uscire ogni quindici giorni dipende nella nostra esperienza non
solo da fattori legati al tempo e alle energie disponibili dei compagni
coinvolti, ma soprattutto dalla scelta di una mediazione temporale che, non allontanandosi troppo dall’attualità, tenda a produrre articoli che ‘durino’.
Essi spesso una lavorazione che sintetizza, e talora propone, dati di inchiesta o comunque interventi relativamente approfonditi.
Come è noto, le inchieste richiedono – in quelle da progettare ex-novo -
dispendio di tempo e risorse: in una nostra riunione si pensava di dover
individuare compagni nelle Università, nei luoghi di lavoro, nei centri di
ricerca, anche fra gli studenti (possibilmente con qualche esperienza alle
spalle). Quante tesi giacciono ignote con spreco di sapere socialmente utile?
Una volta realizzate e valutate di livello soddisfacente, potrebbero essere
anche proposte come ‘libere’ nei contenuti e negli esiti, e magari a pagamento nella versione integrale.
Marco Ligas - Marcello Madau
Una rete, mille reti
L’idea di costruire una rete territoriale è in forte evoluzione. Vi aderiamo con molta convinzione costituendo a partire dal manifesto sardo il primo circolo del Manifesto della Sardegna, che si pone l’obiettivo di far nascere una serie di circoli radicati nei luoghi.
Rete manifesta
Nella nostra isola, attraverso l’esperienza editoriale sul web del manifesto sardo che ha ormai superato i quattro anni di (costante) presenza, abbiamo intanto costruito una rete manifesta che è formata innanzitutto da chi scrive e ha scritto con noi e, progressivamente, dalle aggregazioni a sinistra che si organizzano in nuovi modi nel territorio. Una rete che condivide un’elaborazione politica e culturale inserita nell’identità e nella traccia de ‘il manifesto’ quotidiano comunista.
Abbiamo sinora realizzato una nicchia relativamente stabile e seguita, in crescita e consolidamento (con una media fra le 6000-6500 visite mensili e le oltre 12000 pagine viste), raccogliendo attenzione regionale e nazionale e visite mirate da diversi paesi esteri.
Da questo punto di vista il manifesto sardo, generato dall’Associazione Luigi Pintor, continuerà la sua tradizione editoriale, nel solco della storia manifestina, di luogo di proposta classico e ospitale.
Da questo punto di vista il manifesto sardo, generato dall’Associazione Luigi Pintor, continuerà la sua tradizione editoriale, nel solco della storia manifestina, di luogo di proposta classico e ospitale.
Laboratorio Sardegna.
Se talora si abusa del concetto di ‘Sardegna come laboratorio (tutti i luoghi lo possono e lo debbono essere), è certamente vero che la soluzione di alcuni temi posti dall’isola presenta interesse che va oltre agli schemi locali. Pensiamo al lavoro, che qua soffre di particolari forme storiche e di aspetti specifici di dipendenza, al paesaggio e ai beni culturali, alle servitù militari, ai temi dello sviluppo sostenibile.
Anche il fare ricerca deve essere un metodo di lavoro che dobbiamo praticare con più insistenza: sottolineiamo come sia indispensabile, sia per chi è preposto al governo della cosa pubblica sia per chi promuove attività politico/culturali, l’applicazione di metodi di lavoro che pongano al primo posto la collegialità delle decisioni. Sottolineare questo principio è importante anche per un piccolo gruppo come il nostro sia perché lo applichi nella pratica quotidiana sia quando giudica l’operato dei rappresentanti delle istituzioni.
Il manifesto sardo sceglie nel contempo di continuare ad essere luogo autonomo di ospitalità e confronto, anche interno, sulle letture del territorio che animano il dibattito specifico della sinistra sarda, che vede l’incrociarsi ed il confrontarsi di analisi diverse intersecantesi sui temi del lavoro, dell’ambiente, della cultura, dell’identità e dell’autogoverno. L’attenzione su questi ultimi temi è forte, e noi vorremmo includere il massimo del confronto e della discussione, avendo come linea portante una democrazia che unisca esigenze, temi e alleanze delle classi subalterne ben oltre le frontiere nazionali, contrari ad ogni nazionalismo e separatismo.
Si pone l’esigenza di una nuova, aggiornata lettura (con necessaria messa a punto teorica) della ‘questione meridionale’: essa ci sembra ancora centrale per migliorare la democrazia nel nostro paese e la natura dei suoi processi unitari ancora insufficientemente realizzati.
Il quotidiano
Noi vorremmo, attraverso la rete manifesta cercare di contribuire alla trasformazione del quotidiano in entità mista carta-web, migliorando e potenziando l’interazione fra redazione nazionale e territori, distinguendo funzionalmente la risorsa giornalistica dal radicamento nel territorio. Lavorare preliminarmente all’individuazione dei saperi necessari e quindi di inchiesta e, dove possibile, costruirne gli elementi da utilizzare a livello nazionale, se condivisi.
Come è noto, le inchieste richiedono – in quelle da progettare ex-novo - dispendio di tempo e risorse: in una nostra riunione si pensava di dover individuare compagni nelle Università, nei luoghi di lavoro, nei centri di ricerca, anche fra gli studenti (possibilmente con qualche esperienza alle spalle). Quante tesi giacciono ignote con spreco di sapere socialmente utile?
Una volta realizzate e valutate di livello soddisfacente, potrebbero essere anche proposte come ‘libere’ nei contenuti e negli esiti, e magari a pagamento nella versione integrale.
Gli occhiali ‘territoriali’ potranno avere la natura, attraverso i circoli, di ‘occhiali collettivi’ più che individuali: la nostra isola dovrà essere sottoposta a un processo di integrazione cognitiva che la tolga dalla retorica del ‘luogo lontano un po’ originale’ e dall’aura che rende’da lontano’ suggestivi fenomeni non sempre e non tutti positivi.
Ci piace l’idea che il quotidiano cartaceo possa ospitare costantemente un tema ‘Regioni’ con una/due pagine, magari con due regioni per volta a rotazione suggestivamente ‘per contrasto’: ad esempio: Piemonte e Puglie, Liguria e Basilicata, Veneto e Sardegna. Per quanto ci riguarda i pezzi sarebbero selezionati, ed eventualmente adattati per misura, da quelli prodotti normalmente per il sito on line.
Un problema di particolare gravità, al quale vorremo lavorare, è quello della distribuzione del quotidiano nell’isola, spesso assente dalle edicole. Il generoso sforzo di ‘tariffe’ differenziate negli abbonamenti per le isole non risolve a nostro parere l’assenza cartacea, il suo valore materiale e simbolico. Vorremo riprendere tutta la questione – oltre che alle classiche iniziative di ‘sottoscrizione’ - provando ad organizzare alcune distribuzioni in giornate particolari, da concordare mediante richiesta di copie, e potenziare in ogni caso il bacino dei lettori, anche per capire – sapendo quale sarebbe la ‘massa critica’ necessaria per non rendere passiva la stampa in Sardegna – lo sforzo necessario per aumentare consenso (riteniamo ovviamente che una crescita del consenso dipenderà dalla nostra capacità di cogliere e comunicare almeno una parte dei processi e dei soggetti reali del territorio).
Tale sforzo ci sembra un’azione importante da organizzare, cercando di costruire circoli legati ai principali centri urbani ma anche a centri interni dinamici dove siamo – o dovremo essere - presenti.
Per il manifesto sardo: Marco Ligas e Marcello Madau
Info:






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