mercoledì 18 settembre 2013
 
26 ottobre 2012
 
Caro Valentino,
perché questa
cupio dissolvi?
Ermanno Rea
Caro Valentino, non credo di dover tirare in ballo la nostra amicizia nonché la simpatia e la stima che da sempre nutro nei tuoi confronti per dirti che questa volta l'hai fatta grossa e che non mi sarei mai aspettato da parte tua una tirata così autolesionistica, ingiusta e insensata come quella che hai pubblicato ieri sulla prima pagina del manifesto contro l'attuale direzione del giornale.
Ma come, proprio tu ti metti a dare colpi di durlindana che per età, esperienza, carisma dovresti essere il fattore aggregante di una redazione in forte travaglio, attraversata da aspri (e spesso incomprensibili) contrasti intestini? Proprio tu ti metti a gettare benzina sul fuoco in una situazione in cui, come sempre accade nei momenti critici di una collettività, rivalità e gelosie personali intorbidano ancora di più le acque?
Ti confesso di avere cercato a lungo una buona ragione da spendere a favore del tuo gesto, ma non ne ho trovato nessuna, salvo quella di marcare la tua vicinanza a Rossana Rossanda che da tempo invoca dalla sua «eburnea» Parigi un giornale più militante, un giornale-partito, credo, o forse un giornale-trincea, laddove Norma Rangeri e Angelo Mastrandrea (assieme a quanti condividono la loro linea editoriale) cercano di realizzare, e devo dire con profitto, un quotidiano «accogliente», aperto alle molteplici voci presenti nel grande e dissonante coro della sinistra italiana in questo terzo millennio dagli esordi a dir poco drammatici.
Un «Osservatorio» della sinistra invece di un «Bunker». È eccessivo ridurre a una contrapposizione di questo genere la concreta posta in gioco politica rubricando ogni altro contrasto interno a mera dinamica personalistica pur se ammantata, qua e là, di false ragioni ideali?
Le cose saranno pure più complesse e sfumate di così, ma quel che si capisce dall'esterno (del giornale) è esattamente questo. E non sono il solo a dirlo. Allora, «Osservatorio» o «Bunker»? Personalmente ho il torto di pensare che, soprattutto in momenti di generale confusione e di nebbiose prospettive come quelli che viviamo, sia necessario affidarsi alla cultura, al dubbio e alla ricerca accanita, prestando orecchio a tutte le proteste e a tutte le proposte, avendo per fermo un unico punto: la difesa a oltranza dei diritti di tutti gli svantaggiati - disoccupati, pensionati, precari - a cominciare dai cosiddetti «ultimi della terra». Un giornale intelligente e schierato, dunque, ma senza alcun settarismo, anzi alieno da ogni forma di arroganza. Un giornale polemico ed elegante nello stesso tempo. Raffinato e popolare, anche se i due aggettivi sembrano convivere con disagio.
Ma queste «virtù» non adombrano le fattezze di una creatura che esiste già? Insomma, sarebbe sbagliato affermare che il manifesto quotidianamente sfornato dall'attuale direzione già marci, di per sé, lungo questa strada? Secondo me, no. Certo, può essere ancora migliorato, arricchito, reso più pungente, più immaginativo. Si sa, non ci sono mai limiti al «meglio». Quello che ritengo inaccettabile, da lettore affezionato, beninteso, è che lo si giudichi con l'incomprensibile ed esagitata severità di Rossana Rossanda e adesso, in coda, di Valentino Parlato. Non appartengo tecnicamente alla famiglia, ma francamente mi sembrano comportamenti psicotici che richiamano alla mente la fredda disperazione di un recente suicidio eccellente. Amici, compagni, per favore, smettetela con questo gioco al cupio dissolvi.
invia per email
Segnala l'articolo
al seguente indirizzo email



 
condividi  
 |  invia per email |  stampa
 
Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan  Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
 
    in edicola
sabato 14 settembre
 
Le «maschiette»
di Riyad
Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).

  In edicola
da martedì 17 settembre
 
VENICEBIENNALE
Dream, and It'll Pass
Viewing the 55th Venice Biennale
 
      IN VENDITA su kindle
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique
 
    IN VENDITA NELLO STORE
RECENSIONI
 
 
 
 
 
ILSITO
implementazione e sviluppo
Mir
hanno partecipato
Gianni Fotia [ab&c]
Raffaele Mastrolonardo
Nicola Bruno
contatti
 
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
 
consiglio di amministrazione   Benedetto Vecchi (presidente), Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
 
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione(at)ilmanifesto.it
redazione di Milano
Via Lario 39 - 20159
02/ 89074385
 
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
 
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it