sabato 16 febbraio 2013
30 ottobre 2012
 
Non è più tempo
di rattoppi,
cambiamo strada
Massimo Angrisano *
L'avvicinarsi dell'incontro del 4 novembre genera in chi scrive più ansie che aspettative. L'anno che sta per concludersi è stato uno dei più brutti nella storia del nostro giornale. I tentativi generosi e gratuiti dei sostenitori si sono spesso scontrati con le resistenze e le chiusure di una parte della redazione, diffidente e a volte spocchiosa di fronte ad una temuta invasione di campo. Le riunioni assembleari dei circoli degli amici del manifesto hanno accentuato le difficoltà di dialogo. La vicenda dell'amministrazione controllata ha reso ancora più complicato il confronto sereno, anche se il buon senso avrebbe dovuto suggerire un percorso diverso.
Il giornale perde lettori e naviga a vista alla ricerca di una rotta. Il lungo contributo di Rossana Rossanda sembra offrire suggestioni condivisibili. Ma temo non sarà sufficiente.
Eppure alcune scelte ormai non sono più rinviabili, pena l'affossamento definitivo di una storia comune di una parte della sinistra.
In primo luogo, bisogna ragionare di quale giornale vogliamo, con quale platea di riferimento, con quali contenuti. Non sono più possibili innamoramenti e sbandate casuali. Certamente non siamo più ai tempi del quotidiano di un gruppo politico, ma riconquistare lettori significa anche scegliere a chi si vuole parlare, di quali temi, di quali scelte strategiche. Pur nella loro varietà, sono più chiare e leggibili le opinioni dei collaboratori esterni di quanto non siano il pensiero e la linea redazionale. Non basta la chiarezza di Loris Campetti sul lavoro, la brillante lucidità di Marco D'Eramo o la puntuale affaticata ostinazione di Valentino Parlato. Non c'è un insieme che leghi il tutto. Così vanno bene, spesso, i reportage o le pagine di storie, ma non ne fanno un giornale. Non si dovrà decidere il 4 novembre, ma questa è la prima urgenza che incombe.
La seconda questione attiene alla proprietà della testata. Circola un'ipotesi, ancora da definire, di partecipazione collettiva all'acquisto con una rappresentanza della voce dei lettori acquirenti sul piano decisionale. Aspettiamo ancora a parlarne, in attesa che i nodi si sciolgano da soli con la chiusura della gestione commissariale alla fine dell'anno?
Desta veramente tanta preoccupazione un drappello di più o meno vecchi lettori, disposti ad impegnarsi andando oltre il ruolo di «elemosinieri», come scrive Sergio Caserta?
La linea, la proprietà, ma infine anche un esame di noi stessi. Quando chiedo a chi non ci legge più o a chi ha abbandonato il manifesto le ragioni del distacco, la risposta prevalente fa sempre riferimento ad una qualche autoreferenzialità. Siamo un gruppo più o meno vasto di vecchi compagni a cui sfugge la comprensione di una parte del mondo e le sue novità, non sempre negative. Non riusciamo a cogliere, per settarismo e distanza, il nuovo che c'è nel mondo delle associazioni, del volontariato, della creatività giovanile. Siamo vecchi rispetto alla politica e, forse, anche alla cultura. Probabilmente queste sono critiche ingenerose se si pensa agli sforzi che in passato sono stati fatti per cogliere questi aspetti delle trasformazioni che avanzano, ma rimane l'esigenza di rompere il cerchio.
È indispensabile una direzione drasticamente alternativa, senza rottamatori o «scassatutto», ma con la capacità di determinare un rinnovato entusiasmo. Non è proprio più tempo di toppe o rattoppi. Chi vuole bene al manifesto e, soprattutto, è interessato alla continuazione della sua straordinaria esperienza sa che stiamo giocando l'ultima partita.
* Circolo il manifesto Salerno
invia per email
Segnala l'articolo
al seguente indirizzo email



 
condividi  
 |  invia per email |  stampa
 
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah.  Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
 in edicola
sabato 15 diceMbre
 
La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
di Mona Chollet
 
 
In edicola
da giovedì 13 dicembre
GANGBANG
40 anni
tradotti in fumetti
 IN VENDITA NELLO STORE
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique
 
    IN VENDITA NELLO STORE
RECENSIONI
 
 
PROGRAMMI

 
 
 
 
ILSITO
implementazione e sviluppo
Mir
hanno partecipato
Gianni Fotia [ab&c]
Raffaele Mastrolonardo
Nicola Bruno
contatti
 
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
 
consiglio di amministrazione   Benedetto Vecchi (presidente),
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
 
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
 
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
 
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it