Versilia
Sull’assemblea del 13 agosto a Solaio di Pietrasanta
Si è chiusa da pochi giorni la Liberafesta di Solaio di Pietrasanta (Lu), all’interno della quale il Circolo del manifesto Versilia organizza, da tre anni a questa parte, incontri e spettacoli gratuiti.
Anche stavolta si è discusso di questioni che riteniamo urgenti e la giornata del 13 agosto è stata dedicata all’assemblea di circoli e amici del manifesto, accorsi in gran numero sulle colline a ridosso delle Apuane.
Auspichiamo a breve la pubblicazione integrale del verbale e ciò nella speranza che le energie che il giornale è ancora in grado di catalizzare non vadano disperse e possano dar forma a un progetto orizzontale e partecipato.
Qualche giorno fa è uscito un resoconto della riunione, che a nostro avviso non ha colto lo spirito della giornata, in cui Valentino Parlato si è confrontato generosamente e con franchezza con i partecipanti. Questi ben rappresentano il collettivo de il manifesto, inteso non come chi il giornale lo fa (la redazione), tantomeno chi vorrebbe farlo, ma come insieme di lettori che si sentono parte integrante di questa storia e sono preoccupati delle prospettive del giornale.
Guarda le foto
Nel pieno della crisi che ha portato al commissariamento del manifesto – e all’ennesimo ridimensionamento d’organico – questo patrimonio di lettori e amici (a volte organizzati in circoli) si è impegnato nella raccolta di abbonamenti e nella diffusione della voce e del pensiero di questo giornale. Ma quale pensiero, ci si domanda sempre più di frequente? Secondo Valentino Parlato è necessario un rapido collocamento nella prospettiva elettorale della primavera 2013. Al contrario amici e circoli chiedono di tornare a leggere una società in profondo mutamento e, per far ciò, di allargare lo sguardo e d’affinarlo, abbandonando le stanze anguste della politica italiana e le interviste sdraiate ai soliti leader politici o sindacali.
Si è parlato del progetto, lanciato un paio di mesi fa da Guido Ambrosino, per una proprietà collettiva e diffusa, sul quale la redazione non si è ancora espressa. Ma si è discusso, assieme ad Ambrosino, Loris Campetti, Patrizia Cortellessa, di molto altro, perché le cinquanta persone venute da Latina, Treviso, Bologna, Caserta, Pisa, Modena del manifesto hanno bisogno come strumento che aiuti a capire, soprattutto in un momento di crisi economica come quella che stiamo vivendo. Appunto: come mai in un simile contesto il manifesto perde voce? “Perché – spiega Parlato – oggi manca la speranza e noi siamo i primi a non averla”.
Ecco, non siamo affatto convinti che sia così e, riguardando la foto di gruppo dell’assemblea, ci è venuto in mente un’altra risposta: l’età media del manifesto è avanzata, mentre le generazioni più giovani potrebbero aiutarci a leggere il mondo e “darci speranza”. Un tempo erano loro a fare il giornale e il manifesto era sempre un passo avanti, pure in rete ci è arrivato prima degli altri grazie a Franco Carlini e ai suoi collaboratori. Oggi è spesso un passo indietro, annaspa, rincorre, eppure ha ancora – incredibile a dirsi – un patrimonio straordinario che nessun altro ha.
Quell’assemblea, quel collettivo che del manifesto si sente parte e che oggi stenta a riconoscersi in pagine sempre più autoreferenziali – nel senso che parlano ai redattori e alla loro cerchia di amici – chiede a gran voce alla redazione di aprirsi al mondo, ai territori, alle collaborazioni esterne: uscire da quelle stanze sempre meno abitate e tornare a immergersi nella realtà.
Di qui l’idea – accolta e fatta propria da Valentino Parlato – di una grande assemblea da tenersi a Roma una domenica d’ottobre, alla quale invitare collaboratori abituali e saltuari, amici vecchi e nuovi, per superare le contrapposizioni interne e soprattutto ritrovare lo spirito originario del giornale e rilanciarlo (magari anche posizionarlo in vista delle elezioni).
Lo riteniamo possibile e questi dodici giorni di festa lo stanno a dimostrare: molti ragazzi hanno speso le loro vacanze a lavorare con noi e, sotto lo striscione del manifesto, in tanti si sono trovati a discutere, ad ascoltare musica dal vivo, a ballare le musiche del mondo. Per noi, che del manifesto ci sentiamo parte, questo vale tanto quanto la linea che il giornale deciderà di assumere in vista della prossima tornata elettorale.
Circolo del manifesto Versilia
Liberafesta di Solaio di Pietrasanta (Lu)
4 - 15 agosto 2012
Programma completo su www.liberafestasolaio.it
piovono pIetre
Appena il sole è calato, venerdì scorso, 6 luglio, sul sagrato del duomo di Seravezza (Lu) si è raccolta una discreta quantità di curiosi. Qualche ora prima era atterrato da una navetta – nella quale viaggia normalmente assieme a un enorme gatto di peluche – il marziano Alessandro Robecchi, invitato due anni prima dal Circolo del manifesto Versilia. SI sa, la puntualità non è un pregio del giornale. Convinto di poter meglio leggere le cose a distanza e mettere a fuoco natura e deformazioni del pianeta dall'alto della propria postazione, Robecchi ha deciso di trasferirsi un un altrove lontano e osservarci da lassù, inviandoci reportage settimanali come osservatore speciale del manifesto, ma anche attraverso una sorta di diario come il recente Piovo pietre. Cronache marziane da un pianeta assurdo (Laterza). Non c'è stato ovviamente bisogno di traduttore: il singolare cronista parla ancora e fluidamente la nostra lingua. Anzi ha intrattenuto i circa cento curiosi per un'ora e mezza grazie a microfono e amplificatore messi a disposizione dal parroco (che però non si è materializzato). Stimolato sullo spettacolo che noi umani siamo in grado di dare, ci ha intrattenuti sulle sue fresche impressioni nell'atterraggio a Pietrasanta, impegnata in decine di vernissage più o meno importanti, tra sfilate di auto, borse, scarpe e abiti da sera. Tra gli attoniti spettatori, il marziano si è soffermato sui fatti recenti che più lo hanno colpito: come fate a vivere tranquilli sapendo che il poliziotto che ha ucciso per strada un ragazzo inerme, anni fa a Ferrara, è ancora in servizio e sui social-network insulta la madre di quel giovane? Oppure pensare che magari uno dei poliziotti implicati nei fatti di Genova ci possa fermare per un semplice controllo e chiedere i documenti (dimenticando che uno di loro è sottosegretario nel nuovo governo)? Sempre a proposito di Genova: come non rimanere spaesati pensando che undici anni fa siamo stati presi letteralmente a bastonate perché invocavamo la Tobin-tax e adesso sono Merkel e Hollande a fare la stessa richiesta? Ridere per non piangere con il lavoro precario che non si stabilizzerà mai, e con la Spending review dell'educato professor Monti. Robecchi non vede motivi di speranza, ma la consolazione di riderci su, per vivere meglio e più a lungo, come sosteneva Billy Wilder. Per questo egli si è trasferito in un'altra galassia. Ai curiosi, ai frequentatori della piazza di Seravezza rimane un po' di buonumore e qualche minuto di vita. L'indomani mattina all'alba una navetta è ripartita dal centro di Pietrasanta, non ancora pronta per la routine di colazioni, aperitivi e feste notturne.
Si chiude così l'iniziativa di due giorni sull'informazione (1 e 6 luglio), organizzata dal locale Circolo del manifesto con la collaborazione del Comune di Seravezza. Una riflessione sugli spazi di libertà non solo sulla carta stampata: blogger (lenovantacinqueundici), inviati speciali (Maurizio Matteuzzi), giornalisti radiofonici (Giorgio Zanchini), professori esperti di media (Carlo Sorrentino), infine giornalisti satirici. Alla domanda brutale posta a Robecchi sul perché rimane al manifesto, dato che ormai lavora prevalentemente per la televisione (vedi gli spettacoli di Crozza), da buon marziano egli ha risposto che, nonostante tutto il manifesto rimane il suo giornale ideale, proprio perché si sforza di guardare la realtà con altri occhi che solo quelli del mercato.
Prossimo appuntamento la terza edizione della "Manifesta" dal 4 al 15 agosto a Solaio di Pietrasanta (Lu): tra non molto diffonderemo il programma a tutti i terrestri e gli extraterrestri!
Lorenzo Carletti
CON LA RETE L'INFORMAZIONE È PIÙ LIBERA?
L'iniziativa di oggi pomeriggio, domenica 1 luglio, a Seravezza (Lu) sulla libertà d'informazione ai tempi della rete è andata particolarmente bene, nonostante la calura e la finale degli Europei.
Tra le trenta e le quaranta persone hanno assistito al dibattito, moderato da Giorgio Zanchini (radio3): le esperienze del collettivo milanese leventicinqueundici e la visione di due spezzoni di Frammenti di una Rivoluzione di Filippo Del Bubba, Alessandro Doranti hanno fornito spunti di riflessione sia a Maurizio Matteuzzi (il manifesto) che a Carlo Sorrentino (Università di Firenze) per scandagliare le possibilità offerte dai nuovi media. Maggiori notizie e fonti d'informazione non significano maggiore libertà, piuttosto maggiore opacità. Anche gli esperimenti migliori si possono perdere nel magma della rete, tuttavia costituiscono una forma di controllo.
Tra le esperienze più interessanti sulle rivolte arabe, il video-documentario autoprodotto sulla rivolta in Tunisia (Frammenti di una rivoluzione) che ha permesso di tornare sull'idea - proposta da Guido Ambrosino sul modello tedesco della Taz - del manifesto finanziato dalla comunità di lettori, circoli e amici. Il tutto, però, di fronte a un progetto politico ed editoriale chiaro.
diffusione alla manifestazione del 15 giugno
Venerdì 15 giugno diffusione straordinaria del manifesto alla manifestazione sindacale di Lucca: 50 copie vendute in brevissimo tempo e decimo abbonamento a portata di mano.
Il ricavato della diffusione convertito in abbonamenti
Con il 1° maggio e le diffusioni scolastiche, come Circolo della Versilia
siamo a sette abbonamenti (destinati a biblioteche, istituti penitenziari,
circoli Arci) e l'ottavo è a portata di mano. Contiamo di raggiungere
quota 10 con la campagna di diffusione fuori dalle scuole di Viareggio
siamo a sette abbonamenti (destinati a biblioteche, istituti penitenziari,
circoli Arci) e l'ottavo è a portata di mano. Contiamo di raggiungere
quota 10 con la campagna di diffusione fuori dalle scuole di Viareggio
in piazza con il manifesto
1 maggio di diffusione straordinaria del manifesto a Seravezza: 60 copie andate a ruba. Intendiamo replicare nei prossimi giorni davanti alle scuole, perché maggio è lungo e siamo solo al primo!
diffusione straordinaria 25 aprile
Ci siamo dati da fare a Pietrasanta, Seravezza, in Lunigiana e abbiamo raccolto soldi sufficienti per altri due abbonamenti. Dico altri, perché assieme ai compagni di Viareggio ne abbiamo già fatti cinque. Per noi non è poco.
Potremmo fare di più. Non tanto come circoli (il 1° maggio replichiamo a Seravezza e in programma abbiamo due incontri il 12 maggio sulle condizioni di lavoro nei cantieri delle grandi opere, con Silvia Baldanzi, e il 9 giugno sulla scuola). Aprendo il giornale di ieri, però, sono rimasto profondamente deluso, così come i compagni di Padova: anziché una riflessione sul 25 aprile - si è cercato di rimediare (parzialmente) oggi - si è preferito parlare di politica e di liberazione dai partiti. Mi è parsa un'occasione mancata, proprio quando era stata organizzata una mobilitazione, e i commenti di molti a cui abbiamo venduto il giornale aimè ce lo confermavano. Ma che giornale è? Politologi per il 25 aprile?
Capisco la situazione, ma era una possibilità di reagire e battere un colpo alle sollecitazioni di circoli e amici del giornale. Badate che non vuol essere uno sfogo, piuttosto una richiesta di risveglio, di scuotersi e uscire ogni tanto dalla redazione. Spero non si ripeta una cosa simile per il 1° maggio: che almeno si scriva di nuove forme di lavoro e sfruttamento, di articolo 18 e precariato. Vedremo.
Lorenzo
All'armi siam fascisti!
Il 24 aprile a Seravezza (Lu) alla proiezione del film All'armi siam fascisti!, organizzato assieme all'Anpi locale, hanno partecipato un centinaio di persone. Ha introdotto il film lo storico Luca Baldissara (Università di Pisa) e domattina... diffusione del giornale!
Lorenzo
diffusione straordinaria
Sabato 21 aprile 2012 diffusione straordinaria del manifesto davanti alle scuole e al mercato di Viareggio: 40 copie vendute. Ripeteremo l'iniziativa il 25 aprile
L'INCONTRO CON I MIGRANTI E GLI AVVENIMENTI DI TORINO E FIRENZE
A dieci giorni dall'incontro con Ingy Mubiayi Kakese – la scrittrice e libraia (zairese, egiziana, italiana) – e Lamine Diouf – lavoratore e coordinatore del Comitato migranti Toscana – abbiamo pensato di fare un resoconto dell'iniziativa per i visitatori del sito. Gli avvenimenti fiorentini di ieri, e quelli altrettanto drammatici di Torino di sabato scorso, ci hanno convinto a scrivere un comunicato diverso, partendo da ciò che i nostri amici ci hanno raccontato il 3 dicembre scorso a Pietrasanta (Lucca).
Ingy ci ha fornito alcuni importanti strumenti per approfondire il punto di vista dei migranti, consigliandoci letture (Pap Khouma, Io venditore di elefanti, 1990; Idem, Noi neri italiani, 2010; Randa Ghazy, Sognando Palestina, 2002; Eadem, Oggi forse non ammazzo nessuno, 2007) e offrendoci la sua personale esperienza di intellettuale con la pelle scura, che vive e lavora a Roma. Lamine ci ha incantati per la lucidità e la capacità di analisi, ma soprattutto per la determinazione politica che lo ha guidato in lotte esemplari per i diritti dei lavoratori immigrati residenti in Toscana Occidentale.
La Toscana appunto: Lamine ricordava il panorama sempre più desolato e desolante in cui ci si trova a vivere, la crescente emarginazione in cui le istituzioni si muovono nel terreno dell'accoglienza e dell'integrazione – termini che andrebbero discussi – con progetti simbolici, spesso fantasma, che niente incidono nella realtà, mentre distribuiscono finanziamenti ad associazioni e cooperative impegnate nel settore. Gli immigrati sono non solo forza lavoro a bassissimo costo da sfruttare e poi cestinare all’occorrenza, e questo è tristemente noto, ma hanno un valore economico intrinseco derivante dal loro non-essere cittadini, non-essere italiani, non-essere uomini. Ecco allora una selva sempre più estesa di associazioni di “sinistra” che si affannano per ottenere i finanziamenti previsti per i CIE o per sedicenti progetti culturali, spesso poco più che vuoti contenitori, sempre i soliti, ma ridipinti per l’occasione con i colori dell’Africa, e che si guardano bene dall’incidere sui diritti civili, giuridici e politici degli immigrati stessi.
Di simili “amici” è prima di tutto necessario diffidare ci ha detto Lamine. E non solo per l’evidente interesse, fanno progetti, sostengono i CIE, e così guadagnano sulla nostra pelle, ma anche perché sono i primi che non ci considerano persone, non ci danno la parola, ma con arroganza e paternalistico buonismo la prendono al posto nostro, pensando di poterci insegnare cosa dire, come lottare e pe cosa lottare.
Se non suonasse eccessivamente retorico sarebbe il caso di dire che Lamine ci ha dato prima di tutto una lezione di vita, intesa come lotta dignitosa che non cede ai compromessi, lotta non per un pezzo di carta che dà il permesso di occupare un pezzo di terra, ma per un diritto fondamentale dell’uomo che contesta l’esistenza stessa di quel pezzo di carta che in quanto tale discrimina e stabilisce una scala gerarchica tra gli uomini: prevede qualcuno che dà e qualcuno degno< (o meno) di ricevere. Asimmetria all’apparenza irrilevante ma sulla quale si incardina quel potere di controllo che incide profondamente sugli “equilibri” delle nostre strutture sociali, e che nessuno, tranne chi quotidianamente è costretto a chiedere per sperare di ricevere, sembra contestare.
Di fronte all'assenza di qualsiasi politica locale per la conoscenza, il contesto nazionale si è inasprito con i decreti Turco-Napolitano, poi Bossi-Fini, il reato di clandestinità, il rincorrersi di bestialità proferite da esponenti politici e ministri della Repubblica, fino ad arrivare ai giorni nostri.
Lamine ci ha ricordato a questo proposito che loro la parola l’hanno presa e quotidianamente la prendono, attraverso manifestazioni, occupazioni (basti pensare a quella del Duomo di Massa), e attraverso la Carta Mondiale dei Diritti degli Immigrati, approvata a Gorée (Senegal) il 4 febbraio 2011.
In Versilia ci troviamo di fronte, da un decennio ormai, ad ordinanze di sindaci (il primo è stato quello “democratico” di Forte dei Marmi) indegne di un paese civile: si sguinzagliano i vigili urbani nella caccia al venditore ambulante con speciali motorette da spiaggia. Combattere l'illegalità e il malaffare dei disgraziati, non quello dei locali notturni e degli stabilimenti balneari, è divenuto uno dei principali punti del programma dei nostri amministratori. La retorica spesa in cerca di consenso, le ordinanze “anti-borsone”, le dichiarazioni lanciate sulla stampa locale da parte di comandati di vigili, sindaci, assessori, tutto questo lavora e ha lavorato: oggi gli sgomberi di famiglie rom sono all'ordine del giorno, da Livorno a Massa, e sempre più frequente è l'emarginazione dei deboli, ancor più se “diversi”.
Ingy ha riportato un episodio di ordinario razzismo, apparentemente innocuo, in una scuola romana che ben conosce. Tanti, tantissimi sono i segnali d'allarme che vengono proprio dalla scuola, sfibrata e fiaccata dalle ultime riforme e questa insofferenza nei confronti di chi ha un colore diverso o chi veste diversamente si respira anche tra i giovani toscani: proprio questo aspetto, sottolineava Lamine, deve spaventare più di Casa Pound, di Forza Nuova o del Bulldog di Lucca, nemici dichiarati su cui si spera che le forze dell'ordine comincino a fare attenzione. Sono le istituzioni, è la politica ad essere assente, perché i diretti interessati (rom ed extra-comunitari) non votano, nemmeno si concede loro la cittadinanza in tempi brevi, neppure se il bimbo nasce “entro i nostri confini”. Un piccolo episodio recente ci pare significativo: un cittadino senegalese è stato arrestato tre settimane fa a Seravezza (Lu) il giorno del suo matrimonio, perché clandestino, su segnalazione di un dipendente comunale. Oltre a dispiacersi dell'accaduto, il sindaco di centro-sinistra – appoggiato da Sel e Rifondazione – niente ha fatto né ha pensato di fare, non una protesta o un gesto eclatante. Siamo lontani da Le Havre e dai miracoli invocati da Aki Kaurismaki nel suo ultimo film, in questi giorni nelle sale ...
VOLTI DELL'IMMIGRAZIONE
Sabato 3 dicembre, alle ore 17.00, presso la Sala della Croce Verde di PIETRASANTA (LU), Il Circolo del manifesto Versilia e l'Arci Versilia organizzano Volti dell'immigrazione.
Incontro con due storie diverse di immigrazione:
Ingy Mubiayi Kakese: scrittrice e libraia di origine zairese ed egiziana, vive e lavora a Roma; è autrice - tra gli altri lavori - di un reportage sui figli dei migranti afro-italiani (Quando nasci è una roulette, TerrediMezzo 2007) ed è collaboratrice assidua di Internazionale;
Lamine Diouf: senegalese di nascita, ha studiato e lavorato in Francia, quindi in Italia; è portavoce del Coordinamento Migranti Toscana Costa, che il 1° maggio scorso ha occupato il Duomo di Massa, dando vita ad una lotta per la dignità ed il lavoro dei migranti.
Incontro con due storie diverse di immigrazione:
Ingy Mubiayi Kakese: scrittrice e libraia di origine zairese ed egiziana, vive e lavora a Roma; è autrice - tra gli altri lavori - di un reportage sui figli dei migranti afro-italiani (Quando nasci è una roulette, TerrediMezzo 2007) ed è collaboratrice assidua di Internazionale;
Lamine Diouf: senegalese di nascita, ha studiato e lavorato in Francia, quindi in Italia; è portavoce del Coordinamento Migranti Toscana Costa, che il 1° maggio scorso ha occupato il Duomo di Massa, dando vita ad una lotta per la dignità ed il lavoro dei migranti.
INIZIATIVA DEL CIRCOLO A PIETRASANTA
Venerdì 21 ottobre 2011 nel Complesso di Sant'Agostino a Pietrasanta (Lucca) si è tenuta la presentazione del libro di Salvatore Settis (Paesaggio, Costituzione, cemento) organizzata dal Circolo del manifesto Versilia assieme all'Associazione culturale Artiglio (Pisa). E' il primo di una serie di incontri che il Circolo vuol proporre sul tema dei beni comuni (lavoro, immigrazione, cultura), primo dei quali è il manifesto come giornale.
Alla prima iniziativa sono intervenuti, oltre altre all'autore, l'urbanista Paolo Berdini - firma storica de il manifesto - e il prof. Tomaso Montanari (Università Federico II di Napoli). La partecipazione del pubblico è stata massiccia, oltre 100 presenze, dando vita a un dibattito conclusivo particolarmente vivace.
I lavori si sono aperti con Paolo Berdini che, ricordando il poeta Zanzotto, ha posto l'accento sull'assenza diffusa di ogni cultura urbanistica, soppiantata dall'accaparramento del territorio in nome di un ormai istituzionalizzato abusivismo.
Tomaso Montanari ha allargato il discorso a quello dei Beni culturali, l'altro polo d'interesse dell'articolo 9 della nostra Costituzione insieme al "paesaggio". Montanari ha evidenziato con lucidità come nella nazione che per prima ha creato una legislazione di tutela delle opere d'arte si stia verificando un sistematico smantellamento degli uffici preposti a questo primario scopo, sottolineando la crescente mercificazione anche della disciplina storico-artistica, attraverso, tra l'altro, il proliferare di mostre-evento, prive di qualsiasi fondamento scientifico.
Il prof. Settis, infine, ha ricordato una celebre intervista di Pier Paolo Pasolini (www.youtube.com/watch), che nel 1975 denunciava lo scempio edilizio che riguardava il paese di Orte, confrontandolo con l'impianto urbanistico di Sabaudia: quello che nemmeno il fascismo era riuscito a intaccare, il progresso imposto dalla società dei consumi era stato in grado di scardinarlo. Settis ha ricordato come la quantità di leggi in merito al consumo del territorio sia oggi vanificata dalle deleghe e dai passaggi dal governo alle regioni e dalle regioni agli enti locali, in una corsa bipartisan a far cassa. E in questa gara, anche la Regione Toscana non si distingue positivamente.
MANIFESTA DEL CIRCOLO DE IL MANIFESTO – VERSILIA
Siamo un gruppo di amici – nonché compagni – vecchi e nuovi, che spesso si ritrovano a discutere dell'oggi, perché oggi forse ci sono più cose di ieri che proprio non ci vanno giù. Non troviamo più rappresentanza nei partiti politici tradizionali e abbiamo smesso di frequentarli (anche se molti di noi si sono conosciuti in Democrazia Proletaria), ma, ciascuno con la propria visione del mondo, continuiamo a sperare anzi ad esigere che le cose cambino.
Nel manifesto troviamo ancora questo spirito, nonostante sbandamenti e ondeggiamenti, dunque è un buon punto di partenza per i nostri incontri, spesso uno stimolo (nel bene e nel male, come sulla questione dei test Invalsi, per cui alcuni commenti di fondo ci hanno fatto infuriare). Con questo spirito già lo scorso anno abbiamo organizzato, in piena autonomia, una serie di incontri e dibattiti all'interno della Festa di Liberazione a Solaio di Pietrasanta (Lu), invitando alcune delle principali firme del giornale e qualche gruppo musicale prodotto dalla sua mitica etichetta. Si è discusso di precariato e di lavoro in genere, di condizione femminile, informazione, immigrazione, resistenza e per dieci giorni abbiamo messo i piedi un piccolo spazio di riflessione su questioni che riteniamo cruciali. Naturalmente si è anche ballato, trovando occasione di condividere questo e altro al di fuori dalle nostre stanze e dai collegamenti informatici cui siamo abituati.
Per questo abbiamo pensato, dopo quell'esperienza, che sarebbe stato quasi naturale darci un'identità (come gruppo) attraverso il manifesto. Un gruppo aperto, senza alcuna preclusione e senza statuto, tanto è vero che la cena di sottoscrizione o la festa per il quarantesimo compleanno del giornale sono nate spontaneamente da singoli lettori, prima ancora che dal Circolo. Dopo un bell'incontro con Ugo Mattei in vista del referendum del 12-13 giugno, abbiamo deciso di ripetere l'esperienza dello scorso anno programmando un calendario di dibattiti e concerti gestiti in totale autonomia rispetto alle decisioni e agli indirizzi del partito che ci ospita.
Quello che segue è il calendario dei dieci giorni di festa (dal 5 al 15 agosto prossimi) che abbiamo messo in piedi come Circolo. Troverete giornalisti e collaboratori del giornale ma non solo, studiosi, scrittori, docenti universitari e soprattutto amici, e poi gli stands de il manifesto con gadget e libri, di Emergency, Altromercato, Libreria Tra le righe (Pisa), e di molte altre associazioni e singoli artigiani. Troverete buona musica, rigorosamente fuori dai circuiti tradizionali – gruppi emergenti o già affermati come i Selton, gli Ardecore e I gatti mézzi – e naturalmente cibo, spazio per bambini... Insomma, siete tutti invitati!
Nel manifesto troviamo ancora questo spirito, nonostante sbandamenti e ondeggiamenti, dunque è un buon punto di partenza per i nostri incontri, spesso uno stimolo (nel bene e nel male, come sulla questione dei test Invalsi, per cui alcuni commenti di fondo ci hanno fatto infuriare). Con questo spirito già lo scorso anno abbiamo organizzato, in piena autonomia, una serie di incontri e dibattiti all'interno della Festa di Liberazione a Solaio di Pietrasanta (Lu), invitando alcune delle principali firme del giornale e qualche gruppo musicale prodotto dalla sua mitica etichetta. Si è discusso di precariato e di lavoro in genere, di condizione femminile, informazione, immigrazione, resistenza e per dieci giorni abbiamo messo i piedi un piccolo spazio di riflessione su questioni che riteniamo cruciali. Naturalmente si è anche ballato, trovando occasione di condividere questo e altro al di fuori dalle nostre stanze e dai collegamenti informatici cui siamo abituati.
Per questo abbiamo pensato, dopo quell'esperienza, che sarebbe stato quasi naturale darci un'identità (come gruppo) attraverso il manifesto. Un gruppo aperto, senza alcuna preclusione e senza statuto, tanto è vero che la cena di sottoscrizione o la festa per il quarantesimo compleanno del giornale sono nate spontaneamente da singoli lettori, prima ancora che dal Circolo. Dopo un bell'incontro con Ugo Mattei in vista del referendum del 12-13 giugno, abbiamo deciso di ripetere l'esperienza dello scorso anno programmando un calendario di dibattiti e concerti gestiti in totale autonomia rispetto alle decisioni e agli indirizzi del partito che ci ospita.
Quello che segue è il calendario dei dieci giorni di festa (dal 5 al 15 agosto prossimi) che abbiamo messo in piedi come Circolo. Troverete giornalisti e collaboratori del giornale ma non solo, studiosi, scrittori, docenti universitari e soprattutto amici, e poi gli stands de il manifesto con gadget e libri, di Emergency, Altromercato, Libreria Tra le righe (Pisa), e di molte altre associazioni e singoli artigiani. Troverete buona musica, rigorosamente fuori dai circuiti tradizionali – gruppi emergenti o già affermati come i Selton, gli Ardecore e I gatti mézzi – e naturalmente cibo, spazio per bambini... Insomma, siete tutti invitati!
Programma della festa:
Venerdì 5 agosto
SCUOLA: PROVE DI RESISTENZA. Incontro con Gianluca Gabrielli (insegnante e storico), Adriana Presentini (insegnante) e Christian Raimo (scrittore)
SCUOLA: PROVE DI RESISTENZA. Incontro con Gianluca Gabrielli (insegnante e storico), Adriana Presentini (insegnante) e Christian Raimo (scrittore)
LE NUOVE LUCI rhythm and blues
Sabato 6
UNA REPUBBLICA FONDATA SUL CEMENTO. Paolo Berdini (urbanista) , Comitato 3e32 (L’Aquila), Comitato No Tav (Val di Susa)
Sabato 6
UNA REPUBBLICA FONDATA SUL CEMENTO. Paolo Berdini (urbanista) , Comitato 3e32 (L’Aquila), Comitato No Tav (Val di Susa)
2 PIGEONS voci e suoni elettronici
Domenica 7
UN POPOLO SENZA CULTURA? Viaggio nella storia del popolo rom tra musica e letteratura
Associazione “Berretti Bianchi”- Onlus.
MGZ LA BOLLA Tour
Lunedì 8
CHE FARE DELLA MONNEZZA? Incontro con Alessio Ciacci (ass. ambiente Capannori) e Stefano Lodi Rizzini (CDA Ersu s.p.a.)
Domenica 7
UN POPOLO SENZA CULTURA? Viaggio nella storia del popolo rom tra musica e letteratura
Associazione “Berretti Bianchi”- Onlus.
MGZ LA BOLLA Tour
Lunedì 8
CHE FARE DELLA MONNEZZA? Incontro con Alessio Ciacci (ass. ambiente Capannori) e Stefano Lodi Rizzini (CDA Ersu s.p.a.)
I GATTI MEZZI presentano il loro ultimo disco "Berve fra le berve"
Martedì 9
MISERIE E GRANDEZZE DELLA STAMPA. IN ITALIA E ALL’ESTERO. Incontro con Marco d’ Eramo (Il manifesto), Fabrizio Tonello (Un. Padova), Giorgio Zanchini (radio3)
GRUPPI EMERGENTI live music: THE BANKROBBERS - BLAST - FURIOUS. All’ interno... interventi poetici di GIULIO PASQUALI
Mercoledì 10
CON LA CRISI...TUTTI PRECARI? Incontro con Loris Campetti (Il manifesto) e Andrea Antonioli (La CGIL che vogliamo)
Giovedì 11
I RIBELLI DELLA MONTAGNA. Incontro con Fra’ Diavolo (Luigi Fiori) e Sonia (Vanda Bianchi)
Martedì 9
MISERIE E GRANDEZZE DELLA STAMPA. IN ITALIA E ALL’ESTERO. Incontro con Marco d’ Eramo (Il manifesto), Fabrizio Tonello (Un. Padova), Giorgio Zanchini (radio3)
GRUPPI EMERGENTI live music: THE BANKROBBERS - BLAST - FURIOUS. All’ interno... interventi poetici di GIULIO PASQUALI
Mercoledì 10
CON LA CRISI...TUTTI PRECARI? Incontro con Loris Campetti (Il manifesto) e Andrea Antonioli (La CGIL che vogliamo)
Giovedì 11
I RIBELLI DELLA MONTAGNA. Incontro con Fra’ Diavolo (Luigi Fiori) e Sonia (Vanda Bianchi)
CARNEIGRA presentano l’ultimo disco “FUMATORI DELLA SERA”
Venerdì 12
LE NOSTRE GUERRE. Incontro con Alessandro Dal Lago (Un. Genova)
STUPIDORISIKO UNA GEOGRAFIA DI GUERRA. Interpreta Mario Spallina. Teatro di Emergency
Venerdì 12
LE NOSTRE GUERRE. Incontro con Alessandro Dal Lago (Un. Genova)
STUPIDORISIKO UNA GEOGRAFIA DI GUERRA. Interpreta Mario Spallina. Teatro di Emergency
A seguire PIETRO DJ
Sabato 13
MIGRANTI DI QUA E DI LÀ DAL MARE Incontro con Stefano Galieni (Liberazione), Nicola Grigion (Melting Pot) e Lamine Diouf
Sabato 13
MIGRANTI DI QUA E DI LÀ DAL MARE Incontro con Stefano Galieni (Liberazione), Nicola Grigion (Melting Pot) e Lamine Diouf
SIMPLE REVOLUTION ritmi e suoni africani
Domenica 14
I BENI COMUNI DOPO IL REFERENDUM. Incontro con Andrea Palladino (giornalista), Ugo Mattei (Un. Torino), Teatro Valle Occupato (Roma) e Pietro Conti (Comitato Usi Civici - Seravezza)
I CONIGLI presentano il loro ultimo album dal titolo “Rock ‘N’ Roll”
Lunedì 15
ARDECORE SAN CADOCO Tour
INCONTRI ore 18:30 - SPETTACOLI ore 22
Casa del Popolo di Solaio, Pietrasanta (Lucca). Tel 0584 757271
A Viareggio cena con Gabriele Polo e con il manifesto per aiutarlo a crescere, uscire dalla precarietà e superare i 40 anni.
A Viareggio l'assemblea e la cena promosse dal neonato circolo versiliese del Manifesto ha messo all'ordine del giorno il tema delle lotte sociali e operaie nel contesto della globalizzazione capitalistica, ed ha rappresentato, nella volontà degli organizzatori, un primo momento di confronto e d'incontro tra esperienze sociali diverse presenti sul territorio.
Un giornale che, fin dal primo numero del 28 aprile 1971, aprì con due titoli sulle lotte di liberazione del popolo vietnamita viste dai contadini cinesi, e sullo sciopero dei 200 mila operai della FIAT nel corso della trattativa tra sindacati e azienda, era già consapevole allora della stretta relazione esistente tra lotte antimperialiste su scala mondiale e lotte operaienei paesi ricchi dell'occidente.
Ha trovato consenso nell'assemblea l'idea di costruire un luogo di riflessione e di iniziativa sui temi emergenti della situazione sociale del territorio,e, quindi, anche la proposta di organizzare successivi incontri e iniziative sui beni comuni (acqua,scuola,cultura,territorio) e sul tema delle migrazioni.
Massimo Braccini, segretario provinciale della FIOM-CGIL, ha messo in evidenza con chiarezza l'importanza delle lotte e delle vertenze dei lavoratori metalmeccanici in provincia di Lucca per riaffermare e riconquistare il contratto del 2008, stravolto dall'intesa separata fra CISL-UIL-UGL e Confindustria del gennaio 2009, e dalle successive intese, raggiungendo significativi risultati, con la partecipazione di tutti i lavoratori nelle principali aziende del settore.
Braccini ha sottolineato inoltre l'importanza dell'autonomia e della rappresentanza nella strategia della FIOM, come unici e insostituibili strumenti di democrazia nei luoghi di lavoro, e nel rapporto tra sindacato e lavoratori.
Gabriele Polo ha approfondito il tema della crisi del sistema capitalistico, frutto di un lungo processo di stabilizzazione e affermazione delle ricette privatizzatrici, e della sfrenata finanziarizzazione dell'economia globalizzata.
La crisi è tutt'altro che finita, ha detto G.Polo, gli equilibri del potere economico mondiale sono mutati, con essi viene meno l'egemonia degli Stati Uniti, la conflittualità tra le aree economiche più importanti è conseguenza delle trasformazioni indotte dalla crisi.
La sinistra in Italia, e non solo, è priva di un'analisi sul capitalismo, non sa e non vuole analizzare le sue contraddizioni principali, e i processi che hanno originato la crisi finanziaria con un'ottica critica.
Il Manifesto, è emerso nell'assemblea, rappresenta in Italia non solo un patrimonio indiscutibile dell'editoria di sinistra, ma anche un vettore del rinnovamento dentro la sinistra.
Se in occasione del 20mo anniversario fu coniato lo slogan 20 anni dalla parte del torto, oggi potremmo coniarne un altro: 40 anni dalla parte delle radici..., quelle del conflitto capitale-lavoro, della lunga storia del movimento operaio, delle sue lotte e delle sue conquiste, dei movimenti sociali antiliberisti.
L'assemblea ha condiviso il fatto che tra lotte sociali e libertà d'informazione esistono relazioni profonde, e che in Italia si soffre di un acuto deficit d'informazione, che produce una vera e propria paralisi civile e sociale dei ceti popolari.
La ricostruzione del giornale cartaceo parte dal considerarlo un lavoro di ricerca, di scoperta,di inchiesta, libera e autonoma, nel cuore della realtà sociale, dove i lettori si fanno autori di informazione, consapevoli che un giornale parla dal luogo dove si fa.
Il circolo è fermamente convinto che siano necessari nuclei diffusi sui territori, in rapporto continuo tra di loro, in grado di raccogliere ed esprimere spunti critici dai fatti, redazioni mobili che sappiano interferire nella notizia “tradizionale”, e rovesciarla in informazione critica.
La cena, preparata dalla cooperativa “L'Uovo di Colombo”, che aveva già assistito e dato sapore agli ultimi due incontri col Manifesto, rispettivamente con Roberto Tesi (il nostro Galapagos) nel dicembre 2006, e con Luciana Castellina nel dicembre 2008, ha fatto da piacevole,gustoso, e caloroso accompagnamento all'assemblea.
La Cooperativa, che da anni legge e si abbona al Manifesto, è presente, e opera nel campo dell'inclusione sociale, a contatto diretto con le molteplici marginalità sociali sul territorio, ed è determinata a interagire col Manifesto, e a farlo vivere più vicino alle mille esperienze territoriali..
Una buona assemblea, una partecipazione significativa, un primo passo verso il rafforzamento e il consolidamento dell'esperienza del circolo del Manifesto in Versilia.
Circolo Versiliese del Manifesto
Il Manifesto a Viareggio ha cominciato a muovere i primi passi alla fine del 1969, sotto l'impulso della radiazione dal PCI, avvenuta a seguito del XII Congresso, e della pubblicazione della rivista: Successivamente nella primavera del 1970, con l'intervento di Luciana Castellina, fu costituito il Centro d'iniziativa politica del Manifesto, che seppe attivare un buon rapporto con gli studenti delle scuole medie superiori, in particolar modo con quelli del Liceo Scientifico, dove era presente un gruppo di militanti particolarmente attivi e intelligenti, e saltuariamente intervenire sulle tematiche delle lotte operaie con volantinaggi davanti alle fabbriche, econfronti sulle questioni contrattuali. Nell'autunno del 1970 invitammo Lucio Magri a presentare Le Tesi per il comunismo presso la sede della Camera Del Lavoro di Viareggio.
Il 24 gennaio 1971 Luigi Pintor presentò in un'assemblea pubblica a Viareggio, all'interno di un cinema della città, il progetto del quotidiano ( 4 pagine 50 lire..), assemblea animata e vivace, affollata in prevalenza da militanti e dirigenti della Federazione del PCI della Versilia.
La diffusione militante della domenica del quotidiani nei quartieri fu gestita per più di un anno, fino al negativo esito delle elezioni politiche del 7-8 maggio1972, dal collettivo politico che organizzava la presenza e le iniziative in Versilia (..e pensare che in alcune circoscrizioni in Versilia il voto al Manifesto “Vota Manifesto libera Valpreda” fu superiore alla percentuale nazionale!)
L'Associazione Giorgio Tazzioli prende il nome da un compagno che fu particolarmente attivo in quel tempo dentro il collettivo del Manifesto.
A Viareggio, infine,numerose, a partire dal 1983 con Michelangelo Notarianni, sono state le iniziative di solidarietà col Manifesto, svolte nelle modalità più diverse fino a quelle più recenti.
Sono stati raccolti, in occasione dell'assemblea 2.050 euro
Un giornale che, fin dal primo numero del 28 aprile 1971, aprì con due titoli sulle lotte di liberazione del popolo vietnamita viste dai contadini cinesi, e sullo sciopero dei 200 mila operai della FIAT nel corso della trattativa tra sindacati e azienda, era già consapevole allora della stretta relazione esistente tra lotte antimperialiste su scala mondiale e lotte operaienei paesi ricchi dell'occidente.
Ha trovato consenso nell'assemblea l'idea di costruire un luogo di riflessione e di iniziativa sui temi emergenti della situazione sociale del territorio,e, quindi, anche la proposta di organizzare successivi incontri e iniziative sui beni comuni (acqua,scuola,cultura,territorio) e sul tema delle migrazioni.
Massimo Braccini, segretario provinciale della FIOM-CGIL, ha messo in evidenza con chiarezza l'importanza delle lotte e delle vertenze dei lavoratori metalmeccanici in provincia di Lucca per riaffermare e riconquistare il contratto del 2008, stravolto dall'intesa separata fra CISL-UIL-UGL e Confindustria del gennaio 2009, e dalle successive intese, raggiungendo significativi risultati, con la partecipazione di tutti i lavoratori nelle principali aziende del settore.
Braccini ha sottolineato inoltre l'importanza dell'autonomia e della rappresentanza nella strategia della FIOM, come unici e insostituibili strumenti di democrazia nei luoghi di lavoro, e nel rapporto tra sindacato e lavoratori.
Gabriele Polo ha approfondito il tema della crisi del sistema capitalistico, frutto di un lungo processo di stabilizzazione e affermazione delle ricette privatizzatrici, e della sfrenata finanziarizzazione dell'economia globalizzata.
La crisi è tutt'altro che finita, ha detto G.Polo, gli equilibri del potere economico mondiale sono mutati, con essi viene meno l'egemonia degli Stati Uniti, la conflittualità tra le aree economiche più importanti è conseguenza delle trasformazioni indotte dalla crisi.
La sinistra in Italia, e non solo, è priva di un'analisi sul capitalismo, non sa e non vuole analizzare le sue contraddizioni principali, e i processi che hanno originato la crisi finanziaria con un'ottica critica.
Il Manifesto, è emerso nell'assemblea, rappresenta in Italia non solo un patrimonio indiscutibile dell'editoria di sinistra, ma anche un vettore del rinnovamento dentro la sinistra.
Se in occasione del 20mo anniversario fu coniato lo slogan 20 anni dalla parte del torto, oggi potremmo coniarne un altro: 40 anni dalla parte delle radici..., quelle del conflitto capitale-lavoro, della lunga storia del movimento operaio, delle sue lotte e delle sue conquiste, dei movimenti sociali antiliberisti.
L'assemblea ha condiviso il fatto che tra lotte sociali e libertà d'informazione esistono relazioni profonde, e che in Italia si soffre di un acuto deficit d'informazione, che produce una vera e propria paralisi civile e sociale dei ceti popolari.
La ricostruzione del giornale cartaceo parte dal considerarlo un lavoro di ricerca, di scoperta,di inchiesta, libera e autonoma, nel cuore della realtà sociale, dove i lettori si fanno autori di informazione, consapevoli che un giornale parla dal luogo dove si fa.
Il circolo è fermamente convinto che siano necessari nuclei diffusi sui territori, in rapporto continuo tra di loro, in grado di raccogliere ed esprimere spunti critici dai fatti, redazioni mobili che sappiano interferire nella notizia “tradizionale”, e rovesciarla in informazione critica.
La cena, preparata dalla cooperativa “L'Uovo di Colombo”, che aveva già assistito e dato sapore agli ultimi due incontri col Manifesto, rispettivamente con Roberto Tesi (il nostro Galapagos) nel dicembre 2006, e con Luciana Castellina nel dicembre 2008, ha fatto da piacevole,gustoso, e caloroso accompagnamento all'assemblea.
La Cooperativa, che da anni legge e si abbona al Manifesto, è presente, e opera nel campo dell'inclusione sociale, a contatto diretto con le molteplici marginalità sociali sul territorio, ed è determinata a interagire col Manifesto, e a farlo vivere più vicino alle mille esperienze territoriali..
Una buona assemblea, una partecipazione significativa, un primo passo verso il rafforzamento e il consolidamento dell'esperienza del circolo del Manifesto in Versilia.
Circolo Versiliese del Manifesto
Il Manifesto a Viareggio ha cominciato a muovere i primi passi alla fine del 1969, sotto l'impulso della radiazione dal PCI, avvenuta a seguito del XII Congresso, e della pubblicazione della rivista: Successivamente nella primavera del 1970, con l'intervento di Luciana Castellina, fu costituito il Centro d'iniziativa politica del Manifesto, che seppe attivare un buon rapporto con gli studenti delle scuole medie superiori, in particolar modo con quelli del Liceo Scientifico, dove era presente un gruppo di militanti particolarmente attivi e intelligenti, e saltuariamente intervenire sulle tematiche delle lotte operaie con volantinaggi davanti alle fabbriche, econfronti sulle questioni contrattuali. Nell'autunno del 1970 invitammo Lucio Magri a presentare Le Tesi per il comunismo presso la sede della Camera Del Lavoro di Viareggio.
Il 24 gennaio 1971 Luigi Pintor presentò in un'assemblea pubblica a Viareggio, all'interno di un cinema della città, il progetto del quotidiano ( 4 pagine 50 lire..), assemblea animata e vivace, affollata in prevalenza da militanti e dirigenti della Federazione del PCI della Versilia.
La diffusione militante della domenica del quotidiani nei quartieri fu gestita per più di un anno, fino al negativo esito delle elezioni politiche del 7-8 maggio1972, dal collettivo politico che organizzava la presenza e le iniziative in Versilia (..e pensare che in alcune circoscrizioni in Versilia il voto al Manifesto “Vota Manifesto libera Valpreda” fu superiore alla percentuale nazionale!)
L'Associazione Giorgio Tazzioli prende il nome da un compagno che fu particolarmente attivo in quel tempo dentro il collettivo del Manifesto.
A Viareggio, infine,numerose, a partire dal 1983 con Michelangelo Notarianni, sono state le iniziative di solidarietà col Manifesto, svolte nelle modalità più diverse fino a quelle più recenti.
Sono stati raccolti, in occasione dell'assemblea 2.050 euro
Contatti: circolo_versilia(at)ilmanifesto.it






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